Pagamenti digitali / Fintech

Tutte le ultime novità sul fronte dei pagamenti digitali

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Salone dei Pagamenti

L’approfondimento di Sebastiano Torrini

Gli italiani che utilizzano servizi digitali per la finanza e le assicurazioni sono circa 11 milioni con una crescita pari al 54% rispetto all’anno passato. È quanto emerge dal recente report dell’Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano.

TRA GLI STRUMENTI PIÙ UTILIZZATI PER LA FINTECH E L’INSURTECH VI SAREBBERO INNANZITUTTO QUELLI DEDICATI AL MOBILE PAYMENT

Secondo il rapporto tra gli strumenti più utilizzati per la Fintech e l’Insurtech vi sarebbero innanzitutto quelli dedicati al mobile payment, utilizzati dal 16% del campione analizzato, le applicazioni per la gestione della finanza personale e familiare, con il 15%, e le soluzioni per i trasferimenti monetari tra privati, con il 12%. Stesso discorso per quanto riguarda i servizi correlati al mercato assicurativo, a cominciare dagli strumenti che consentono di gestire i sinistri direttamente online e alle applicazioni che permettono di attivare un’assicurazione o di bloccarla per determinati periodi di tempo direttamente online. Per quanto riguarda i dispositivi utilizzati più di frequente dalle aziende per le operazioni di Fintech e Insurtech, a primeggiare sono ancora i Pc nel 92% dei casi, tallonati dagli smartphone (oltre il 50%). In costante diffusione anche i servizi bancari basati sull’implementazione di Blockchain e Distributed Ledger. A livello mondiale sarebbero già disponibili ben 275 strumenti di questo tipo, tutti sviluppati nel corso dell’ultimo triennio. Interessante anche il fatto che una quantità crescente di risparmi venga investita in startup invece che tramite i tradizionali canali bancari, un dato che in Italia si aggira intorno al 12%.

LE MOSSE DI UNICREDIT E BNL

A testimoniare come i pagamenti digitali stiano prendendo piede nel nostro paese sono le mosse delle aziende e degli istituti bancari italiani. Ultimo in ordine di tempo è Unicredit che ha dato ai titolari delle proprie carte la possibilità di usufruire dello strumento di pagamento Google Pay. L’abilitazione al pagamento tramite il sistema di Big G delle carte di debito e di credito UniCredit asseconda un trend di digitalizzazione dei clienti della banca, testimoniato dai dati del perimetro Italia a fine settembre 2018, con circa 3,3 milioni di clienti attivi online (+6,7% anno su anno), 2 milioni di clienti mobile (+25,6% anno su anno) e la crescita di oltre il 7,4% delle vendite remote nel corso dell’ultimo anno, che hanno raggiunto il 26% del totale. Come ha sottolineato Gianni Franco Papa, Direttore Generale di UniCredit in una nota “con Google Pay UniCredit completa la propria offerta mettendo a disposizione dei suoi oltre 7 milioni di clienti italiani in possesso di 9 milioni di carte di debito, credito e prepagate i principali servizi di pagamento tramite smartphone per acquisti sia online sia presso i punti vendita fisici grazie ad accordi diretti con Google Pay”. Stesso discorso anche per Bnl PoSitivity, la società di Bnl specializzata nell’e-payment. Da qualche giorno è diventata infatti Axepta Bnp Paribas e punta a crescere. Oltre 12 anni di esperienza nel mercato, 120mila Pos in tutta Italia e oltre 10 milioni di transazioni al mese, l’azienda vuole consolidare maggiormente la propria posizione tra i leader nell’acquiring, rafforzando le sinergie con le società, in Italia e nel mondo, del Gruppo Bnp Paribas allargando il proprio perimetro commerciale e di servizio, con nuove iniziative innovative per gli esercenti e i loro clienti. “Axepta è nuova non solo nella forma, ma anche nella sostanza – ha detto l’ad Stefano Calderano -. Il nostro obiettivo è sviluppare soluzioni innovative ed integrate per migliorare l’offerta verso i ‘merchant’ e l”experience’ di pagamento dei loro clienti e per disegnare e proporre nuovi modelli operativi e commerciali anche ad altre istituzioni finanziarie. Il settore dei pagamenti è una realtà in continua evoluzione e sempre più globale: investiamo in innovazione e lavoriamo per intercettare le diverse esigenze e le nuove abitudini di pagamento dei clienti e per differenziare i nostri servizi”. Il mercato dell’acquiring, secondo dati di settore, nel 2018 ha sviluppato transazioni per circa 220 miliardi di euro in Italia, con ampie prospettive di crescita se confrontato a mercati come quello francese e britannico dove i volumi sono, rispettivamente, di oltre 450 miliardi e più di 650 mld”.

NEXI PUNTA SULLA CINA CON IL SUO XPAY

Ma c’è anche chi si muove su altri fronti come Nexi che ha annunciato l’integrazione di Alipay e WeChat Pay, gli strumenti di pagamento online più diffusi in Cina, all’interno di XPay, il suo gateway di pagamento per l’e-commerce. L’integrazione è resa possibile grazie alla partnership tra Nexi e PPRO, società specializzata nei pagamenti elettronici transfrontalieri: in questo modo gli oltre 18 mila merchant italiani che già utilizzano il pos virtuale XPay potranno essere raggiunti dal vasto pubblico di consumatori cinesi. L’iniziativa rientra nella strategia di Nexi di consentire agli esercenti di sfruttare le opportunità di business offerte dall’e-commerce: in Italia, sempre secondo dati del Politecnico di Milano, il valore degli acquisti online toccherà nel 2018 i 27 miliardi di euro, registrando un incremento di oltre 3,6 miliardi di euro rispetto al 2017 (+15%). “Con questa integrazione abbiamo reso XPay ancora più completo, abilitandolo a gestire due nuove modalità di pagamento: è un accordo che mette gli esercenti in condizione di far crescere sensibilmente il proprio business”, ha ammesso Dirk Pinamonti, Head of ecommerce di Nexi.

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