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Come (e dove) accedere al Wifi nazionale gratuito

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L’Italia digitale accelera. Da ieri è operativa su tutta la penisola Wifi.Italia.It, la prima rete Wifi nazionale, libera e gratuita per cittadini e turisti, nata per iniziativa del ministero dello Sviluppo economico, del ministero dei beni culturali e turismo e dell’Agenzia per l’Italia digitale.

Una buona notizia per il BelPaese, che solo pochi mesi fa, veniva nuovamenet bocciato dall’Europa proprio per conessione e poche competenze digitali, piazzandosi tra gli ultimi posti della classifica Desi.

E mentre arriva internet gratuito, il Governo è anche a lavoro per sviluppare la rete 5G italiana, per garantire internet mobile superveloce. Ma andiamo per gradi.

L’Europa boccia l’Italia digitale

giornalismo digitaleAnche per il 2017, il Bel Paese non supera la prova digitale: ci sono stati pochi progressi e nella classifica del Digital Economy and Society Index 2017 (Desi), la graduatoria annuale che fotografa la digitalizzazione nei 28 Stati dell’Unione europea, l’Italia si piazza nuovamente al 25esimo posto, come lo scorso anno.

Se dobbiamo dirla tutta, un miglioramento rispetto al 2015 c’è stato, come si evince dal punteggio complessivo, passato da 0,38 a 0,41 (contro una media Ue di 0,52). Va meglio l’Italia dell’utilizzo delle tecnologie digitali da parte delle imprese e l’erogazione di servizi pubblici online. Ci sono miglioramenti anche sul fronte della connettività. Ma ancora non decolla l’Italia delle competenze digitali. “Per quanto riguarda l’utilizzo delle tecnologie digitali da parte delle imprese e l’erogazione di servizi pubblici online, l’Italia si avvicina alla media. Rispetto all’anno scorso ha fatto progressi in materia di connettività. Tuttavia, gli scarsi risultati in termini di competenze digitali rischiano di frenare l’ulteriore sviluppo dell’economia e della società digitali” si legge nello studio.

In tema di connettvità, come abbiamo scritto, l’Italia è migliorata. Anzi “ha compiuto progressi significativi grazie soprattutto al forte aumento della copertura delle reti Nga”, ovvero quelle in fibra ottica con una velocità di almeno 30 Mbps.

La copertura in fibra è aumentata (55% rispetto al 53% del 2015) ma non gli abbonamenti ai servizi da 30 Mbps o superiori. Valevano il 5% nel 2015, nel 2016 siamo arrivati al 12% (contro una media Europea del 37%). I numeri, per il settore, si fanno posizionare 24esimi su 28.

Arriva il wifi gratuito

wifi italiaInizia il riscatto. O almeno si spera. Dal 13 luglio, basta una sola app, Wifi.italia.it, per navigare gratis in tutta Italia, con una sola registrazione. Basterà scaricare l’applicazione sul proprio smartphone, inserire un indirizzo email e creare una password. Con un codice di autenticazione la procedura è completata. Ci aiuta una mappa a trovare un punto di accesso nelle vicinanze: sarà lo smartphone ad agganciarsi automaticamente al wifi più vicino, senza bisogno di login.

A volere Wifi Italia, progetto pilota della futura rete aperta e gratuita per tutti i cittadini europei, che si chiamerà wifi4eu, sono stati il Ministero dello Sviluppo economico, della Cultura e Turismo e Agid, l’agenzia per l’Italia digitale.

La prima rete wifi nazionale aperta per cittadini e turisti è già operativa, come accennato, ma non è disponibile ancora in tutta italia: la si trova, se così possiamo dire, a macchia di leopardo ed è concentrata soprattutto al centro-nord. Ma la promessa è che migliorerà.

Al momento, tra le città pioniere di sono Roma, Milano, Firenze, Bari e poi ancora il Polesine, la provincia autonoma di Trento e l’Emilia Romagna.

