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Blockchain, la soluzione contro traffico illegale di oro e diamanti

La Blockchain, tecnologia che sta alla base degli scambi del Bitcoin, a servizio dell’oro e dei diamanti, per fermare traffico illegale

 

La blockchain conquista anche il settore delle materie prime, un settore dominato dalla finanza tradizione (e dal dollaro, in particolare), che prova a sfruttare la tecnologia per crescere, sempliflicarsi e continuare a svilupparsi. Insomma, l’oro, che nei mesi scorsi è stato presentato come concorrente del Bitcoin, moneta virtuale che si basa proprio su questa tecnologia di scambio, sfrutta la bockchain per continuare ad essere il bene di rifugio.

Cos’è la Blockchain

blockchainSi tratta di un database destinato a rivoluzionare profondamente il sistema economico, modificando alla base i concetti di transazione, proprietà e fiducia.  È un “registro transnazionale sicuro, condiviso da tutte le parti che operano all’interno di una data rete distribuita di computer. Registra e archivia tutte le transazioni che avvengono all’interno della rete, eliminando in definitiva la necessità di terze parti ‘fidate’”, si legge sul sito di Reply, azienda torinese specializzata nella progettazione e nell’implementazione di soluzioni basate sui nuovi canali di comunicazione digitali.

Non solo. Questa tecnologia è qualcosa di più: può essere paragonata ad una macchina o ad un algoritmo che ha applicazioni infinite, basate sulla fiducia generata dal sistema. Ogni nodo della rete verifica le informazioni, inviandole al nodo successivo in una catena composta da blocchi (da qui il nome).

La blockchain, dunque, rappresenta una vera rivoluzione in più ambiti: può sostituire un atto notarile, per esempio, o cambiare il metodo di votazione e modificare il concetto di seggio elettorale, proprio perché ogni transazione viene sorvegliata da una rete di nodi che ne garantiscono la correttezza e ne possono mantenere l’anonimato.
I vantaggi sono enormi: sicurezza, semplificazione, abbattimento dei costi, eliminazione di terze parti.

Blockchain e materie prime

Ad adottare la blockchain, come tecnologia su cui basare gli scambi, è stata anche la London Bullion Market Association (Lbma), ovvero l’organismo che supervisiona il mercato londinese dell’oro fisico, che vanta un giro di affari per oltre 5mila miliardi di dollari all’anno. Tramite la nuova tecnologia, la Lbma proverà a di certificare la tracciabilità del metallo, dalla miniera fino ai caveaux della City, con l’obiettivo di fermare frodi e riciclaggio.

La London Bullion Market Association non è sola in questa missione, anche il il World Gold Council (Wgc), che rappresenta le società aurifere, sarebbe interessato alla tecnologia. Come spiega Reuters, infatti, il Wgc vorrebbe sfruttare il canale della blockchain per far aumentare la diffusione delle barre da un 1 kg di oro, le cosiddette kilobar.

Non solo oro. Ad essere interessate anche alla tecnologia su cui si basa il Bitcoin sarebbero anche le aziende che si occupano di diamanti. De Beers crede nella blockchain come strumento per fermare la diffusione dell’illegalità nel settore. “È un enorme registro pubblico, immutabile come nient’altro al mondo. Ed è molto più resistente agli hacker rispetto ai sistemi basati su un singolo server”, aveva descritto la tecnologia il ceo di De Beers, Bruce Cleaver.

Blockchain al servizio del settore energia

L’applicazione di questo tecnologia, pensata inizialmente per far circolare in sicurezza le criptovalute, promette di accelerare i processi e trasformare radicalmente anche i mercati e l’industria energetica. Il settore sta sperimentando i modelli del trading peer-to-peer, grazie alla proliferazione delle reti di distribuzione dell’energia (Distributed Energy Grids – DER) e delle fonti rinnovabili indipendenti che si collegano alla rete, trasformando i consumatori di energia in produttori in grado di rivendere l’eccesso di elettricità in rete.

Anche Enel ha effettuato il primo scambio di elettricità via blockchain con la tedesca E.On, tramite piattaforma con Enerchain. Mentre Eni, con Bp e l’austriaca Wien Energie avrebbero avviato una sperimentazione della piattaforma Interbit di Btl, per gli scambi di gas sul mercato europeo.

La blockchain cambia il commercio

Wells Fargo e  Commonwealth Bank of Australia (CBA) hanno utilizzato la blockchain per elaborare ed eseguire un carico di cotone dagli Stati Uniti alla Cina. Come scrive la CNBC si tratta di un’azione che potrebbe cambiare il commercio internazionale.

L’Australiana Brighann Cotton Marketing ha acquistato la spedizione da Brighann Cotton (US): la merce doveva essere trasportata dal Texas a Qingdao, in Cina. Un acquisto di questo genere, con conto aperto, solitamente, richiede numerose e-mail, fax e documenti da firmare per garantire e registare tutti i movimenti della merce e del denaro.

La Blockchain, invece, semplifica tutto. La nuova tecnologia crea trasparenza tra acquirente e venditore, garantendo un più alto livello di sicurezza e la possibilità di monitorare una spedizione in tempo reale. Proprio la funzione di rilevamento spaziale della merce aggiunge valore al nuovo tipo di transizione: “solo dopo che viene confermata la posizione geografica dei prodotti il sistema invia una notifica per il rilascio del pagamento”, spiega Commonwealth Bank of Australia.

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