Amazon punta su Globalstar per colmare il gap con Starlink, il servizio di Internet satellitare fornito da SpaceX di Elon Musk.
Il colosso dell’e-commerce fondato da Jeff Bezos ha annunciato l’acquisizione dell’operatore satellitare Globalstar per 90 dollari per azione, in un’operazione del valore di circa 11,57 miliardi di dollari.
Le azioni di Globalstar sono balzate di oltre il 9%, mentre il titolo Amazon ha guadagnato più del 2%. La capitalizzazione di mercato di Gobalstar è quasi quadruplicata nell’ultimo anno, raggiungendo circa 9,4 miliardi di dollari. Nell’ultimo anno il titolo ha registrato un rialzo di circa il 230% sulla scia delle indiscrezioni su una possibile acquisizione. Lo scorso ottobre Bloomberg ha riportato che la società di telecomunicazioni satellitari stava valutando una possibile vendita e aveva avviato colloqui preliminari con SpaceX di Musk.
L’acquisizione consente ad Amazon Leo, il servizio di internet dallo spazio lanciato dal gigante tecnologico di Seattle, di accelerare la sfida proprio a SpaceX. Per ora la divisione di Internet satellitare di Elon Musk rende SpaceX il più grande operatore satellitare del mondo.
Tutti i dettagli.
PERCHÉ AMAZON HA PUNTATO L’OPERATORE SATELLITARE AMERICANO GLOBALSTAR
In base all’accordo, Amazon ha dichiarato che acquisirà le attività satellitari, le infrastrutture e gli asset di Globalstar, comprese alcune licenze di spettro con autorizzazioni globali. I nuovi satelliti di Globalstar e la sua flotta esistente opereranno insieme alla rete di Amazon.
Amazon sta ampliando la propria costellazione di satelliti in orbita terrestre bassa (LEO), Amazon Leo, con l’obiettivo di competere con SpaceX di Elon Musk, la cui divisione Starlink, in forte espansione, supera i 10 milioni di utenti attivi e dispone di circa 10.000 satelliti in orbita (la metà di tutti i satelliti in orbita).
Dunque l’acquisizione dell’attuale costellazione di 24 satelliti LEO di Globalstar, della sua rete di stazioni di terra che si estende su 24 gateway globali e del suo spettro concesso in licenza in oltre 120 paesi fornirà ad Amazon una base operativa immediata che anni di sviluppo interno non potrebbero replicare abbastanza rapidamente, sosteneva a inizio mese Capacityglobal.
A CHE PUNTO È AMAZON LEO
Come sottolinea Bloomberg, Amazon è in ritardo rispetto all’obiettivo di potenziare la propria copertura con oltre 7.700 satelliti. A gennaio Amazon ha chiesto alla Federal Communications Commission (Fcc) una proroga per rispettare la scadenza che le impone di lanciare circa 1.600 satelliti entro luglio 2026.
Finora la società fondata da Bezos ha messo in orbita 212 satelliti, un numero comunque molto inferiore ai più di 10 mila satelliti attivi gestiti da SpaceX. Il gigante tecnologico ha intenzione di espandere la costellazione Project Kuiper, ribattezzata di recente Amazon Leo, e raggiungere quota 500 satelliti nel 2026 per arrivare a 3.600 nei prossimi anni, mentre si sta posizionando in concorrenza con Starlink.
Nell’aprile 2022 Amazon ha firmato contratti per 38 lanci con Ula; 18 lanci con la società europea Arianespace; e 12 lanci con Blue Origin, con un’opzione per ben 15 lanci aggiuntivi con l’impresa privata di proprietà del fondatore di Amazon Jeff Bezos.
Secondo il Financial Times, Amazon punta ad avere circa 700 satelliti nello spazio entro la metà di quest’anno, ma ha segnalato che la scarsità di capacità di lancio sta rallentando lo sviluppo del servizio.
LA SPINTA FORNITA DALLA RETE SATELLITARE DI GLOBALSTAR
Globalstar potrebbe accelerare gli sforzi di Amazon perché gestisce già una rete di satelliti funzionante, ha affermato John Davies, analista di Bloomberg Intelligence.
La rete satellitare di Globalstar è progettata per connessioni affidabili a basso consumo di dati direttamente ai dispositivi mobili, ovvero Direct-to-Device (D2D). Questa tecnologia elimina la necessità per i dispositivi di connettersi alle torri cellulari terrestri, rendendoli cruciali per alimentare i servizi di emergenza e fornire connettività in aree con copertura cellulare limitata.
Secondo la nota congiunta delle aziende, l’accordo aiuterà Amazon a implementare il D2D a partire dal 2028.
I NUMERI DELLA SOCIETÀ STATUNITENSE
Fondata nel 1991 come joint venture tra Qualcomm e Loral, Globalstar ha lanciato i suoi primi satelliti in orbita terrestre bassa nel 1998.
Alla fine del 2025, Globalstar contava quasi 800.000 abbonati ai suoi servizi satellitari mobili, segnala Bloomberg. La società ha riportato un fatturato annuo di 273 milioni di dollari nei suoi ultimi risultati annuali, con un aumento del 9% rispetto al 2024. L’utile operativo è stato di 7,4 milioni di dollari nel 2025, dopo una lieve perdita nell’anno precedente, rileva ancora il Ft. L’operatore satellitare statunitense ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di circa 9 miliardi di dollari.
L’ACCORDO PARALLELO CON APPLE
Infine, Amazon ha firmato un accordo con Apple per continuare a fornire servizi di sicurezza satellitari, come SOS Emergenza e Dov’è, per gli utenti di iPhone e Apple Watch.
Il colosso di Cupertino ha investito infatti 1,5 miliardi di dollari in Globalstar nel 2024, acquisendo una quota del 20%. Come parte dell’accordo, Globalstar si è impegnata a riservare l’85% della sua capacità di rete al produttore di iPhone per l’invio di messaggi via satellite al di fuori della copertura cellulare.







