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Asi e Leonardo-Finmeccanica. Tutte le tensioni spaziali (anche fra Lega e M5s?)

Subbugli spaziali nel governo. Al centro dell’attenzione l’Agenzia spaziale italiana (Asi), ma non solo.

Ecco le ultime notizie e indiscrezioni.

Continua lo stallo in casa di Asi: solo un componente del cda (scaduto il 21 luglio) è stato rimpiazzato. Agli inizi di settembre il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato sul Blog delle Stelle:  “Come ministro dello Sviluppo Economico ho proposto a Maurizio Cheli, astronauta, aviatore e imprenditore, di entrare a far parte del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l’ente governativo che ha il compito di predisporre e attuare la politica aerospaziale italiana. Lui ha accettato e diventerà il primo astronauta a far parte del Consiglio di Amministrazione dell’Asi”, ha scritto il capo del Movimento 5 Stelle.

Gli altri ministeri (Difesa, Esteri e Mef) che devono indicare i rappresentanti nel cda di Asi non hanno ancora deciso. Perché? Fonti di settore dicono: attendono la decisione della maggioranza sui vertici dell’Agenzia.

Commissariarla oppure no? Sarebbe questa la domanda alla quale Movimento 5 Stelle e Lega non hanno ancora risposto. C’è chi nei due partiti vuole accelerare, tanto che ci vocifera di interrogazioni parlamentari pepate in cantiere su Roberto Battiston, presidente di Asi.

E’ nota in ambienti militari e civili, comunque, la stima che il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nutre per Battiston.

Non sono lesinati da tempo, invece, gli sbuffi all’interno della maggioranza penta-leghista su Battiston, confermato al vertice dell’Asi in extremis dal governo Gentiloni.

L’Asi è l’ente che gestisce 500 milioni di fondi pubblici all’anno ed è per certi versi il cuore di un indotto economico che nel nostro Paese vale 1,6 miliardi.

Battiston è stato escluso dal neonato Comitato interministeriale per le politiche dello spazio e dell’aerospazio. Un siluro di M5S e Lega contro Battiston, ha criticato il Pd.

La partita Spazio è nelle mani in particolare della Lega. Il politico di governo centrale per il settore è infatti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti (Lega), che ha la delega alle politiche spaziali e aerospaziali.

Giorgetti nei giorni scorsi ha annunciato che il regolamento interno del Comitato interministeriale è stato approvato il 6 settembre. Il Comitato è una sorta di regia istituzionale del settore prevista dalla legge n. 7/2018 del 25 febbraio scorso.

Ma c’è concordia fra pentastellati e leghisti? Oggi in Parlamento i 5 Stelle compulsavano un informato articolo del Fatto Quotidiano a firma di Pierluigi Giordano Cardone.

Il Fatto ha svelato quello che definisce un “conflitto di interesse potenziale”. Quale? La nomina di “Stefano Gualandris, diventato a settembre consigliere in materie giuridico economiche di Giorgetti per il settore aerospaziale”.

Gualandris, secondo il Fatto, fa parte di aziende che lavorano proprio nel settore spaziale: “Stefano Gualandris è anche il ceo, nonché “presidente dell’organo di gestione con firma individuale“, della Tss Innovations Projekte GmbH, società svizzera di Roveredo, anch’essa operativa nel settore aerospaziale. A leggere il profilo Facebook della Tss, Gualandris in persona definisce la società come l’associata elvetica della Technosprings. Sempre sul social network, inoltre, il ceo sottolinea come circa cinque mesi fa la Tss abbia firmato un contratto per lo sviluppo di un sistema tecnologico innovativo con l’Estec, il principale centro dell’Agenzia Spaziale Europea per i veicoli spaziali e per latecnologia spaziale in genere”, ha scritto Giordano Cardone.

Il padre di Gualandris, ha aggunto il Fatto, ha fondato la società Technosprings, che “in uno dei suoi progetti principali può vantare come partners l’Unione europea, il Miur, la Regione Lombardia e Leonardo, al cui interno, nel ruolo di ‘campaign manager’ del settore elicotteri (attivo anche nell’aerospaziale), c’è Francesco Giorgetti, classe 1985, fratello del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio”.

Il subbuglio spaziale arriva anche dalla Corte dei Conti. Il 18 settembre la sezione del controllo sugli enti della magistratura contabile ha redatto una determina nella quale si analizza lo stato di salute del Cira, società a partecipazione prevalentemente pubblica che si occupa di ricerca nelle discipline aeronautiche e spaziali e ha sede vicino a Caserta.

Il quadro che emerge – secondo la Corte dei Conti – non è tranquillizzante. I magistrati contabili evidenziano, oltre ad elevati costi imputabili in buona parte a un considerevole monte stipendi del personale e del management, un equilibrio finanziario precario che poggia su previsioni incerte, oltre che una troppo scarsa incidenza dei soci pubblici nei processi decisionali del Centro.

Socio di maggioranza del Cira con il 47% è l’Asi presieduta da Battiston.

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