Pagamenti digitali / Fintech

Perché Alibaba, Amazon, Baidu, Tencent e Paypal faranno le scarpe alle Fintech. Report Fsb

di

conti correnti online

Alibaba, Baidu, Tencent, Amazon Lending, Paypal, Vodafone M-Pesa, M-Shwari, Mercado Libre ma anche molte altre sono pronte a sfruttare i vantaggi competitivi sulle Fintech grazie a grandi e consolidate reti di clienti, riconoscimento e fiducia nel nome, quantità incredibile di dati. Ecco le conclusioni di un rapporto del Financial Stablity Board (Fsb)

Al momento il rapporto tra le istituzioni finanziarie esistenti e le imprese FinTech sembra essere ampiamente complementare e di natura cooperativa. Ma l’impatto concorrenziale delle imprese BigTech potrebbe essere maggiore di quello delle FinTech grazie al fatto che questo genere di aziende dispone di grandi e consolidate reti di clienti e gode di riconoscimento e fiducia nel nome. È quanto emerge da un report del Financial Stablity Board (Fsb), il Consiglio per la stabilità finanziaria, un organismo internazionale con il compito di monitorare il sistema finanziario mondiale.

CON BIGTECH EFFETTI PER LA STABILITÀ FINANZIARIA E MAGGIORE DIPENDENZA DA TERZI

“L’innovazione tecnologica è molto promettente per la fornitura di servizi finanziari, con il potenziale di aumentare l’accesso al mercato, la gamma di prodotti offerti e la convenienza, riducendo nel contempo i costi per i clienti”, sottolinea il report. Allo stesso tempo, però, avverte Fsb “i nuovi operatori che entrano nel settore dei servizi finanziari, comprese le imprese FinTech e le BigTech, potrebbero modificare materialmente l’universo dei fornitori di servizi finanziari. Una maggiore concorrenza e una maggiore diversità in materia di prestiti, pagamenti, assicurazioni, commercio e altri settori dei servizi finanziari possono creare un sistema finanziario più efficiente e resistente. Nonostante questi evidenti benefici per la stabilità finanziaria, una maggiore concorrenza potrebbe anche esercitare pressioni sulla redditività degli istituti finanziari. Ciò potrebbe comportare un’ulteriore assunzione di rischi da parte degli operatori storici al fine di mantenere i margini. Inoltre, le BigTech potrebbe avere nuove implicazioni per la stabilità finanziaria nel settore e una maggiore dipendenza da terzi”.

UNA MAGGIORE QUOTA DI MERCATO DI BIGTECH PUÒ ESSERE ASSOCIATA AD UNA CONCENTRAZIONE INVARIATA O MAGGIORE

Ma quali sono i motivi di questo legame tra innovazione tecnologica e struttura del mercato? Come accennato “ad oggi, il rapporto tra le istituzioni finanziarie esistenti e le imprese FinTech sembra essere ampiamente complementare e di natura cooperativa”, sottolinea il report. Le imprese FinTech, infatti, “non hanno generalmente avuto sufficiente accesso ai finanziamenti a basso costo o alla clientela necessaria per costituire una seria minaccia concorrenziale per le istituzioni finanziarie consolidate in segmenti maturi del mercato finanziario”. Per questo la partnership consente alle FinTech di “operare in modo redditizio pur essendo relativamente piccole e, a seconda della giurisdizione e del modello aziendale, alleggerite da una certa regolamentazione finanziaria, pur beneficiando dell’accesso alla clientela degli operatori storici”. Allo stesso tempo, gli operatori storici “beneficiano dell’accesso a tecnologie innovative che offrono un vantaggio competitivo”. Ma sono soprattutto le Big Tech a preoccupare: “Le aziende BigTech hanno tipicamente grandi e consolidate reti di clienti e godono di riconoscimento e fiducia nel nome – sottolinea Fsb -. In molti casi, queste aziende potrebbero anche utilizzare i dati proprietari dei clienti generati attraverso altri servizi, come i social media, per aiutare ad adattare le loro offerte alle preferenze dei singoli clienti. In combinazione con una forte posizione finanziaria e l’accesso a capitali a basso costo – prosegue l’analisi -, le aziende BigTech potrebbero raggiungere molto rapidamente le dimensioni dei servizi finanziari. Ciò sarebbe particolarmente vero nei casi in cui sono presenti ‘effetti di rete’, ad esempio nei pagamenti e nei regolamenti, nei prestiti e potenzialmente nelle assicurazioni”. Questa serie di operazioni incrociate potrebbero consentire alle imprese BigTech “di operare con margini inferiori e di acquisire maggiori quote di mercato. Di conseguenza, mentre le imprese BigTech potrebbero rappresentare una fonte di maggiore concorrenza per gli istituti finanziari esistenti, in alcuni scenari, la loro partecipazione potrebbe non risultare in un mercato più competitivo a lungo termine. Una maggiore quota di mercato di BigTech può essere associata ad una concentrazione invariata o maggiore, insieme ad un cambiamento di composizione rispetto agli operatori tradizionali”.

