Energia

Eni, ecco che cosa succede fra Italia, Turchia e Cipro

di

Cipro

Gli ultimi sviluppi su quanto sta accadendo a largo di Nicosia tra Cipro e Turchia (con Italia e Francia pronte ad intervenire con navi da guerra). I fatti e un tweet puntuto di Bessi

 

Italia e Francia reagiscono alle provocazioni della Turchia, mandando le fregate nel blocco 7 della ZEE, secondo quanto riferito dal ministro della Difesa greco Nikos Panagiotopoulos.

E in corso ci sarebbe anche un’esercitazione navale franco-cipriota all’interno della Zee. Si tratta della prima risposta concreta alle mosse di Ankara.

(QUI GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI SUL CASO TURCO-CIPRIOTA CHE INTERESSA L’ITALIA E L’ENI)

COSA E’ SUCCESSO

La nave turca Yavuz, scortata da due navi da guerra e un sottomarino, ha avviato, nei giorni scorsi, le sue attività di esplorazione nel “pozzo di Guzelyurt-1”, area che Cipro, con il supporto della comunità internazionale, ritiene essere la sua Zona economica esclusiva (Zee). E dove lo stesso governo ha concesso una licenza di esplorazione congiunta all’Eni e alla francese Total.

LA DIVISIONE DEI BLOCCHI DI LICENZA

Scendendo nei particolari, Eni e Total hanno ottenuto licenze di esplorazione per 7 dei 13 blocchi nella Zona economica esclusiva di Cipro. Gli altri sono divisi tra le americane Exxon Mobil e Noble Energy, l’olandese Shell e l’israeliana Delek.

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ANKARA RIVENDICA I DIRITTI DELLA ZONA NORD DI CIPRO

Facciamo un passo indietro. La mossa di Ankara era stata già annunciata: il 5 ottobre, durante la visita di Mike Pompeo in Grecia, Çağatay Erciyes, direttore generale ad interim presso il Ministero degli Esteri turco, aveva annunciato un nuovo ciclo di operazioni di perforazione offshore nelle acque a sud di Cipro.

E non solo. Questa mossa era stata anche preannunciata da numerose contestazioni turche contro le trivellazioni dell’amministrazione greco-cipriota nel Mediterraneo orientale. In queste contestazioni, Ankara rivendicava il diritto della Repubblica turca di Cipro del Nord (TRNC) sulle risorse. (La Repubblica Turca di Cipro del Nord è una repubblica auto-proclamata e non riconosciuta dalla comunità internazionale che si estende nella zona settentrionale dell’isola di Cipro dal 1983, nelle zone occupate e controllate dall’esercito turco dopo l’invasione turca di Cipro del 1974).

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I PIANI DELLA TURCHIA

La nave di perforazione Yavuz, ha spiegato il ministro dell’Energia turco, Fatih Dönmez, “raggiungerà una profondità di perforazione di 5 mila metri nella regione” e proseguirà le sue attività di esplorazione e trivellazione sino a gennaio 2020.

TURCHIA GUARDA ANCHE AL MAR NERO

Dopo aver esplorato questa zone, la nave Yavuz o una “collega” si dirigerà verso la Marmara o il Mar Nero. “Attualmente, gli studi sul Mar Nero e la Marmara procedono di pari passo e continueremo ad approfondire”, ha spiegato Dönmez, durante una sessione di domande sui programmi energetici di Ankara.

SI PUNTA AD AUMENTO DELLA PRODUZIONE

“Sulla Tracia non possono comunicare nulla, perché i test non sono ancora stati completati, ma gli sviluppi sono soddisfacenti. Tutto sarà completato nelle prossime settimane, ma ci aspettiamo un aumento della produzione”, ha aggiunto i ministro turco.

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LA RISPOSTA DI ITALIA E FRANCIA

Le mosse di Ankara, però, non sono piaciute all’Europa. E Roma e Parigi, secondo quanto annunciato da Nikos Panagiotopoulos, ministro della Difesa della Grecia, durante un’intervista al canale televisivo Skai, starebbero inviando le fregate da guerra all’interno della trama numero 7 della Zona economica esclusiva cipriota per difendere i propri player Eni e Total dalle pretese turche.

