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Stati Uniti e Cina raffreddano le tensioni con il Gnl?

Gnl

La rivalità geopolitica non ferma il commercio tra Stati Uniti e Cina: l’americana Venture Global ha firmato due grossi contratti sul gas liquefatto con la compagnia cinese Cnooc. Tutti i dettagli

 

Venture Global LNG, società americana di gas naturale liquefatto (GNL), ha firmato lunedì scorso due accordi di fornitura di lungo termine con una divisione di CNOOC, un’azienda statale cinese che si occupa di petrolchimica.

I DETTAGLI

Stando agli accordi, Venture Global fornirà alla CNOOC Gas & Power Group in tutto 3,5 milioni di tonnellate di GNL all’anno per vent’anni. I carichi di GNL (ovvero gas naturale raffreddato a temperature bassissime per farlo passare allo stato liquido e renderlo trasportabile via nave) partiranno dai terminal di esportazione di Venture Global a Plaquemines Parish e a Calcasieu Pass, in Louisiana. L’intera area del golfo del Messico è un polo importantissimo dell’industria petrolifera-chimica degli Stati Uniti.

IL SENSO DELL’ACCORDO

Degli accordi si è scritto non tanto per il contenuto, ma perché i governi di riferimento delle due parti sono rivali e competono per il primato internazionale. La sfida geopolitica tra Washington e Pechino, però, non ha fermato i rapporti commerciali. Nonostante le indubbie tensioni – difficilmente risolvibili con qualche carico di gas -, le economie americana e cinese sono strettamente legate, anche sull’energia. E i contratti tra Venture Global e CNOOC non sono nemmeno una novità assoluta.

Lo scorso 11 ottobre, infatti, la società cinese ENN aveva firmato un accordo con l’americana Cheniere sulla fornitura di GNL per tredici anni, a partire dal luglio 2022: è stato il primo patto sul gas da quando l’ex-presidente Donald Trump diede il via alla trade war, nel 2018. Il 20 ottobre, poi, fu Venture Global a chiudere tre grossi contratti con il gruppo petrolchimico Sinopec.

GAS E TRANSIZIONE

Nel commentare gli accordi di lunedì, l’amministratore delegato di Venture Global, Mike Sabel, ha detto che “la Cina è fondamentale per gli sforzi climatici globali, e il GNL fornito da Venture Global sarà un’aggiunta importante al loro mix energetico a basse emissioni di carbonio per decenni”.

La Cina si è infatti impegnata a portare le proprie emissioni di anidride carbonica allo zero netto entro il 2060: attualmente è il paese che produce più gas serra, con una quota quasi del 30 per cento. È anche il paese che consuma più carbone, il combustibile fossile più inquinante, che viene utilizzato per generare la grande maggioranza dell’elettricità utilizzata sul territorio nazionale.

Il gas naturale è pertanto considerato – non solo qui: lo stesso ragionamento si fa anche in Europa e in Italia – un combustibile “di transizione”: permette di sostituire rapidamente la capacità a carbone, più emissiva, e di accompagnare le fonti rinnovabili intermittenti (l’eolico e il solare) fino a che non si saranno sviluppate tecnologie di stoccaggio migliori.

Ad oggi, CNOOC è il maggiore acquirente di GNL in Cina. Le previsioni dicono che nel 2022 il paese diventerà il più grande importatore al mondo del combustibile, e che al 2030 i consumi raggiungeranno i 550-600 miliardi di metri cubi, crescendo a una media annua dell’11 per cento.

POTENZA LIQUEFATTA

Non è un caso che Pechino si rivolga agli Stati Uniti: sono i più grandi produttori di gas al mondo e si stanno dotando delle infrastrutture necessarie a diventarne degli esportatori marittimi di primissimo piano. Il GNL americano ha peraltro un prezzo più conveniente rispetto al resto dell’offerta sul mercato spot asiatico.

Nei mesi scorsi il governo di Washington ha concesso a Venture Global l’autorizzazione a procedere con i lavori di sviluppo del sito di Plaquemines, che arriverà a possedere una capacità di esportazione di 20 milioni di tonnellate di gas all’anno.

La principale azienda esportatrice di GNL negli Stati Uniti è Cheniere. Ha una capacità produttiva di 40 milioni di tonnellate all’anno, che nei primi mesi dell’anno prossimo dovrebbero diventare 45 con l’entrata in funzione di una sesta unità di liquefazione nell’impianto di Sabine Pass, in Louisiana. Altri 11,5 milioni di tonnellate di capacità produttiva saranno garantiti dalla terza fase di espansione dello stabilimento di Corpus Christi, in Texas.

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