Energia

Come i dazi di Trump anti Cina hanno folgorato anche il fotovoltaico americano

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I dazi sui pannelli solari importati in America imposti a marzo 2018 hanno danneggiato il settore del fotovoltaico a stelle e strisce. L’articolo di Giusy Caretto

La politica protezionista di Donald Trump si abbatte sulla stessa America. Ad inizio 2018, infatti, l’inquilino della Casa Bianca ha imposto tariffe del 30% sui pannelli solari importati negli Usa: la misura avrebbe dovuto colpire soprattutto la Cina, ma il risultato è che si è verificato anche un rallentamento della crescita del settore negli Stati Uniti.

Già prima dell’entrata in vigore delle norme, comunque, qualcuno aveva lanciato allarme sulle possibili conseguenze del settore. Andiamo per gradi.

LA MISURA IMPOSTA DA DONALD TRUMP

A gennaio 2018 l’amministrazione di Donald Trump aveva annunciato tariffe del 30% sulle importazioni negli Stati Uniti di pannelli solari e del 20% su alcuni tipi di lavatrici importate. I dazi dovrebbero scendere progressivamente a partire dal 2019, anno in cui saranno al 25%. Nel 2020 dovrebbero calare a 20% e a 15% nel 2021, fino a scomparire completamente.

L’ALLARME DEL SETTORE

La mossa del presidente americano aveva già mandato in allarme le associazioni di settore: le tariffe “creeranno una crisi in un settore dell’economia che è stato trainante”, aveva denunciato la Solar Energy Industries Association, a nome di produttori, installatori e di tutto l’indotto, avvertendo che a rischio vi erano 23.000 posti di lavoro.

COSA E’ REALMENTE SUCCESSO

Le previsioni, purtroppo, non sono state disattese. Come si legge oggi sul Financial Times, nonostante il costo dell’energia solare sia diventato altamente competitivo rispetto ai combustibili fossili in molte parti degli Stati Uniti (grazie anche ai crediti di imposta), i dati di marzo 2018 indicano una frenata degli investimenti e una riduzione di più di 20.000 posti di lavoro.

COLPITI I GRANDI IMPIANTI

Le tariffe di Trump hanno colpito in particolare i progetti solari su vasta scala, come spiegato da Colin Smith di Wood Mackenzie, che analizza i dati per il SETA.

“Le tariffe hanno avuto un grande impatto: i progetti sono stati respinti”, ha affermato Smith.

Secondo le previsioni, infatti, le installazioni solari registreranno una crescita del solo 2% rispetto al 2017; un tasso di crescita ben al di sotto dell’espansione nei primi mesi del 2010.

ADDIO AI DAZI PRIMA DEL PREVISTO?

Ad accelerare l’addio ai dazi potrebbe essere la tregua raggiunta dal presidente Trump e dal suo omonimo cinese Xi a Buenos Aires. I due a latere del G20 hanno concordato  la “tregua” sul rialzo Usa delle aliquote dal 10 al 25% atteso dal primo gennaio 2019 sull’import di 200 miliardi di dollari di beni “made in China”; lo stop a ulteriori dazi su nuovi prodotti; e la costituzione di team operativi al lavoro per eliminare “i restanti dazi al 25%”.

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