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Tutti i subbugli spaziali nella politica sull’Asi di Battiston

Tanto rumore per nulla? E’ quello che si sono chiesti alcuni dei partecipanti e degli ospiti a quella sorta di Giornata dello Spazio organizzata ieri alla Farnesina dal ministero degli Esteri con la collaborazione dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), presieduta da Roberto Battiston.

E proprio parole e mormorii su Battiston hanno caratterizzato in parte i pour parler di molti che hanno presenziato alla Giornata.

D’altronde non mancano gli sbuffi all’interno della maggioranza penta-leghista su Battiston, confermato al vertice dell’Asi in extremis dal governo Gentiloni.

L’Asi è l’ente che gestisce 500 milioni di fondi pubblici all’anno ed è per certi versi il cuore di un indotto economico che nel nostro Paese vale 1,6 miliardi.

Ma nonostante malumori che solcano M5S e Lega per la figura di Battiston, il governo Conte non ha mosso alcun dito formale per destituirlo/sostituirlo.

C’è però chi ha fatto notare come Battiston sia stato escluso dal neonato Comitato interministeriale per le politiche dello spazio e dell’aerospazio. Qualcuno, nel Pd, ha giudicato questa decisione come un siluro di M5S e Lega contro Battiston.

Ieri, comunque, nessun accenno critico. Anche se il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano (M5S), ha auspicato una “discontinuità con il passato”. Ecco la frase completa pronunciata dall’esponente di spicco dei Pentastellati: ”La legge di riforma del settore spaziale è all’avanguardia ma è necessario che cambi il modo di interpretarla per creare discontinuità con il passato e aumentare le capacita’ di sfruttare a fini civili le sue tecnologie”.

A che cosa si riferiva Di Stefano?

Il politico di governo clou per il settore è comunque il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti (Lega), che ha la delega alle politiche spaziali e aerospaziali.

Giorgetti ieri ha annunciato che il regolamento interno del Comitato interministeriale è stato approvato il 6 settembre. Il Comitato è una sorta di regia istituzionale del settore prevista dalla legge n. 7/2018 del 25 febbraio scorso.

Quel comitato, appunto, dove il Pd ha intravisto un siluro per Battiston.

Perché? Vediamo.

L’Aula della Camera il 7 agosto ha definitivamente approvato il decreto legge che riordina alcune competenze dei ministeri.

Nella norma, tra l’altro, si esclude il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) quale componente di diritto dal Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale, stabilendo che possa essere invitato a partecipare alle sue riunioni, senza diritto di voto, con funzione esclusivamente di alta consulenza tecnico-scientifica. Nello stesso Comitato entrano invece i ministri per il Sud e per gli Affari europei.

Ma che cosa è, e come nasce, il Comitato oggetto della novità governativa?

Di fatto, la nuova legge fa decollare politicamente la space economy nazionale, inserendola nel quadro europeo con “un punto di forza per il nostro Paese perché come noi, in Europa, solo la Francia ha una cinghia di trasmissione così breve e strategica come richiedono le attività spaziali” commentò mesi fa Battiston.

Eppure il numero uno dell’Asi è stato escluso dal comitato. Perché? Ambienti governativi dicono: il soggetto attuatore (ossia Asi) non può contribuire a stabilire le linee programmatiche cui deve attenersi. Altre fonti asseriscono che è stata una norma ad hoc per mandare un segnale negativo a Battiston.

E’ nota in ambienti militari e civili, comunque, la stima che il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nutre per Battiston. Uno stato d’animo non condiviso da tutta la maggioranza di governo M5S-Lega.

C’è stato infatti dibattito all’interno del Movimento 5 Stelle sulla scelta del precedente governo, presieduto da Paolo Gentiloni, di confermare Battiston, che ha avuto il plauso dei governi di centrosinistra.

Chiosa un addetto ai lavori ieri presente alla Farnesina: “Lo stato attuale dei rapporti pessimi fra Italia e Francia certo non aiuta Battiston”.

(UN APPROFONDIMENTO SULL’ASI: NUMERI, PROGETTI, SCENARI E DIATRIBE POLITICHE)

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