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Come si fiondano Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait sul Fintech

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Il Kuwait ha da poco pubblicato una serie di linee guida normative sulle sandbox. Il Bahrain ha creato un’unità di regolamentazione finanziaria e Abu Dhabi e Dubai stanno portando avanti diversi scenari legati a startup finanziarie. L’Arabia Saudita ha realizzato il distretto finanziario King Abdullah a Riad. Tutte le novità nei Paesi del Golfo in tema di Fintech

La banca centrale del Kuwait ha da poco pubblicato una serie di linee guida normative per le aziende che desiderano sperimentare nuovi prodotti e servizi di tecnologia finanziaria. La “sandbox” normativa comprenderà quattro fasi, con i rappresentanti delle banche locali che uniranno le loro forze in una task force della banca centrale per valutare i prodotti e i servizi proposti.

LE LINEE GUIDA DEL KUWAIT

A dare l’annuncio della novità è stato Mohammad Y. Al-Hashel, Governatore della Banca Centrale del Kuwait (CBK) emanando un cosiddetto “Regulatory Sandbox Framework for FinTech” contenente, appunto, una serie di linee guida concepite per aiutare le banche e le imprese tecnologiche a sperimentare le i emergenti nel settore della finanza tecnologica. Queste in sostanza mirano a incoraggiare l’innovazione offrendo flessibilità ai partecipanti nel soddisfare alcuni requisiti normativi o di licenza, e a migliorare la stabilità del sistema bancario testando le nuove tecnologie in un ambiente controllato.

CITTA’ DEL GOLFO SEMPRE PIU’ IN COMPETIZIONE PER LA SUPREMAZIA REGIONALE NEL FINTECH

Altre città in tutta la regione del Golfo sono in competizione per affermarsi come powerhouse regionali nella tecnologia finanziaria. Il Bahrain, ad esempio, ha creato un’unità di regolamentazione finanziaria e Abu Dhabi e Dubai stanno portando avanti diversi scenari legati a startup finanziarie. L’Arabia Saudita ha detto che la fintech è al centro dell’attenzione del suo distretto finanziario King Abdullah a Riad.

SANDBOX AL VIA ANCHE NEGLI EMIRATI ARABI UNITI

Uno degli esempi più recenti arriva dal ministero dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti che ha emanato un decreto che adotta un quadro normativo per le imprese di tecnologia finanziaria (fintech) che operano sotto licenze sperimentali. Il decreto, fa seguito all’introduzione di licenze simili da parte delle zone franche finanziarie come il Dubai International Financial Centre e l’Abu Dhabi Global Market nell’ultimo anno. Si tratta anche in questo caso di sandbox che consentiranno alle imprese che operano al di fuori di queste zone di svolgere attività simili con una regolamentazione meno rigorosa per un determinato periodo di tempo. Il sultano bin Saeed Al Mansouri, che è anche presidente della Securities and Commodities Authority, ha dichiarato che il regolamento intende promuovere un ambiente attraente per l’innovazione e regolare i rischi. “L’ambiente sperimentale è definito come un laboratorio pilota di tecnologia finanziaria organizzato in un quadro normativo che consente alle entità di testare prodotti, servizi, programmi e modelli di business innovativi in un ambiente di controllo sperimentale semplificato, in un ambito limitato e limitato nel tempo”, ha riferito l’agenzia di stampa statale WAM. Società emergenti, società esistenti e singoli progetti, potranno chiedere di essere esentati da alcuni requisiti normativi con adeguate garanzie per la protezione dei consumatori. Una commissione governativa lavorerà con i richiedenti per valutare i loro progetti e identificare, caso per caso, i requisiti legali e normativi che possono essere mitigati o derogati per un determinato periodo di tempo. Se avranno successo, avranno sei o dodici mesi di tempo per testare il progetto e dimostrarne l’impatto sui consumatori e sul settore finanziario. La Commissione riesaminerà poi la questione.

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