L’ESEMPIO DELLA CINA

Un esempio lampante è il mercato dei pagamenti mobili in Cina, dove “due imprese rappresentano il 94% del mercato complessivo. L’affidamento da parte degli istituti finanziari a fornitori terzi di servizi di dati (ad esempio, storage e analisi in-the-cloud e connettività fisica) per le operazioni principali è attualmente stimato basso. Tuttavia, seguendo la tendenza di altri settori, alcuni analisti prevedono che la fiducia aumenterà in futuro. Se dovesse emergere un’elevata fiducia, insieme a un elevato grado di concentrazione tra i fornitori di servizi, un fallimento operativo, un incidente informatico o un’insolvenza, potrebbe perturbare le attività di più istituti finanziari”.

L’IMPATTO DELLE IMPRESE BIGTECH: ALIBABA, BAIDU E TENCENT, AMAZON LENDING, PAYPAL, VODAFONE M-PESA, M-SHWARI, MERCADO LIBRE

Secondo Fsb le imprese BigTech possono “collaborare con gli operatori storici e agire come distributori dei loro prodotti di pagamento, prestito e assicurazione (che viene notevolmente semplificato attraverso le API). In alternativa, il loro accesso a una grande quantità di dati dei clienti può consentire loro di effettuare valutazioni del rischio, il che potrebbe sostenere la fornitura di credito”. Ad esempio, “le imprese cinesi BigTech (Alibaba, Baidu e Tencent), sono attive in una serie di servizi finanziari. In molti casi, queste imprese collaborano con istituti finanziari esistenti o nuovi operatori FinTech per offrire servizi di credito, assicurazione e gestione patrimoniale sulle loro piattaforme. Negli Stati Uniti, Amazon lending, lanciato nel 2011, offre prestiti a commercianti che vendono beni attraverso il suo mercato. A dicembre 2017, Amazon aveva 2,6 miliardi di dollari di crediti verso i venditori in relazione al suo programma di prestiti ai venditori. Recentemente, Amazon ha avviato una partnership con la Bank of America sui prestiti alle piccole imprese e, secondo quanto riferito, è in trattative con le banche per un prodotto con conto corrente”. Non solo. “In Australia, Giappone e Regno Unito, anche PayPal Working Capital sta aumentando i prestiti alle imprese. In Africa orientale, Egitto e India, Vodafone M-Pesa riferisce di avere 32 milioni di utenti attivi nei pagamenti, e in Kenya offre prodotti di credito e depositi attraverso M-Shwari. In America Latina, la piattaforma di e-commerce Mercado Libre ha prestato 127 milioni di dollari in vari mercati alla fine del 2017, e sta sperimentando prodotti assicurativi e di gestione patrimoniale”, ha evidenziato l’analisi.

LE DIFFERENZE TRA BIGTECH E FINTECH E I VANTAGGI COMPETITIVI DEI GAFA

Grazie all’accesso ai dati dei clienti, dunque, le imprese BigTech possono essere in grado di acquisire quote di mercato, in particolare “nel settore dalle vendite incrociate” (attraverso la relazione a lungo termine) di altri servizi e prodotti finanziari (ad esempio, pagamenti, risparmi, assicurazioni, gestione patrimoniale) “in cui si possono ottenere commissioni e altri redditi che rappresenta spesso una parte importante delle attività bancarie”. Vi è stata, ad esempio, prosegue Fsb “una certa espansione nei pagamenti mobili, anche se, al momento, essi sono stati in gran parte sovrapposti alle infrastrutture di pagamento esistenti. Tuttavia, anche nella sua forma attuale, ciò può avere un effetto sugli istituti esistenti, sia imponendo commissioni agli istituti per l’accesso alla tecnologia, sia modificando il rapporto con i clienti. Per le imprese cinesi BigTech e M-Pesa esiste un’infrastruttura di pagamento separata. Analogamente, nel settore assicurativo, la tecnologia sta già cambiando la distribuzione dei prodotti e le interazioni con i clienti. Le aziende BigTech sono in grado di fornire servizi rapidamente, in modo conveniente, 24 ore al giorno e senza la necessità di contattare un broker assicurativo. L’esperienza del cliente viene ulteriormente migliorata attraverso l’uso di servizi quali le interfacce di gioco (‘gamification’), l’internet delle cose (IoT), le assicurazioni basate sull’uso, i robot-consulenti e così via. Mentre le aziende BigTech che forniscono servizi finanziari potrebbero essere considerate come un sottoinsieme di FinTech, esse si differenziano da altre aziende FinTech per alcuni aspetti chiave – ammette Fsb -. In primo luogo, le aziende BigTech spesso hanno già stabilito reti e una base clienti molto ampia. A causa delle loro dimensioni, le imprese BigTech sono solitamente ben capitalizzate e non devono affrontare gli stessi vincoli di accesso ai finanziamenti esterni delle imprese FinTech. In secondo luogo, le società tecnologiche possono essere in grado di utilizzare i dati proprietari dei clienti delle loro operazioni non finanziarie, fornendo un vantaggio competitivo nella fornitura di servizi finanziari. In terzo luogo, le imprese BigTech possono avere un accesso immediato alle tecnologie all’avanguardia per elaborare grandi dati, tra cui il cloud computing, l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico. Così, possono godere di alcuni vantaggi competitivi rispetto alle società di servizi finanziari”, conclude Fsb.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati