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Saipem, cosa faranno Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bnp dopo l’aumento di capitale

Saipem

Aumento di capitale di Saipem completato: le banche garanti copriranno il 29,6% dell’inoptato pari a un esborso di 592,3 milioni di euro. Ma il 20% tornerà sul mercato: il consorzio fa sapere che collocherà circa il 67,8 dei titoli non sottoscritti. Fatti, numeri e commenti

 

Sprofonda Saipem a Piazza Affari dopo il completamento dell’aumento di capitale.

Il titolo della società che realizza infrastrutture per l’energia perde dopo quasi tre ore di contrattazioni il 27% in Borsa.

La massiccia diluizione di 95 azioni a 1 per € 1.013 è stata sottoscritta fino al 70% delle nuove azioni, per un controvalore complessivo intorno a 1,4 miliardi. Al termine del periodo di opzione risultavano quindi non esercitati 6.284.082 diritti, relativi alla sottoscrizione di 596.987.790 nuove azioni.

Le banche garanti dell’aumento di capitale hanno sottoscritto, a 1,013 euro per share, le azioni inoptate nell’aumento di capitale da 2 miliardi portato a termine ieri. Lo annuncia il gruppo che sottolinea come dagli istituti di credito siano giunte le sottoscrizioni mancanti per oltre 592,32 milioni di euro, pari al 29,6% del capitale.

Bnp Paribas, Citigroup, Deutsche Bank, Hsbc, Intesa Sanpaolo e Unicredit (joint global coordinators) e Abn Amro, Banca Akros, Santander, Barclays, Bper, Goldman Sachs, Société génerale e Stifel (joint bookrunners) si erano impegnate infatti a rilevare l’eventuale inoptato (per un massimo 1,12 miliardi).

Ma a metà mattina il consorzio di banche ha spiegato di aver siglato un accordo per collocare sul mercato il 67,8% del numero totale di azioni non sottoscritte. Ovvero 400 milioni di titoli che rappresentano poco meno del 20% del capitale di Saipem post aumento.

Alla notizia che le banche si preparano alla vendita delle quote, il titolo di Saipem viene ora scambiato a 0,82 euro (ore 13). Mercoledì la società guidata da Francesco Caio ha perso in borsa il 43,2%, dopo il -48,5% segnato martedì.

Tutti i dettagli.

COME SI È CONCLUSO L’AUMENTO DI CAPITALE DI SAIPEM

L’aumento di capitale di Saipem, operazione fulcro del piano di rilancio del gruppo dopo il rosso da 2,4 miliardi del 2021, si è concluso con l’incasso di circa 2 miliardi di euro.

Stamani la società ha comunicato che le banche garanti hanno completato l’acquisto di nuove azioni, per un valore di quasi 600 milioni di euro, rimaste invendute. Saipem ha offerto i diritti inoptati su Euronext Milan nelle sedute del 12 e 13 luglio. Nel rispetto degli impegni assunti, gli azionisti Eni e Cdp Industria hanno sottoscritto tutte le nuove azioni loro spettanti in proporzione alle partecipazioni rispettivamente detenute in Saipem, complessivamente pari a circa il 44% dell’aumento di capitale, ha aggiunto il gruppo.

BNP PARIBAS, INTESA SANPAOLO, UNICREDIT E NON SOLO HANNO SOTTOSCRITTO LE RESTANTI AZIONI

Quindi, oggi Saipem ha comunicato “che ai sensi del contratto di garanzia sottoscritto in data 21 giugno 2022, le n. 584.726.520 azioni di nuova emissione rivenienti dall’aumento di capitale e non sottoscritte ad esito dell’offerta in opzione e dell’offerta in borsa, per un controvalore complessivo pari a euro 592.327.964,76, sono state sottoscritte da Bnp Paribas, Citigroup, Deutsche Bank, Hsbc, Intesa Sanpaolo e UniCredit (in qualità di joint global coordinators) e Abn Amro, Banca Akros – Gruppo Banco Bpm, Banco Santander, Barclays, Bper, Goldman Sachs International, Société Générale e Stifel (in qualità di joint bookrunners)”.

IL NUOVO CAPITALE SOCIALE DI SAIPEM

A seguito di tale sottoscrizione da parte dei garanti — prosegue la nota di Saipem — l’aumento di capitale avente ad oggetto n. 1.974.327.430 Nuove Azioni risulta pertanto integralmente sottoscritto per un controvalore complessivo pari a euro 1.999.993.686,59 (di cui euro 41.460.876.03 a titolo di capitale e euro 1.958.532.810.56 a titolo di sovrapprezzo).

Il nuovo capitale sociale di Saipem risulta quindi pari ad euro 501.669.790,83, suddiviso in n. 1.995.557.732 azioni ordinarie e n. 1.059 azioni di risparmio prive di indicazione del valore nominale.

L’ANNUNCIO DI UNICREDIT & CO

Ma gli istituti si apprestano ad alleggerire la propria esposizione vendendone una parte sul mercato, segnala il Sole 24 Ore.

Le banche del consorzio di garanzia di Saipem collocheranno sul mercato circa il 68% dei titoli non sottoscritti dagli investitori nell’ambito dell’aumento di capitale, un pacchetto pari al 19,8% del capitale di Saipem post operazione. In una nota Unicredit annuncia che Bnp Paribas, Citigroup, Deutsche Bank, Hsbc, UniCredit, Abn Amro, Barclays e Stifel “hanno sottoscritto un accordo finalizzato all’ordinato collocamento sul mercato di 396.425.617 azioni pari a circa il 67,8% del numero totale di azioni non sottoscritte dagli investitori”.

“Se il collocamento parziale avviato dalle banche avrà successo, gli istituti di credito conserveranno complessivamente poco meno del 10% di Saipem”, aggiunge Radiocor.

“Ma con una partecipazione così grande nelle loro mani e un prezzo di mercato in calo, il processo potrebbe non rivelarsi facile” sostiene Reuters.

IL COMMENTO DEL FINANCIAL TIMES

“Nessuna lezione è stata imparata”, commenta aspro oggi il Financial Times. “Nel 2016, Saipem ha cercato di raccogliere 3,5 miliardi di euro dagli azionisti, ma ha fallito e ha lasciato le sue banche assicuratrici in possesso di un quota di circa 400 milioni di euro” ricorda il quotidiano finanziario britannico.

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