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Smartphone, quanto valgono quelli che non funzionano più

Smartphone

Gli smartphone sono piccole miniere: contengono oro, argento, palladio, tantalio, niobio e terre rare
Gli smartphone usati valgono oro, nel vero senso della parola. Il riciclo degli iPhone e degli iPad ha portato nelle casse della società di Cupertino, nel 2015, circa 40 milioni di dollari (35,3 milioni di euro): Apple ha recuperato, infatti circa una tonnellata d’oro dai rifiuti tecnologici. Anche i rifiuti hanno un loro valore.

La notizia è stata diffusa in occasione della presentazione del rapporto annuale sulla sostenibilità ambientale dell’azienda. I numeri sono davvero importanti: l’azienda di Cupertino ha trattato oltre 28.000 tonnellate di materiale grezzo da cui ha estratto, oltre all’oro, 1.300 tonnelate di rame (6,4 milioni di dollari) e 2.000 tonnellate di alluminio (3,2 milioni di dollari).

terre rare smartphone

Smartphone: piccole miniere preziose

Non solo oro, rame e alluminio. Negli smartphone è anche possibile trovare argento, platino, palladio, tantalio, niobio e terre rare (insieme di metalli in natura rarissimi). I cellulari dimenticati nei nostri cassetti sono davvero preziosi: le materie di cui sono ricchi questi dispositivi diventano sempre più rare, di difficile estrazione e hanno un immenso valore economico.

Parlando di metalli, possiamo citare il caso del tantalio e del  niobio: due metalli densi, buoni conduttori e resistenti alle alte temperature e alla corrosione. Il principale produttore di tantalio e niobio, a metà degli anni ’90 del secolo scorso era lo Zaire, oggi Repubblica Popolare del Congo, ma le guerre che hanno stravolto la regione hanno modificato e ridotto la produzione. Ad oggi, le zone estrattive principali del mondo del niobio sono il Brasile (produce più dell’85%), il Congo, la Russia, la Nigeria, il Mozambico ed il Canada. La produzione mondiale è intorno alle 25.000 t/anno.  Le miniere più importanti di tantalio si trovano in Canada nella regione di Manitoba (Tanco mine), in Australia (Greenbushes e Wodgina), in Francia (Beavoir mine), in Russia (Orlovkamine), in Cina (Yichun e Nanpingmines), in Brasile, in Alaska, nella Repubblica Democratica del Congo, in Mozambico, in Nigeria, in Portogallo e in Thailandia.

I principali produttori di platino e palladio sono Sud Africa, Russia, Canada, Zimbawue e Stati Uniti. Se il Sudafrica produce la percentuale maggiore si platino, la Russia detiene il primato della produzione di palladio.

Per quanto riguarda le Terre rare, invece, è la Cina a detenere il mopolio della loro produzione (più volte negli anni passati ha minacciato l’interruzione delle forniture di questi preziosi elementi). Non è comunque l’unico produttore: in misura minore, anche negli Stati Uniti, in India, in Russia, in Australia, in Vietnam e in Brasile si producono alcuni elementi di terre rare.

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