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Saipem, ecco come Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bper apriranno l’ombrello a Caio

Saipem Moody

Ok Consob prospetto Saipem per l’aumento di capitale. Il ruolo delle banche come Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bper

 

Via libera dalla Consob al prospetto informativo relativo all’offerta e all’ammissione a quotazione delle azioni collegate alla ricapitalizzazione di Saipem.

Tuttavia l’authority presieduta da Paolo Savona ha avvisato gli investitori che l'”operazione presenta caratteristiche di forte diluizione; inoltre, la natura inscindibile dell’aumento di capitale” determina “il rischio che durante il periodo di offerta in opzione delle nuove azioni si verifichi una forte volatilità del prezzo delle azioni, inclusa una probabile sopravvalutazione del prezzo di mercato rispetto al suo valore teorico”.

Il 22 giugno il Cda di Saipem ha esercitato la delega ad aumentare il capitale sociale in via inscindibile per 2 miliardi di euro, fissandone termini e condizioni finali. Si tratta del doppio della sua capitalizzazione di mercato, a un prezzo fortemente scontato di 1 euro per azione.

L’operazione avverrà attraverso l’emissione di 1.974.327.430 azioni da offrire in opzione agli azionisti a un prezzo che incorpora uno sconto di circa il 30% rispetto al prezzo teorico ex diritto (Terp) delle azioni ordinarie Saipem.

Il calendario dell’Offerta prevede che i Diritti di Opzione validi per la sottoscrizione delle Nuove Azioni siano esercitabili, a pena di decadenza, dal 27 giugno 2022 alle ore 13.00 dell’11 luglio e negoziabili fino al 5 luglio, estremi inclusi.

“La ricapitalizzazione da due miliardi sarà molto penalizzante per gli attuali azionisti. Le banche non potranno sfilarsi” sintetizza Repubblica. Saipem ha comunicato infatti di aver stipulato un contratto di garanzia di sottoscrizione per le azioni che eventualmente non saranno piazzate con un pool di banche. Il consorzio bancario si è impegnato ad acquistare le nuove azioni non sottoscritte al termine dell’asta dell’Inoptato fino a un importo massimo complessivo pari a circa 1.119,5 milioni di euro.

Nel frattempo a Piazza Affari si assiste alla svendita delle azioni Saipem da tre giorni.

Tutti i dettagli.

IL VIA LIBERA DI CONSOB AL PIANO DI SAIPEM

Ieri la oil service controllata da Eni e Cdp Industria ha comunicato che la Consob ha approvato la pubblicazione del documento di registrazione, della nota informativa sugli strumenti finanziari e della nota di sintesi relativi all’offerta e all’ammissione alle negoziazioni sul mercato regolamentato Euronext Milan organizzato e gestito da Borsa Italiana delle azioni rivenienti dall’aumento di capitale a pagamento, in via inscindibile, per 2 miliardi di euro.

CON RICHIAMO DI ATTENZIONE

Tuttavia, l’autorità mette in guardia gli investitori riguardo la “complessità e la peculiarità dell’operazione richiedono la sua gestione secondo modalità e tempistiche diverse da quelle usuali. In particolare, le nuove azioni […] saranno accreditate solo una volta raggiunta la certezza dell’integrale sottoscrizione dell’aumento di capitale”.

Quindi l’authority presieduta da Savona dà l’ok al prospetto ma avverte su una forte volatilità. “Come hanno spiegato alcuni desk operativi a milanofinanza.it, dalla prossima settimana i diritti entrano in quotazione a sconto del 30% (sconto Terp) sul titolo. Chi ha già in mano l’azione, può esercitare il diritto all’aumento oppure venderlo, non conviene in nessun caso lasciarlo fermo in attesa che la banca lo faccia all’ultimo giorno ad un valore vicino allo zero. Nel frattempo, i mercati non potranno vendere il titolo a copertura del diritto perché l’aumento è inscindibile”.

NODO INDISPONIBILITÀ

Il rafforzamento di Saipem avverrà infatti secondo “un modello inscindibile, senza rolling, con le azioni di nuova emissione indisponibili agli azionisti fino alla fine del periodo di esercizio, quando si saprà se l’aumento è stato sottoscritto interamente”, spiega a MF Fabio Caldato, partner di Olympia Wealth Managment. L’aumento da 2 miliardi “era ampiamente annunciato e con questo il Terp a sconto del 30%. Quello che invece non era previsto è il dettaglio relativo alla indisponibilità delle nuove azioni fino alla fine del periodo di esercizio”. La scelta, secondo Caldato, “non è propriamente “market friendly”.

L’IMPEGNO DEGLI AZIONISTI ENI E CDP INDUSTRIA

Ma già lo scorso marzo Saipem aveva comunicato che i suoi due principali azionisti e le banche anticiperanno 1,5 miliardi di euro dell’aumento di capitale.

Come reso noto al mercato, gli azionisti Eni e Cdp Industria si sono irrevocabilmente impegnati a sottoscrivere tutte le nuove azioni loro spettanti in proporzione alle partecipazioni rispettivamente detenute in Saipem, complessivamente pari a circa il 44% dell’aumento di capitale.

IL CONSORZIO DI GARANZIA

Oltre all’impegno degli azionisti, c’è quello di un pool di banche.

Il consorzio di garanzia si è impegnato a sottoscrivere le Nuove Azioni non sottoscritte al termine dell’Asta dell’Inoptato fino a un importo massimo complessivo di 1,119 miliardi di euro, pari alla differenza tra il valore dell’aumento e quello delle nuove azioni oggetto dell’impegno di sottoscrizione di Eni e Cdp Industria, gli azionisti di riferimento con il 44% di Saipem.

Quindi Bnp Paribas, Citigroup, Deutsche Bank, Hsbc, Intesa Sanpaolo e Unicredit (joint global coordinators) e Abn Amro, Banca Akros, Santander, Barclays, Bper, Goldman Sachs, Société génerale e Stifel (joint bookrunners) si sono impegnati a rilevare l’eventuale inoptato.

“CLAUSOLA PIUTTOSTO RARA”

Dunque, gli analisti non “hanno gradito che Saipem abbia imposto una clausola di inalienabilità (detta not roling)”. Secondo Repubblica “questa clausola, che è piuttosto rara, sarebbe stata sollecitata dalla Cdp per evitare che nella settimana in cui il consorzio di banche proverà a ricollocare gli eventuali diritti inoptati, non si verifichi un evento catastrofico (detto Mac, Material adverse clause) tale per cui le banche che garantiscono il successo dell’aumento e anche l’inoptato possano sfilarsi”.

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