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Chi e come nell’Ue traccheggia sul price cap al petrolio russo

Russia Italia

Ungheria e Cipro si oppongono al piano europeo per imporre un tetto al prezzo del petrolio russo. Tutti i dettagli

L’Unione europea sta avendo difficoltà a trovare un accordo sull’imposizione di un tetto al prezzo (price cap) del petrolio russo, e probabilmente finirà col rimandare le decisioni.

UNGHERIA E CIPRO CONTRARI

Secondo le regole comunitarie, per imporre delle sanzioni è necessario raggiungere l’unanimità: ogni stato membro, dunque, possiede il potere di veto. Stando alle fonti di Bloomberg, tra i paesi contrari al tetto al petrolio russo ci sono l’Ungheria e Cipro.

L’Ungheria è molto dipendente dal petrolio russo, e già si era mostrata contraria all’embargo europeo. A Cipro, invece, hanno sede importanti società di spedizione marittima che verrebbero penalizzate dalla misura.

NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA

Lo scorso finesettimana la Commissione europea si è riunita con gli stati membri per trovare un compromesso su un pacchetto di restrizioni alla Russia. Secondo Bloomberg i governi nazionali potrebbero fare pressioni perché si arrivi a un accordo preliminare prima dell’incontro informale tra i leader europei a Praga, in Repubblica ceca, il 6 ottobre.

Bruxelles vorrebbe imporre nuove e più dure sanzioni contro la Russia dopo che il presidente Vladimir Putin ha annunciato una mobilitazione parziale – l’obiettivo è aumentare il numero di truppe attive in Ucraina di 300mila unità – e lo svolgimento di referendum sull’annessione dei territori ucraini occupati militarmente.

Oltre al price cap sul petrolio russo (una misura volta a limitare le entrate del Cremlino: le vendite di idrocarburi sono fondamentali per il bilancio statale), l’Unione sta discutendo anche di controlli sulle importazioni di diamanti, di divieti d’acquisto di alcuni prodotti siderurgici e di restrizioni alle esportazioni verso Mosca di componenti elettronici utilizzati nelle armi.

IL COORDINAMENTO CON IL G7

Il tetto al prezzo del petrolio russo allineerebbe l’Unione europea al G7, il gruppo che riunisce sette tra le economie più avanzate al mondo, che ha già raggiunto un accordo politico in merito. Mancano però da definire i dettagli, ad esempio sul prezzo massimo a cui fissare il cap.

Le misure, poi, dovranno entrare in vigore prima del 5 dicembre, quando scatterà il divieto europeo alle importazioni di petrolio russo.

IL PRICE CAP È EFFICACE?

Non è chiara, comunque, l’efficacia di un eventuale price cap, considerato che due dei maggiori acquirenti di greggio russo – la Cina e l’India – non hanno intenzione di aderirvi. Mosca comunque vende petrolio ai due paesi a un prezzo scontato rispetto al riferimento internazionale.

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