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Tutte le conseguenze della guerra su gas, petrolio e metalli. Report Intesa Sanpaolo

Stoccaggi Gas

La guerra in Ucraina ha aggravato la crisi delle materie prime: ecco come evolveranno i mercati di gas, petrolio e metalli industriali secondo Intesa Sanpaolo

 

L’invasione russa dell’Ucraina, iniziata il 24 febbraio scorso, ha aggravato una condizione precedente di scarsità delle materie prime e di forte aumento dei prezzi dell’energia. Nel report Crisi energetica e guerra in Ucraina: quali prospettive?, curato da Daniela Corsini, economista della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, si legge che le “quotazioni energetiche ormai insostenibili spingeranno il mercato verso un nuovo equilibrio: la distruzione di domanda deve continuare” e che la volatilità “resta una minaccia”.

L’ANTEFATTO

Tra il 2020 e il 2021, a seguito della ripresa economica dopo la fase peggiore della pandemia di coronavirus, è emersa una situazione di carenza di materie prime dovuta – spiega Corsini – a diversi fattori: le limitazioni all’offerta, l’inadeguatezza dei livelli delle scorte, i problemi logistici, le “politiche fiscali e monetarie ultra espansive”. La crisi ha riguardato anche i mercati del gas naturale ed è stata particolarmente grave in Europa, data la “maggiore dipendenza dalle importazioni di carburanti fossili”, principalmente dalla Russia.

LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA SU GLOBALIZZAZIONE E METALLI

Nello scenario di base elaborato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, ammettendo che l’Europa continui a ricevere almeno parte dei flussi di gas dalla Russia, “i prezzi di gas ed energia diminuiscono nei prossimi anni, ma rimangono eccezionalmente elevati”. I metalli industriali come il rame e l’alluminio, invece, “proseguono il trend rialzista di lungo periodo”.

Sul più lungo periodo, la guerra porterà a un isolamento internazionale di Mosca che, oltre ad alimentare il risentimento del paese verso l’Occidente, si affiderà maggiormente alla Cina. La globalizzazione proseguirà la sua transizione in regionalizzazione: le catene del valore, di conseguenza, si accorceranno e si installeranno in paesi amici (un concetto noto come friend-shoring). Intesa Sanpaolo prevede che le materie prime diventeranno degli asset strategici e che il dollaro statunitense perderà parte della sua egemonia.

GLI IMPATTI SUL GAS…

Il mercato del gas europeo è “molto teso”, scrive Corsini, ed estremamente vulnerabile alle forniture russe, che valgono circa il 40 per cento del totale importato a livello comunitario (alcuni paesi, come l’Italia e la Germania, sono al di sopra di questa soglia).

La scelta politica presa da Bruxelles di ridurre la dipendenza dal gas russo, combinata ai livelli mediamente bassi delle scorte, faranno sì che il prezzo del gas al TTF (il punto di scambio del gas nei Paesi Bassi che funge da riferimento per il mercato europeo) si manterrà quasi sempre sopra gli 80 euro al megawattora nei prossimi dodici mesi.

Il report segnala che i livelli degli stoccaggi europei stanno migliorando, grazie al meteo mite e all’aumento delle importazioni di gas liquefatto, pur rimanendo sotto la media in cinque anni.

Secondo Corsini, se l’Unione europea dovesse mettere al bando gli acquisti di gas russo, “non disporrebbe di abbastanza gas per soddisfare i fabbisogni domestici (per generazione elettrica, usi industriali e utenze domestiche) e riempire gli stoccaggi prima dell’inverno”.

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… E SUL PETROLIO

Maggiormente bilanciati sono invece i mercati internazionali del petrolio: anzi, potrebbe a breve verificarsi un eccesso di offerta per via del calo della domanda della Cina (grande importatrice), causato dalla rigida politica “zero COVID” per il contenimento dei contagi. Gli Stati Uniti, inoltre, hanno ordinato un rilascio record di barili di greggio dalla propria riserva strategica.

Stando alle previsioni del centro studi, il benchmark petrolifero Brent si scambierà quasi sempre intorno agli 80 dollari al barile.

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Il grafico mostra l’evoluzione del prezzo del Brent (dollari/barile). Elaborazione di Intesa Sanpaolo su dati Bloomberg.

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