Innovazione

5G, le ultime manovre anti-Cina di Donald Trump

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Sul 5G il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso per una strategia che ruota intorno alle politiche per lo spettro: assegnazione, condivisione, efficienza d’uso delle frequenze per i nuovi servizi mobili sono le parole d’ordine di un’America che vuole essere la superpotenza mondiale numero uno grazie anche all’innovazione tecnologica. Trump ha chiesto al segretario al Commercio Wilbur Ross di sviluppare una “National spectrum strategy” che dia sostegno al roll-out commerciale delle reti mobili di nuova generazione ma anche alla sicurezza delle missioni federali. La Casa Bianca respinge invece l’ipotesi di una rete pubblica 5G esaminata a gennaio.

LA STRATEGIA DI TRUMP SULLE FREQUENZE 5G

Da inizio anno Trump ha intensificato le manovre per portare gli Stati Uniti in testa alla gara del 5G in cui la Cina sta rapidamente guadagnando la pole position. Non a caso da marzo la Casa Bianca ha dato il via a una battaglia commerciale che, dietro ai dazi sulle importazioni, cela l’obiettivo di rallentare la corsa di Pechino.

La “National spectrum strategy” americana dovrà fornire le linee guida per migliorare la gestione dello spettro e valutare le priorità di ricerca e sviluppo che creare nuove tecnologie e aumentare la competitività degli Stati Uniti, si legge nel memorandum of understanding della Casa Bianca. Trump afferma che l’accesso allo spettro è cruciale per fare degli Stati Uniti una superpotenza tecnologica ed economica e proteggere la sicurezza nazionale.

Il 5G permette di connettere a Internet zone ancora non servite, creare posti di lavoro qualificati e sostenere il successo delle missioni delle agenzie governative, si legge nel memorandum. “La sicurezza nazionale dell’America dipende dall’eccellenza tecnologica e il governo degli Stati Uniti deve continuare ad avere accesso alle risorse di spettro necessarie per servire gli interessi nazionali, dalla protezione della sicurezza interna alla gestione dello spazio aereo nazionale, dalle previsioni degli eventi climatici catastroficii fino all’esplorazione delle nuove frontiere dello spazio”.

E’ imperativo che l’America sia la prima nelle tecnologie mobili di quinta generazione, capaci di stimolare l’innovazione in tutti i settori dell’economia e del sistema pubblico, si legge ancora. Le agenzie federali devono contare su un accesso flessibile e prevedibile alle frequenze per proteggere le missioni attuali e future.

IL MEMORANDUM NEL DETTAGLIO

Le agenzie esecutive del governo americano dovranno riferire entro 180 giorni al segretario del Commercio, tramite la National telecommunications and information administration (Ntia), quali sono le loro esigenze in fatto di frequenze. Trump vuole anche un rapporto dettagliato sulle tecnologie emergenti e l’impatto previsto sulla domanda di spettro da parte delle agenzie federali. Sempre entro 180 giorni dovranno arrivare alla Casa Bianca raccomandazioni sulle priorità di ricerca e sviluppo per far progredire accesso e efficienza dello spettro.

Entro 270 giorni – in pratica a luglio prossimo – le agenzie federali sotto il coordinamento del dipartimento del Commercio e della Ntia dovranno presentare a Trump una National spectrum strategy di lungo termine che includa raccomandazioni legislative, regolatorie e di indirizzo politico e permetta di arrivare a questi obiettivi: aumento dell’accesso allo spettro per tutti gli utenti, anche in condivisione tra detentori federali e non federali di frequenze; creazione di modelli flessibili e innovativi di gestione e condivisione dello spettro; miglioramento della competitività globale delle industrie terrestri e spaziali degli Stati Uniti e rafforzamento delle missioni delle agenzie federali.

Viene istituita una Spectrum strategy task force che include rappresentanti del National security council e del National space council e che si consulterà con la Federal communications commission (Fcc). L’agenzia sulle comunicazioni sta preparando l’asta per le frequenze del 5G (dovrebbe tenersi a metà novembre) e sta studiando come liberare ulteriore spettro per i nuovi servizi mobili.

