Mentre Morgan Stanley ha riportato l’ennesima correzione al rialzo degli investimenti delle grandi aziende tecnologiche in data center per quest’anno e per l’anno prossimo, il fattore politico continua a caratterizzare le posizioni dei leader di Anthropic e NVIDIA.
Nei frequenti interventi pubblici di Jensen Huang, durante il suo lungo tour tra Taiwan e la Corea del Sud, e di Dario Amodei, CEO di Anthropic, ritorna infatti la questione del rapporto con la Cina e della gestione delle esportazioni dei semiconduttori.
Amodei è emerso fin dal 2024 come il maggiore difensore dei controlli verso la Cina nell’ecosistema statunitense, contrapponendosi alla posizione sostenuta e difesa da Jensen Huang. In un contesto dove gli annunci e l’iper-esposizione del tema dell’intelligenza artificiale ci fa spesso credere che tutto sia in continuo cambiamento, queste posizioni rappresentano un elemento strutturale. Ricordiamo in che termini.
Amodei ha ribadito, in vari scritti, la sua posizione sul futuro prossimo dell’intelligenza artificiale. Per il fondatore di Anthropic, le “leggi di scala” dimostrano che l’aumento della potenza di calcolo si traduce in un miglioramento lineare e costante delle capacità cognitive dei modelli. Questa tendenza, secondo Amodei, porterà tra 1-2 anni alla “nazione di geni nei data center”, con implicazioni strategiche e militari fondamentali. Amodei scrive che una nazione dotata di questa intelligenza artificiale (una nazione dotata di varie nazioni di geni nei suoi data center), a confronto con una che ne è sprovvista, o che si trovi in ritardo anche solo di tre anni, avrebbe un vantaggio paragonabile a quello di un esercito della Seconda Guerra Mondiale contro un’armata medievale.
In questo schema, la sopravvivenza della democrazia nel mondo è legata al primato tecnologico e, come Amodei scrive in modo esplicito, all’azione affinché la potenza tecnologica autoritaria, la Repubblica Popolare Cinese, non raggiunga gli Stati Uniti. L’intelligenza artificiale dovrà indurre le democrazie occidentali a formare una coalizione globale basata su valori comuni, lavorando in modo coordinato per gestire e blindare la supply chain dell’intelligenza artificiale, condividendola tra gli alleati e negandola agli avversari. La politica deve seguire questa necessità esistenziale, per sopravvivere. Nella recente intervista a Emily Chang, Amodei ha detto che vendere chip avanzati alla Cina è come vendere armi nucleari alla Corea del Nord. L’obiettivo è avere un mondo unipolare a guida democratica, altrimenti si scivolerà nel pericolo massimo. Questa spinta verso un governo mondiale dell’intelligenza artificiale avvicina la prospettiva di Amodei, portata alle estreme conseguenze, a ciò che Peter Thiel identifica con l’Anticristo. O meglio, non si tratta dell’Anticristo perché il carattere “mondiale” del governo è limitato dall’esistenza di attori non democratici.
La posizione del leader di NVIDIA è opposta. Non solo sulle conseguenze dell’esponenziale dell’intelligenza artificiale, che per lui è sempre un aumento di quote di mercato o del PIL mondiale, e non deve mai suscitare allarmismo. Il CEO di NVIDIA continua imperterrito a lodare l’ecosistema cinese e ad affermare di voler recuperare le quote di mercato che ha ceduto negli ultimi anni a Huawei e a varie startup, per via delle restrizioni. Secondo Reuters, NVIDIA si prepara anche a vendere CPU in Cina, con presentazioni specifiche ai clienti delle performance dei nuovi processori Vera.
La posizione di Jensen Huang continua a suscitare attenzioni e conflitti politici sempre più intensi. La senatrice democratica Elizabeth Warren di recente lo ha attaccato frontalmente per aver rifiutato di testimoniare a un’udienza in Senato e lo ha accusato di condurre un’aggressiva campagna di lobbying per ottenere dall’amministrazione Trump un assegno in bianco per le vendite di NVIDIA in Cina. Warren ha attaccato Huang per il suo sostegno a Trump e per i casi di contrabbando di sistemi NVIDIA verso la Cina. La senatrice democratica cita con valore le valutazioni degli apparati militari di Washington sul rischio di rafforzamento delle capacità belliche cinesi attraverso i prodotti di NVIDIA.
Al Congresso sono in discussione vari provvedimenti per limitare l’accesso della supply chain (intesa in senso ampio) dell’intelligenza artificiale da parte cinese. Dario Amodei ha citato in modo esplicito questi progetti legislativi, MATCH e OVERWATCH, mettendo il peso di Anthropic dietro di essi.
La questione cinese rimane così il crocevia su cui si dividono quelli che sono i grandi vincitori, ancorché provvisori, della competizione sull’intelligenza artificiale.







