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Biden fa marcia indietro sugli ordini di Trump contro TikTok e WeChat

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TikTok WeChat

Il presidente Usa Biden ha ritirato una serie di ordini esecutivi che cercavano di vietare i nuovi download di WeChat e TikTok. Allo stesso tempo la Casa Bianca emette un nuovo ordine che intensifica il controllo delle app cinesi in nome di problemi di sicurezza

Fine della campagna trumpiana contro TikTok e WeChat negli Stati Uniti.

La Casa Bianca ha abbandonato gli ordini esecutivi dell’era Trump destinati a tentare di vietare le app cinesi TikTok e WeChat. Allo stesso tempo, condurrà una revisione destinata a identificare i rischi per la sicurezza nazionale legati ai software collegati alla Cina.

Lo hanno fatto sapere fonti ufficiali.

L’amministrazione Trump aveva sostenuto che WeChat e TikTok ponessero problemi di sicurezza nazionale con la minaccia che i dati personali sensibili degli utenti statunitensi finissero nelle mani del governo cinese. Sia TikTok, che ha oltre 100 milioni di utenti negli Stati Uniti, sia WeChat avevano negato l’accusa di aver sollevato preoccupazioni per la sicurezza nazionale.

L’amministrazione Biden spera che il nuovo ordine esecutivo stabilisca un quadro più rigoroso che ponga eventuali futuri divieti su basi legali molto più solide, sottolinea il Financial Times.

Tutti i dettagli.

L’ORDINE ESECUTIVO DI BIDEN ALLENTA LA PRESA SU WECHAT E TIKTOK

Il nuovo ordine esecutivo di Biden revoca gli ordini WeChat e TikTok emessi ad agosto, insieme a un altro a gennaio che ha preso di mira altre otto applicazioni software di comunicazione e tecnologia finanziaria.

MA AUMENTA IL CONTROLLO SULLE APP CINESI

Tuttavia, il nuovo ordine esecutivo dà mandato al dipartimento del Commercio di intraprendere un’analisi “basata su prove” di transazioni riguardanti app prodotte, fornite o controllate dalla Cina.

Le autorità statunitensi temono in particolare le app che raccolgono dati personali degli utenti o che hanno collegamenti all’esercito cinese o ad attività d’intelligence.

Come sottolinea il Ft, l’ordine amplia anche la portata delle misure dell’era Trump. Il dipartimento del commercio dovrà determinare infatti se i dati sulla salute degli americani risultino a rischio dal software prodotto dagli avversari degli Stati Uniti.

LA STRETTA SU PECHINO

L’ordine firmato mercoledì dal presidente Joe Biden è l’ultima mossa per affrontare ciò che Washington considera il crescente rischio per la sicurezza dalla Cina.

La scorsa settimana, Biden ha firmato un altro ordine che ha ampliato un’altra misura di Trump vietando agli americani di investire in 59 società cinesi. Quest’ultime considerate rischiose per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Infine, martedì l’amministrazione Usa ha annunciato i risultati di una revisione della catena di approvvigionamento volta a ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dalla Cina per una gamma di tecnologie e materiali come le terre rare. Quest’ultime fondamentali per la produzione di qualsiasi cosa, dai veicoli elettrici e smartphone ai caccia.

BIDEN È TRUMPIANO RIGUARDO LA CINA

L’amministrazione Biden non ha mostrato quindi alcun allentamento della posizione forte del governo contro la Cina. Come ha fatto notare James Lewis, vicepresidente senior del Center for Strategic and International Studies, al New York Times. Il nuovo ordine esecutivo stabilisce criteri molto più precisi per soppesare i rischi posti da TikTok e da altre società di proprietà di avversari stranieri come la Cina.

“Stanno prendendo la stessa direzione dell’amministrazione Trump, ma in qualche modo più dura, in modo più ordinato e implementata in modo positivo”, ha detto Lewis.

FUORI PERICOLO TIKTOK?

Tornando alle popolari app cinesi WeChat e TikTok, se la prima può tirare un sospiro di sollievo la secondo non proprio.

Come ha sottolineato The Verge, l’ordine non riguarda le azioni o le indagini intraprese dal Committee on Foreign Investment degli Stati Uniti (Cfius), un panel del governo degli Stati Uniti presieduto dal Dipartimento del Tesoro che supervisiona gli investimenti esteri.

Sotto l’amministrazione Trump, il Cfius ha fissato diverse scadenze per app come TikTok. In particolare l’obiettivo era costringere ByteDance a trasferire i dati degli utenti americani a una società con sede negli Stati Uniti. Per diversi mesi, secondo quanto riferito, l’americana Oracle avrebbe dovuto acquistare TikTok per evitare il divieto dell’ex amministrazione, sebbene l’accordo non sia mai andato a buon fine.

“L’azione del Cfius è ancora in corso”, ha dichiarato mercoledì un alto funzionario dell’amministrazione.

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