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Non solo BlackRock: tutte le ultime mosse di Saudi Aramco su energia e finanza

Petrolio

Saudi Aramco ha firmato un accordo sui gasdotti con l’americana BlackRock e uno sui veicoli a idrogeno con la francese Gaussin. Ha rinunciato, invece, al patto con l’indiana Reliance. Tutti i dettagli

 

La compagnia petrolifera saudita Saudi Aramco ha firmato un contratto di affitto (lease and lease-back) della sua rete di gasdotti a un consorzio guidato da due società d’investimento: l’americana BlackRock Real Assets e la saudita Hassana Investment. Il valore dell’accordo è di 15,5 miliardi di dollari.

NON È LA PRIMA VOLTA

Non è la prima decisione di questo tipo: nei mesi scorsi Saudi Aramco aveva già venduto una quota del 49 per cento della sua rete di oleodotti a un consorzio guidato, quella volta, dalla società finanziaria statunitense EIG. La tipologia di contratto era simile, e anche il valore: 12,4 miliardi.

LE RAGIONI

Come spiega Reuters, i grandi produttori di petrolio della regione del Golfo stanno procedendo con la vendita di quote delle proprie infrastrutture per l’energia attraverso contratti di locazione a lungo termine: puntano a raccogliere fondi, e cercano di cavalcare l’attuale fase di risalita dei prezzi del greggio per attirare investitori stranieri.

COSA PREVEDE L’ACCORDO SAUDI ARAMCO-BLACKROCK

La transazione tra Saudi Aramco e BlackRock prevede la creazione di una nuova sussidiaria, chiamata Aramco Gas Pipelines, che otterrà la licenza d’uso della rete di gasdotti della società madre, alla quale la ri-affitterà per un periodo di vent’anni.

Saudi Aramco pagherà ad Aramco Gas Pipelines una quota per i prodotti gasieri che transiteranno per le condotte. La compagnia ha detto che continuerà ad avere la piena proprietà e il controllo operativo dei gasdotti, e che la transazione con il consorzio BlackRock-Hassana non prevedrà limitazioni ai volumi produttivi di gas.

Saudi Aramco avrà una quota di maggioranza, del 51 per cento, di Aramco Gas Pipelines. La restante parte, del 49 per cento, andrà al gruppo di investitori capeggiato da BlackRock e Hassana.

GLI ALTRI PARTECIPANTI

Alla gara per il contratto hanno partecipato anche EIG e Brookfield, una società canadese di gestione asset.

IL COMMENTO DI FINK (BLACKROCK)

Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, ha dichiarato che Aramco e l’Arabia Saudita “stanno facendo passi significativi […] per la transizione dell’economia saudita verso le rinnovabili, l’idrogeno pulito e un futuro a zero emissioni nette”: il paese vuole raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e ambisce a dominare il nascente mercato dell’idrogeno.

BlackRock ha ormai abbracciato i princìpi della finanza sostenibile e chiesto alle società petrolifere di rivedere i loro modelli business tenendo conto del nuovo contesto internazionale della decarbonizzazione. Nel commentare l’accordo con Saudi Aramco, Fink ha aggiunto che “le infrastrutture per il gas naturale, gestite in maniera responsabile, hanno un ruolo significativo da svolgere in questa transizione”: si riferisce all’utilizzo del gas come “ponte” in questa fase di distacco dai combustibili fossili e come “compagno” delle fonti rinnovabili, in grado di compensarne l’intermittenza di generazione. Dal gas naturale, e catturando le emissioni di CO2 generate nel processo, è possibile ottenere idrogeno.

GLI ACCORDI CON LA FRANCIA

Saudi Aramco ha recentemente firmato una serie di accordi di cooperazione con delle società energetiche francesi: Air Liquide, Alteia, Axens e Gaussin. Quello più rilevante – e infatti più sottolineato dalla stessa compagnia saudita – è quello con Gaussin, che riguarda la possibilità di aprire un “impianto manifatturiero moderno” nel regno per i veicoli alimentati a idrogeno. In prospettiva, Aramco e Gaussin valuteranno le potenzialità del mercato della distribuzione di idrogeno nel Medio oriente.

Saudi Aramco e Gaussin, inoltre, collaboreranno allo sviluppo di camion da corsa alimentati a idrogeno, sia autonomi che a controllo manuale: la compagnia saudita sponsorizzerà il primo veicolo di questo tipo progettato da Gaussin che parteciperò all’edizione 2022 del Rally Dakar.

NIENTE ACCORDO CON RELIANCE

Nei giorni scorsi Saudi Aramco ha annullato un accordo per l’acquisto di una quota del 20 per cento del conglomerato indiano della petrolchimica Reliance Industries. Fonti di Reuters sostengono che il patto sia stato cancellato per via di un disallineamento sulla valutazione della divisione oil-to-chemicals di Reliance, visti gli impegni globali per la riduzione delle emissioni di gas serra. E che Reliance, al posto di quello con Aramco, ricercherà la firma di più accordi con varie aziende diverse sulla produzione di prodotti chimici dall’alto margine di guadagno.

L’accordo tra Aramco e Reliance, non vincolante, era stato siglato nel 2019: la quota del 20 per cento era stata al tempo valutata per 15 miliardi di dollari.

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