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Tensioni nella regione Nagorno-Karabakh: è (anche) la guerra del gas

Nagorno-Karabakh

Lo scontro tra Armeni e Azeri, nella regione Nagorno-Karabakh, chiama in causa le potenze mondiali e nasconde importanti interessi sulle vie del Gas

Preoccupano le nuove tensioni in Caucaso, regione strategica tra il mar Nero e il mar Caspio. Sembra essersi riacceso, nella zona, il fronte bellico tra armeni e azeri, che da più di 20 anni si contendono la regione Nagorno-Karabakh e, secondo Konul Khalilova, corrispondente di BCC dall’Azerbaijan, sabato 2 Aprile si è verificato uno degli scontri più cruenti degli ultimi anni. E l’ultimo annuncio che l’Azerbaijan sospende “con benevolenza” le operazioni di guerra non deve creare troppe illusioni.

La nascita del conflitto

Tutto risale all’epoca dell’Unione Sovietica: esisteva un’enclave armena (Nagorno-Karabakh) nella repubblica dell’Azerbaigian (che faceva parte dell’Urss), allo scopo di evitare l’insorgenza delle minoranze desiderose di sfuggire al controllo del Cremlino. Dopo il crollo comunista, la presenza delle diverse enclavi ha permesso alla Russia di mantenere il potere sulle repubbliche ex sovietiche, almeno fino al 1988. In quell’anno, infatti, l’enclave armena del Nagorno-Karabakh si è rivoltata contro il governo azero, chiedendo l’annessione all’Armenia. Scoppiò una guerra, vinta dall’Armenia (che riprese il controllo del Nagorno-Karabakh), mai completamente finita. Mai si è potuto porre, realmente, la parola fine alle ostilità.

Guerra Nagorno-Karabakh: il ruolo della Turchia

Il nuovo fronte bellico preoccupa e non poco. Perchè? Perchè il conflitto, apparentemente locale, chiama in causa, le grandi potenze mondiali. L’Armenia ha chiesto la protezione della Russia. Mentre Azerbaigian, culturalmente turco, è invece molto vicino ad Ankara. Basta questo per comprendere la portata del conflitto: potrebbe essere una seconda puntata dello scontro tra Erdogan e Putin già andato in scena in Siria?  Certo è che Russia e Turchia sono ai ferri corti e la regione del Nagorno-Karabakh potrebbe essere un terreno su cui sfidarsi nuovamente: ci si chiede se la volontà degli azeri di riprendersi il controllo dell’enclave dell’Armenia si stata, in qualche modo, influenzata dalla Turchia. Mentre Putin ha ottenuto dall’Armenia il consenso dell’installazione di due basi militari russe, nella città di Erebuni (a nord della capitale) e a Gyumri (al confine con la Turchia).

Caucaso

E’ (anche) la guerra del Gas

A dirla tutta, le tensioni del Caucaso, nascondono conflitti ben diversi dalla sola questione territoriale: ci si contende anche la gestione delle risorse di gas e petrolio. La Capitale dell’Armenia, Everan, nel 2013, per coprire un debito di 300 milioni di dollari, ha trasferito il 20% delle azioni di ArmRosGazprom (società che regola la distribuzione di gas) a Gazprom,  compagnia russa. La gestione del gas dell’Armenia è quindi in mano a Mosca. Una posizione strategica, che vorrebbe influenzare (e contrastare) le sorti del Tanap, il gasdotto che parte dall’Azerbaijan e che dovrebbe portare il gas azero in Europa attraverso Georgia, Turchia, Grecia e Italia.

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