La Francia, in realtà, potrebbe essere già presente nella zona (a distanza) con una potente fregata di tipo Fremm, l’Auverge. Sul sito del Ministero della Difesa italiano, invece, non compaiono notizie in merito ad una eventuale operazione dedicata.

In corso, tra Cipro-Italia e Francia ci sarebbero dei colloqui per decidere misure politiche, diplomatiche e legali per affrontare le azioni illegali della Turchia, ha scritto Il Giornale.

ESERCITAZIONI NAVALI

Non solo. Un’esercitazione navale franco-cipriota è in corso, in queste ore, all’interno della Zee. A dare la notizia è stato il portavoce del governo di Nicosia, Prodromos Prodromou, secondo cui l’azione che rientra “nel contesto di una stretta cooperazione tra i due paesi ” è in linea con la posizione unanime dell’Ue.

https://twitter.com/pprodromou/status/1182963928013381632

LA PRESI DI POSIZIONE DELL’UE

Mentre l’Europa ha espresso la sua piena Solidarietà a Cipro, ricordando che “la delimitazione delle zone economiche esclusive e la piattaforma continentale dovrebbero essere gestite attraverso il dialogo e la negoziazione in buona fede, nel pieno rispetto del diritto internazionale e conformemente al principio delle relazioni di buon vicinato”, il Consiglio esteri ha deciso per la definizione di un regime di misure restrittive contro la Turchia. I ministri hanno invitato l’alta rappresentanza per la politica estera e di sicurezza a presentare rapidamente una proposta in tal senso. Si tratta di un primo passo a cui potrebbero seguire delle sanzioni.

LA POSIZIONE DI ENI

L’amministratore delegato di Eni, che a margine della cerimonia di premiazione degli Eni Award al Quirinale la scorsa settimana, non si è detto preoccupato.

“Non sono preoccupato. Se qualcuno si presenta con le navi da guerra io non faccio i pozzi. Non sono io che mi devo preoccupare. Non voglio certo fare scoppiare delle guerre per fare dei pozzi. Poi ognuno si qualifica con quello che fa e come lo fa”, ha detto Descalzi.

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ZONA GIA’ MILITARIZZATA?

Nonostante la calma di Eni (che nei mesi scorsi ha anche dovuto fare i conti con l’affronto ed il blocco della nave Saipem mandata dal Cane a sei zampe per l’avio delle trivellazioni), la zona è militarizzata da tempo, proprio in risposta alla politica di Ankara.

Come riporta Il Giornale, nei mesi scorsi, proprio in quelle acque, è transitata la Sesta Flotta americana per scortare le operazioni della ExxonMobile e il Dipartimento di Stato Usa ha anche raggiunto un accordo con Atene per l’utilizzo di quattro nuove basi, tra cui quella di Souda Bay a Creta.

IL MONITO DEGLI USA

E sono stati sempre gli Usa ad ammonire la Turchia in vista di un possibile avvio delle perforazioni nella Zona di Cipro. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, durante la sua visita in Grecia, aveva detto che: “Nessun paese può tenere in ostaggio l’Europa”, aggiungendo: “Abbiamo chiarito che le operazioni in acque internazionali sono regolate da una serie di regole. Abbiamo detto ai turchi che la perforazione illegale è inaccettabile e continueremo a intraprendere azioni diplomatiche per garantire che si svolgano attività lecite”.

ITALIA DIFENDA ANCHE IL NOSTRO GAS

L’intervento militare italiano a largo di Cipro, in difesa del gas che dovrà estrarre Eni, come si concilia con lo stop delle trivellazioni imposto in Italia? E’ quello che in sostanza si chiede Gianni Bessi, autore del libro “Gas naturale. L’energia di domani” (Innovative Publishing) e consigliere Pd nella regione Emilia Romagna: “Il governo manda la Marina a difendere il gas straniero (estratto dall’Eni). Ora ci aspettiamo che Conte, Di Maio e Zingaretti difendano anche il nostro gas a km zero e imprese e lavoratori del settore”, ha scritto ieri su Twitter.

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