“Trovo che la nuova app Wifi°Italia°It sia uno strumento indispensabile per il turismo. Siamo in ritardo con il processo di digitalizzazione del nostro Paese e a questo punto è importante insistere affinché le nostre strutture ricettive siano competitive con il resto del mondo, anche per quanto riguarda i servizi. Non a caso stiamo stimolando tutti i musei italiani ad essere più presenti sulla rete, con dei siti web aggiornati e interattivi”. Fondamentale in quest’ottica anche la rete digitale e la nuova WiFi.Italia.it. “Il Wifi – ha concluso – può essere uno straordinario strumento per realizzare i nostri progetti nell’ottica di “governare la crescita di un turismo in aumento esponenziale e far sì che l’Italia sia sempre più meta di un turismo colto, sostenibile, intelligente e non mordi e fuggi. E al quale si può indicare dove c’è l’eccellenza, di arte come di cibo o shopping, accompagnandolo durante l’esperienza di viaggio. E’ solo un inizio, ma l’inizio di un percorso affascinante per il nostro paese”, ha detto Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività Culturali e Turismo.

Italia investe anche su internet 5G

L’Italia spinge sull’acceleratore anche sul fronte 5G. Nelle scorse ore il Governo ha dato il via libera alla sperimentazione dell’internet 5G nelle città di Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera. Se i progetti daranno i frutti sperati, allora questa tecnologia sarà resa disponibile su tutto il suolo nazionale.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato l’avviso pubblico relativo ai progetti di sperimentazione: non si tratterà solo di implemetare la velocità del 4g, ma di fornire il BelPaese di una piattaforma che apre nuove opportunità di sviluppo. Dunque un cammino importante verso le opportunità che ci riserva il futuro.

Dicevamo che i progetti, al momento coinvolgono solo 5 città. È prevista una fase pre-commerciale, una sorta di test, in cui non tutti potranno avere accesso alla tecnologia. La fase di sperimentazione dovrebbe avere fine nel 2020. Solo dopo inizierà la vera rivoluzione.

L’imput per una rivoluzione che interessa la connessione arriva dall’Europa. Il Governo ha risposto ad una chiamata della Commissione Europea, che ha invitato gli stati membri ad individuare entro il 2018 almeno una città dove avviare la sperimentazione del 5G.

Manifesto per Internet 5gIl Mise, dunque, ha indetto un bando in cui si richiede alle aziende di presentare dei progetti sul 5G, con relativi dettagli sulla parte infrastrutturale e sulla parte dei servizi innovativi che saranno offerti.

Vogliamo essere nel gruppo di testa. L’Italia accetta la sfida europea ed anzi rilancia in queste 5 città italiane mettiamo a disposizione le frequenze e chiediamo agli operatori interessati e a quanti vogliono con noi scommettere sul futuro di presentare i loro progetti. Il pubblico fa per intero la sua parte e chiediamo ai protagonisti del mercato di fare la loro creando business e opportunità che concorrano a far crescere l’Italia”, ha affermato il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli.

Le aziende interessate potranno presentare i progetti entro il 15 maggio. I lotti di gara per i quali presentare progetti sono tre: il primo riguarda il territorio della città metropolitana di Milano, il secondo comprenderà la città di Prato e L’Aquila, il terzo Bari e Matera.

“Vogliamo che i territori individuati diventino luoghi per la sperimentazione dei servizi innovativi. L’infrastruttura è la condizione abilitante, ma la vera sfida è quella di candidare l’Italia ad essere punto di riferimento per la creazione di prodotti e servizi che sfruttino la tecnologia 5G – ha proseguito il sottosegretario Giacomelli – Questo, ed il parallelo lavoro sul piano banda ultra larga, che consentirà a tutti i territori di avere a disposizione la fibra, ci metterà nelle condizioni di replicare in tutto il paese quanto  sperimenteremo in questa fase, perché riteniamo che la sfida digitale sarà vinta se tutti i cittadini e le nostre imprese potranno beneficiare  di rete e servizi innovativi.”

C’è qualcuno, però, che prova a muoversi da solo. Parliamo di Tim, che porterà il 5G a Torino, grazie ad un accordo siglato con l’amministrazione. Già nel 2017 dovrebbero partire i primi esperimenti, ma sarà dal 2020 che  la banda mobile ultralarga sarà resa disponibile a tutta la città.

Per il progetto Tim si impegna ad installare 100 smart cell nei prossimi mesi e 200 punti ultrabroadband mobile (quindi in fibra) per garantire una migliore copertura su tutto il territorio.

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