NO ALLA RETE PUBBLICA

La strategia nazionale sullo spettro chiesta da Trump mira anche a garantire che ci siano frequenze a sufficienza per gestire la crescente domanda di traffico dati da parte di imprese e consumatori e dare alle aziende telecom tempi e modi certi per pianificare i loro investimenti e le loro strategie commerciali. Il governo predispone gli strumenti necessari per il business degli operatori privati, ai quali rimane il compito di installare le reti e lanciare i servizi.

Si tratta di un approccio opposto a quello ipotizzato a inizio anno dal National security council, che aveva invitato Trump a valutare la creazione di una rete 5G di proprietà pubblica. L’idea (osteggiata fin da subito dalle telco) nasceva dall’obiettivo di scongiurare il rischio di cyberspionaggio cinese sulle comunicazioni degli enti governativi americani, secondo quanto riportato da Reuters. Washington avrebbe dovuto esaminare non solo l’acquisto di parte della rete mobile nazionale esistente ma anche la realizzazione ex novo di una rete ultra-veloce di cui poi “affittare” l’accesso alle telco mobili.

Nei mesi seguenti l’amministrazione Trump ha varato una serie di decisioni che hanno ridimensionato fortemente il ruolo dei fornitori cinesi di attrezzature di telecomunicazione Zte e Huawei, esclusi dall’accesso alle gare e ai contratti per il settore pubblico.

PERCHE’ IL 5G CONTA TANTO

Un’implementazione rapida e capillare delle reti 5G permetterà agli Stati Uniti di centrare tre obettivi strategici: la transizione verso la quarta rivoluzione industriale; la promozione di un sistema economico più innovativo e competitivo con posti di lavoro qualificati; la riduzione del digital divide grazie alla possibilità di connettere famiglie e aree produttive lontane dalle grandi città. Lo ha scritto in uno studio Atkearney, sottolineando che il paese che arriverà per primo alla copertura 5G di larga scala conquisterà il primato tecnologico ed economico globale.

Il 5G è lo standard mobile che rende possibili le comunicazioni massicce tra macchine (Machine to Machine o M2M) e la Internet of Things, collegando in modo affidabile ogni sorta di oggetto, dai cellulari ai sensori agli elettrodomestici fino ai dispositivi medici o alle strade su cui viaggiano le automobili connesse e autonome. Il 5G dà supporto a applicazioni come intelligenza artificiale, robotica, manifattura additiva, realtà aumentata e virtuale.

Il 5G permette di offrire più servizi per chi è connesso a Internet, con vantaggio sia per le aziende che li sviluppano e li vendono sia per i consumatori che ne usufruiscono. E’ una tecnologia con enorme potenziale per l’industria delle Ict anche in ambito B2B: ci guadagnano i produttori di chip, di dispositivi hardware e di software. Il 5G è lo standard eletto per servizi come cloud, analytics, streaming, data sharing, supply chain evolute.

I DAZI NON AIUTANO

La commissaria Democratica della Fcc Jessica Rosenworcel ha attaccato il piano di Trump sulle frequenze perché prevede passaggi e scadenze troppo lunghi, col rischio di rallentare il percorso degli Stati Uniti verso la leadership nel 5G: “Le altre nazioni corrono avanti e noi ci sediamo in sala d’attesa; nel frattempo abbiamo anche messo i dazi alle reti 5G”, ha dichiarato la Rosenworcel.

Le aziende telecom riunite nell’associazione Ctia hanno per ora apprezzato la strategia nazionale sullo spettro di Trump affermando che, “con il giusto approccio sullo spettro mobile licenziato, gli operatori mobili degli Stati Uniti investiranno centinaia di miliardi di dollari e creeranno milioni di posti di lavoro”.

Tuttavia sui dazi i gruppi delle infrastrutture Ict hanno più volte indicato che la guerra commerciale con la Cina non aiuterà affatto le mire degli Stati Uniti. Aziende come Intel, Cisco, Dell, Hewlett Packard Enterprise e Juniper Networks ritengono che se i dazi verranno estesi a tutti i prodotti importati dalla Cina (come Trump minaccia di fare dal 2019) saranno colpite anche le componenti per le reti 5G: le telco vedrebbero aumentare i loro costi e sarebbero indotte a frenare sugli investimenti. Tutto il contrario di quello che deve fare l’America con la strategia 5G.

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