Skip to content

governo fisco natalità Giorgetti

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Draghi si scaldi contro il caro bollette

Come muoversi per attutire gli effetti dei rincari delle bollette per aziende e famiglie? Il taccuino di Federico Guiglia.

Quante analogie, quasi cinquant’anni dopo. Anche nell’autunno/inverno del 1973 una drammatica crisi energetica, causata dal balzo dei prezzi petroliferi, costrinse l’Europa a forti misure di contenimento. All’insegna dell’austerità l’industria italiana dovette inventarsi come risparmiare i consumi e i cittadini abituarsi all’abbassamento della temperatura negli impianti di riscaldamento, alla chiusura di uffici e negozi in anticipo, alla famosa circolazione delle auto a targhe alterne e mai di domenica.

Siccome la politica impara sempre poco dalla storia, ecco che mezzo secolo dopo, e di nuovo per l’aumento incontenibile dell’energia (stavolta il gas, che ha toccato il primato di 339 euro per megawattora), i partiti sono costretti a virare la campagna elettorale contro il caro bollette. E a immaginare scelte simili: meno gradi nelle scuole, minor periodo di riscaldamento per tutti, eppure spese di condominio più elevate.

Ci aspetta un autunno insidioso con previsioni che concordano su un punto: saranno famiglie e imprese a pagare il prezzo più alto. Letteralmente, 711 euro è la stangata calcolata dal Codacons per nucleo familiare, 8 miliardi di aumento nel terziario secondo Confesercenti.

Ma il rischio di danneggiare la piccola e media impresa, cioè la spina dorsale dell’Italia, già si avverte negli appelli preoccupati di chi intraprende e nelle bollette che si mostrano per testimoniare il costo dell’energia cresciuto di dodici volte in un anno.

Le avvisaglie su quel che sarà, inducono i candidati a Palazzo Chigi a promettere interventi. Ma intanto a chiedere tutti al governo rimasto in carica per l’ordinaria amministrazione di agire. E sorge un interrogativo ormai senza risposta: data l’emergenza sotto gli occhi del mondo, e prevista e vissuta da mesi in Italia, era il caso di sgambettare Mario Draghi a pochi mesi di una legislatura già alla fine, togliendogli così anche la possibilità di muoversi con piena efficacia sia a Roma che a Bruxelles?

Che il caro gas sia urgente, lo conferma il vertice straordinario dei ministri dell’energia convocato dall’Ue entro metà settembre.

È vero che il nostro Paese sta diversificando gli approvvigionamenti e che gli impianti di stoccaggio sono pieni all’80 per cento. Ma la situazione eccezionale impone un intervento a sostegno di famiglie e imprese e, soprattutto, una strategia energetica di lunga e consolidata durata.

(Pubblicato su L’Arena di Verona e Bresciaoggi)
www.federicoguiglia.com

Torna su