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Tutti i nuovi schizzi energetici fra Turchia e Grecia

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Le ultime novità su petrolio, gas e non solo tra Turchia e Grecia

Le acque del Mediterraneo Orientale sono tornate a incresparsi dopo che Ankara poco più di una settimana fa, in un gesto distensivo verso la Grecia, aveva sospeso le trivellazioni appena cominciate presso l’isola contesa di Kastellorizo in una mossa che aveva persino allertato la Marina Greca.

PERCHÉ RISALGONO LE TENSIONI TRA TURCHIA E GRECIA

Le tensioni tornano a rinfocolarsi perché Recep Tayyip Erdogan, dopo la firma giovedì di un’intesa tra Egitto e Grecia per la delimitazione delle rispettive Zee, ha deciso furente di ricominciare seduta stante la ripresa delle esplorazioni di idrocarburi inviando nella medesima zona la nave “Barbaros Hayrettin”.

Inoltre, nell’ennesima provocazione, Erdogan ha proclamato delle esercitazioni proprio tra le isole greche di Kastellorizo e Rodi lanciando un avviso di navigazione (Navtex) che riserva quel tratto di mare alle attività della marina turca.

Le dichiarazioni rilasciate dal presidente turco sono la riprova del clima infuocato che regna in questo periodo nel Mediterraneo Orientale: “La cancelliera tedesca Angela Merkel mi aveva chiesto di fermare le trivellazioni. Avevamo deciso di sospenderle perché loro avevano fiducia nella Grecia e in altri attori regionali, ma non ci siamo mai fidati davvero e avevamo ragione. Abbiamo ripreso immediatamente le trivellazioni”, ha attaccato Erdogan al termine della preghiera del venerdì a Santa Sofia.

L’ANTEFATTO: L’INTESA GRECIA-EGITTO

Giovedì al Cairo i due ministri degli Esteri di Egitto e Grecia, Sameh Shoukry e Nikos Dendias, hanno firmato «un accordo che traccia le frontiere marittime e crea una Zona economica esclusiva fra i due Paesi».

“È un accordo che permette ad ambedue i Paesi di procedere nel massimo sfruttamento delle risorse disponibili presenti nella zona economica esclusiva concordata”, ha detto il ministro egiziano Sameh Shukri all’incontro per la firma del trattato. Shoukry ha spiegato in particolare che l’intesa si riferisce al gas e petrolio.

Né Shoukry né Dendias hanno celato il senso anti-turco dell’accordo, tanto che il secondo ha definito l’intesa “l’opposto, l’esatto contrario” di quella firmato da Ankara con Tripoli lo scorso novembre. “Con la firma del nostro accordo, il memorandum turco-libico e’ finito dove meritava di finire: in un cassonetto”, ha sottolineato Dendias.

Per dirla con le parole del primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, l’accordo greco-egiziano “crea una nuova realtà nel Mediterreaneo orientale perché ripristina la legalità nella regione – una legalità che l’illegale e infondato memorandum turco-libico aveva cercato di sfidare”.

LA REAZIONE TURCA

Prima di passare ai fatti riavviando le trivellazioni nel Mediterraneo Orientale, la Turchia aveva ripetutamente alzato la voce contro un’intesa, quella tra Grecia ed Egitto, che una nota del ministero degli Estero turco ha definito “nulla e vuota”.

“Non c’è alcun confine marittimo – si legge nella nota – tra Grecia ed Egitto. (Quella firmata al Cairo è) Un’intesa che viola i diritti della Libia. La Turchia non riconosce il valore giuridico dell’accordo annunciato e firmato oggi, nullo. Mostreremo sul campo e a livello diplomatico la nostra idea di questo accordo. La Turchia non permetterà alcuna attività in queste zone e continuerà a difendere con determinazione nel Mediterraneo orientale i diritti propri e dei turco-ciprioti”.

Per rincarare la dose, il ministro degli Esteri Cavusoglu è ricorso a Twitter per ribadire non solo che l’accordo greco-egiziano è nullo, ma che la Turchia continuerà “a difendere risolutamente i diritti dei turchi e dei turchi ciprioti”.

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