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Perché schizzano gli affari di Trafigura col petrolio

Trafigura

Trafigura, colosso del commercio di materie prime, registra profitti record nel periodo ottobre 2021-marzo 2022 grazie all’aumento del prezzo di energia e metalli. Ma l’invasione russa ha fatto salire anche i rischi. Tutti i dettagli

 

Nella prima metà dell’anno finanziario 2022 (ottobre 2021-marzo 2022) la società di commercio di materie prime Trafigura ha registrato un profitto record nonostante la riduzione delle attività dopo l’invasione russa dell’Ucraina, che ha fatto crescere i livelli di rischio nel settore del commodity trading.

L’UTILE NETTO E LE LIMITAZIONI

In un rapporto pubblicato venerdì scorso, Trafigura ha fatto sapere di aver generato un utile netto di 2,7 miliardi nel semestre ottobre-marzo 2022. E di aver dovuto limitare i volumi degli scambi e le scorte per via dello sconvolgimento dei mercati causato dalla guerra e dalle sanzioni alla Russia, che ha ristretto le capacità del paese di esportare idrocarburi, cereali e metalli.

trafigura
Elaborazione Bloomberg su dati Trafigura.

L’INVASIONE RUSSA FA CRESCERE I RISCHI

Da fine febbraio, infatti – l’invasione dell’Ucraina è iniziata il 24 -, non sono aumentati soltanto i prezzi delle materie prime ma anche il valore a rischio di Trafigura (ovvero l’indicatore che misura fino a quanto l’azienda potrebbe perdere in una normale giornata di trading, spiega Bloomberg). Nel primo semestre dell’anno finanziario 2022 il valore a rischio ha raggiunto una media di 244 milioni di dollari, superiore di oltre cinque volte rispetto alla media dell’anno precedente.

Nel rapporto, Trafigura dichiara che “sono state intraprese rapidamente azioni per riportare il VaR [il valore a rischio, ndr] entro limiti di rischio accettabili, tra le quali, a titolo esemplificativo, la riduzione delle scorte e dei volumi scambiati, nonché la conclusione di operazioni back-to-back“.

Il valore a rischio ha superato il livello target della società, che vorrebbe mantenerlo al di sotto dell’1 per cento del suo patrimonio netto. Prima dell’invasione russa, l’indicatore si attestava su una media di 86 milioni di dollari. Lo scorso maggio Trafigura disse di averlo ridotto a 139 milioni.

“VOLATILITÀ ESTREMA”

Le autorità – dal Fondo monetario internazionale alla Federal Reserve Bank di Dallas, in Texas – stanno spingendo per un maggiore controllo sui mercati delle materie prime. L’amministratore delegato di Trafigura, Jeremy Weir, ha spiegato che “la volatilità estrema, in particolare dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, ha portato a richieste di margini elevati e a limiti di posizione più stringenti che hanno reso l’attività di copertura più costosa e in alcuni casi hanno limitato l’accesso ai mercati dei futures [i contratti, ndr] sulle materie prime”.

I NUMERI DEL COMMERCIO DI PETROLIO E DI METALLI

Nel semestre in questione, i volumi di petrolio e prodotti petroliferi scambiati da Trafigura sono cresciuti del 14 per cento, a 7,3 milioni di barili al giorno. I volumi dei metalli non ferrosi, invece, sono saliti del 16 per cento.

LE LINEE DI CREDITO

Le linee di credito del gruppo ammontano a 73 miliardi di dollari, considerata la richiesta – nel periodo considerato – di altri 7 miliardi chiesti dalla società alle banche per il finanziamento degli scambi di quantità maggiori di materie prime a prezzi più elevati. Per trovare altre modalità di finanziamento, Trafigura si è anche rivolta a fondi di private equity.

TRAFIGURA MOLLA VOSTOK OIL

Per adeguarsi alle sanzioni internazionali contro la Russia, Trafigura ha fatto sapere di voler cedere la sua quota nel progetto Vostok Oil, gestito dalla compagnia statale russa Rosneft: vi ha investito 1,6 miliardi di dollari; al 31 marzo scorso il valore netto dell’investimento era negativo per 610,1 milioni.

LE PREVISIONI SUL FUTURO

Per la seconda metà dell’anno finanziario 2022, Trafigura prevede che la sua redditività resterà “robusta”, nonostante le tensioni geopolitiche e l’incertezza economica in alcuni mercati chiave. Il gruppo ha dichiarato che “la mancanza di profondità dei mercati dei futures delle materie prime continuerà a rappresentare una sfida per il settore, poiché la riduzione dell’accesso ai derivati per tutti i partecipanti mette sotto pressione la capacità di muovere le materie prime fisiche”.

COSA FA TRAFIGURA

Trafigura è una società di scambio di materie prime: petrolio greggio e condensati, benzina, olio combustibile, biodiesel, minerali, metalli raffinati, carbone e ferro; è il più grande trader privato di metalli al mondo e il secondo di petrolio. Possiede quote di proprietà in condotte, miniere, porti e terminali di stoccaggio: in Italia, ad esempio, ha una quota del 3,01 per cento nella società di raffinazione petrolifera Saras.

È stata fondata nel 1993, focalizzandosi inizialmente su tre soli mercati: l’Africa (per il petrolio), l’Europa orientale (per i metalli) e il Sudamerica (per entrambi). Da allora si è ramificata in tutto il mondo, operando attraverso una fitta rete di sussidiarie. I suoi quartieri generali sono a Singapore, ma possiede ottantotto uffici in quarantotto paesi.

Trafigura non è quotata in borsa, e pertanto non è obbligata a rivelare i suoi azionisti né a fornire dati sull’andamento delle proprie attività (pubblica comunque dei report ogni due anni). Nel rapporto annuale del 2021 si legge che Trafigura è posseduta da un migliaio circa di suoi dipendenti (nel 2020 erano 850).

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