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Che cosa succederà quando Google, Apple, Facebook e Amazon diventeranno banche? Report Consob

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Consob

Sfide, potenzialità, incertezze e rischi con l’apertura a terzi del sistema bancario operata dalla Psd2 per i servizi forniti da terzi, in particolare da Fintech e Gafa (Google, Apple, Facebook e Amazon)

Una “diffusa applicazione del principio dell’accesso aperto e condiviso alle (proprie) informazioni di pagamento e finanziarie” e al relativo trattamento attraverso servizi forniti da terzi (Third Party Service Providers) “anche non necessariamente di natura finanziaria, quali ad esempio i c.d. ‘player Over the top (OTT) come Google, Apple e Facebook’” sono “forieri di potenziali vantaggi e benefici” ma al contempo “non sono però scevri da nuovi e significativi rischi”.

E’ quanto si legge nella nuova edizione del “quaderno Fintech” pubblicata da Consob, dedicato ai “Financial Data Aggregation e Account Information Services”.

Il documento analizza la portata economico-giuridica della previsione normativa della Direttiva sui servizi di pagamento nel mercato interno (la Psd2) riguardante la possibilità che soggetti-terzi (imprese abilitate ai sensi della Psd2) offrano ad utenti con conti di pagamento online il cosiddetto “account information service”, cioè servizi online riguardanti uno o più conti di pagamento detenuti dall’utente.

COS’È LA PSD2

A livello bancario la novità più importante che porta con sé la Psd2 è l’apertura delle cosiddette Api (“Application programming interfaces”) di accesso alle informazioni bancarie. Questo aspetto favorisce, infatti, la creazione di nuovi player in grado di sfruttarne il valore, anche in campi diversi da quello strettamente bancario.

Si tratta, in particolare, dei nuovi intermediari dei dati, gli Aisp (“Account information service provider”) che potranno estrarre i dati del conto del cliente per sviluppare nuovi servizi, come quello del profilo di rischio o del merito di credito. E dei Pisp (“Payment initiation service provider”) che avranno il diritto di dare inizio al processo di pagamento verso qualsiasi beneficiario addebitando direttamente sul conto corrente del cliente.

I primi a trarne profitto saranno naturalmente le aziende Fintech. Per i consumatori la Psd2 dovrebbe consentire, invece, un taglio degli extra-costi nelle transazioni con carte di credito o di debito, sia online sia nei negozi.

QUALI SONO I RISCHI SECONDO CONSOB

Secondo Consob tra i rischi maggiori che possono nascere da una entrata degli Ott a livello bancario ci sono quelli associati “all’aumento dei soggetti che vengono a costituire il, e operare nel, nuovo e più (dis)articolato ‘sistema di ‘creazione del valore’ dell’intermediazione finanziaria in senso ampio, con conseguente potenziale riduzione dei margini e della redditività degli operatori, nonché contestuale generalizzato aumento della vulnerabilità del sistema, e quindi tra l’altro anche delle spese per gli investimenti in misure di sicurezza adeguate, tra cui in prims quelle di cybersecurity”.

Per l’Authority presieduta da Paolo Savona “si determinano così a loro volta potenziali nuovi profili di attenzione con potenziali impatti per gli interessi degli utenti e sul corretto, ordinato e stabile funzionamento del sistema finanziario nel suo complesso”.

LA VERA SFIDA DEL FINTECH

Proprio questa possibilità di far entrare operatori terzi nel sistema bancario e finanziario determina in sostanza, secondo Consob, la necessità di una “estesa e profonda revisione del sistema di riserve regolamentari di attività bancarie, finanziarie e assicurative” e della relativa “disciplina giuridica e sistema dei controlli”, che alla fine rappresenta una delle principali caratteristiche e sfide del Fintech e cioè la “messa in discussione e trasformazione dello status quo della struttura e dei modelli d’impresa e di servizio del settore bancario e finanziario come allo stato ‘conformati’ dalla relativa regolamentazione”. In altre parole “la fine della banca universale così come la conosciamo”.

Naturalmente ciò “sollecita una riflessione sull’opportunità di (ri)definire un approccio di regolamentazione e vigilanza maggiormente focalizzato, ad esempio, sul contenuto delle singole attività”, sottolinea l’Authority, e dei “relativi rischi per gli interessi pubblici rilevanti in materia, piuttosto che sui diversi soggetti; secondo un approccio più dinamico e activity e/o risk based”, il più possibile “neutrale rispetto ai profili puramente tecnologici e soggettivi”.

“La regolamentazione di settore e le modalità di vigilanza in materia dovranno dunque essere riviste, alla luce del fatto che la prestazione e la fruizione di tali servizi avviene secondo modalità immateriali, Internet based, automatizzate, con conseguenti difficoltà, in termini di ‘localizzazione’ e di imputazione delle responsabilità”, sottolinea Consob.

SCARSA CONOSCENZA DEI PROCESSI DA PARTE DEI CONSULENTI FINANZIARI

Il trend e la velocità di sviluppo nel medio termine di queste innovazioni tecnologiche e delle risposte regolamentari associate “non sono tuttavia al momento prevedibili in modo univoco, stante anche la diversa propensione all’investimento nel Fintech riscontrabile a livello internazionale e la potenziale barriera alla diffusione dell’innovazione, rappresentata dalla scarsa conoscenza dello strumento, come evidenziato nell’indagine di mercato”, condotta sui consulenti finanziari. “Ad oggi è difficile stimare la dinamica temporale del processo di diffusione dell’innovazione – ha sottolineato Consob – ma si può ipotizzare che sarà legata alla velocità di comprensione da parte degli agenti e che la scarsa conoscenza del fenomeno può, di conseguenza, rappresentare una barriera alla sua diffusione”.

L’INGRESSO DEI GAFA POTREBBE STIMOLARE LA COMPETITIVITÀ DEL SISTEMA FINANZIARIO

Dal punto di vista dell’impatto sulla configurazione del corpus regolatorio del sistema finanziario e del relativo sistema di riserve di attività, gli scenari possibili spaziano da quello in cui “i soggetti attualmente non regolamentati continuerebbero a rimanere tali, concentrandosi sull’offerta di ‘servizi tecnologici e/o finanziari propedeutici allo sviluppo di nuove modalità di intermediazione’ (che rimarrebbero però secondo Consob in capo agli intermediari tradizionali)” al caso in cui invece l’evoluzione del Fintech potrebbe segnare “l’ingresso degli stessi giganti della tecnologia informatica e dei social media nel sistema finanziario” – appunto i cosiddetti Gafa, Google, Apple, Facebook e Amazon – “stimolando enormemente la competitività del sistema finanziario. L’erosione delle quote di mercato in questo caso avverrebbe anche grazie alla capacità di questi soggetti di sfruttare i micro-dati della propria clientela, ‘profilando’ le caratteristiche dei clienti e offrendo loro servizi integrati, tra i quali, ad esempio, la vendita online di prodotti attraverso servizi di pagamento o di credito dedicati”, ha concluso Consob.

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