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Rete Elettrica

Rete elettrica, la mossa Uk anti Cina avrà riflessi su Cdp Reti?

La società che gestisce la rete elettrica del Regno Unito sta rimuovendo i componenti di un'azienda controllata dallo Stato cinese del gruppo State Grid, che è presente anche in Italia: possiede il 35% di Cdp Reti (che ha partecipazioni in Terna, Snam e Italgas). Fatti e numeri

National Grid, la società che gestisce la rete di trasmissione dell’elettricità del Regno Unito, sta iniziando a rimuovere la componentistica di un’azienda statale cinese per tutelarsi dai rischi informatici. La decisione è stata presa – così riporta il Financial Times – dietro consiglio del National Cyber Security Centre, una divisione del Government Communications Headquarters (GCHQ), l’azienda governativa britannica che si occupa di sicurezza e spionaggio.

Il fornitore da cui National Grid si sta distaccando – sia legalmente con la cessazione del contratto, sia concretamente con lo smantellamento delle apparecchiature – è NR Electric UK, la sussidiaria britannica di Nari Technology, azienda controllata dallo stato cinese che si occupa di tecnologie per l’energia e per l’automazione.

TUTTO SU NARI TECHNOLOGY

Più nello specifico, Nari Technology realizza componenti per la gestione efficiente delle reti elettriche. Ha sede a Nanchino ed è quotata sulla borsa di Shanghai con una valutazione di quasi 21 miliardi di euro.

Il 51,4 per cento delle azioni di Nari Technology appartengono a Nari Group, stando a Bloomberg; Nari Group è parte a sua volta di State Grid Corporation of China, la compagnia statale che gestisce la rete elettrica del paese nonché la più grande società di infrastrutture elettriche al mondo.

CONSEGUENZE ANCHE PER L’ITALIA?

State Grid Corporation possiede il 35 per cento di CDP Reti, la controllata di Cassa depositi e prestiti che amministra le partecipazioni nelle aziende italiane di infrastrutture energetiche: Terna (elettricità), Snam e Italgas (gas).

Nella foto, del 2014, l’ex presidente di Cassa depositi e prestiti Franco Bassanini e l’ex amministratore delegato Giovanni Gorno Tempini (attuale presidente di Cdp) stringono le mani alla delegazione di State Grid per la firma dell’accordo bilaterale.

A luglio scorso Reuters ha scritto che il patto parasociale tra Cassa depositi e prestiti e State Grid per Cdp Reti “scade a fine novembre prossimo ma sarà automaticamente rinnovato per un periodo di tre anni, spiegano le fonti. Entrambi i gruppi avevano la facoltà di comunicare alla controparte la propria intenzione di non rinnovare il patto almeno sei mesi prima della successiva scadenza, ma non se ne sono avvalsi […]. Il dossier è all’attenzione del governo, dice una delle fonti senza chiarire se sia intenzione dell’esecutivo porre condizioni sul rinnovo”.

Due settimane fa il governo di Giorgia Meloni ha disdetto l’accordo con la Cina per la partecipazione italiana – dal 2019, caso unico tra i paesi del G7 – alla cosiddetta “Nuova via della seta”, la grande iniziativa politico-infrastrutturale di Pechino. Il governo ha anche utilizzato i poteri speciali (golden power) su Pirelli per limitare il ruolo degli azionisti cinesi e tutelare le tecnologie della società.

UN RISCHIO PER LA SICUREZZA DELLA RETE ELETTRICA

Il problema con NR Electric UK è che le sue tecnologie gestionali possono rappresentare un rischio per la sicurezza del Regno Unito, considerata la tensione nei rapporti tra Londra e Pechino. I componenti dell’azienda, utili al monitoraggio e al bilanciamento dei livelli di offerta e domanda elettrica (e dunque alla prevenzione dei blackout), vengono utilizzati per automatizzare le interazioni tra gli impianti energetici e la rete.

National Grid è il cliente più importante di NR Electric UK, e lo scorso aprile ha deciso di interrompere i contratti. Un dipendente di NR Electric UK ha detto al Financial Times che National Grid non ha fornito una spiegazione e che l’azienda non può più avere accesso ai siti dove sono stati installati i suoi componenti: sono in tutto quindici, tra Inghilterra e Galles.

TUTTE LE MOSSE ANTI-CINESI DEL REGNO UNITO NELLE INFRASTRUTTURE CRITICHE

Non è chiaro – scrive il Financial Times – se le apparecchiature di NR Electric UK siano ancora presenti nella rete elettrica britannica. Non è la prima volta, comunque, che il governo del Regno Unito decide di limitare la presenza cinese nelle proprie infrastrutture critiche. Nel 2022, ad esempio, aveva già ristretto le attività delle aziende cinesi coinvolte nella gestione della rete elettrica; nel 2020 aveva vietato l’utilizzo dei componenti di Huawei nelle reti 5G per le telecomunicazioni.

Nel 2022, inoltre, il governo britannico ha pagato circa 100 milioni di sterline per rilevare la quota di China General Nuclear (una compagnia statale) nel progetto della centrale nucleare Sizewell C, portato avanti dalla francese EDF.

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