skip to Main Content

Alluminio

Perché i produttori di alluminio Ue vogliono bloccare la Russia

I produttori europei di alluminio chiedono all'Unione di vietare l'importazione di alluminio russo a basso costo. L'articolo di Giuseppe Gagliano.

I produttori europei di alluminio, appoggiati da quattro nazioni dell’Unione Europea – Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania – stanno sollecitando l’UE a vietare l’importazione di alluminio russo a basso costo. Questa richiesta, come riportato da Politico il 5 febbraio, è intesa come un ampliamento delle restrizioni già imposte a Mosca in risposta al conflitto in Ucraina che perdura da due anni.

IL COMMERCIO DI ALLUMINIO TRA UNIONE EUROPEA E RUSSIA

Attualmente, l’UE acquista ancora il 9% del suo alluminio dalla Russia, un affare che nel 2022 ha versato nelle casse russe circa 2,3 miliardi di euro, finanziando indirettamente le attività militari del paese.

Nonostante ciò, vi è scetticismo sulla possibilità di imporre un bando totale entro il 24 febbraio, data dell’anniversario dell’invasione, a causa della resistenza prevista da paesi con forte industria come l’Italia, che temono l’impatto di tali misure sui costi.

L’atteso tredicesimo insieme di sanzioni dell’UE, previsto per la medesima data, si scontra con la difficoltà di ottenere l’accordo unanime dei 27 stati membri su un divieto assoluto, data l’importante quantità di alluminio attualmente importata.

CI SARÀ UN BLOCCO DELLE IMPORTAZIONI?

L’industria europea dell’alluminio, fronteggiando alti costi energetici e la concorrenza globale, vede in queste sanzioni una potenziale valvola di sollievo. Da autunno, gli operatori del settore hanno esortato Bruxelles a cessare completamente le importazioni dall’Russia, il secondo maggiore produttore al mondo di questo metallo.

Sebbene vi sia il supporto di alcuni stati membri, il futuro di questa iniziativa rimane incerto a causa delle attuali trattative. D’altra parte, i consumatori industriali europei manifestano opposizione a eventuali sanzioni sull’alluminio, temendo che possano rappresentare un duro colpo per l’economia.

Il gruppo FACE, che rappresenta le industrie manifatturiere di nazioni come Italia e Germania, ha descritto la prospettiva di sanzioni come inaccettabile, sostenendo che non dovrebbero essere utilizzate come strumenti politici.

IL NUOVO PACCHETTO DI SANZIONI ALLA RUSSIA

Secondo quanto comunicato da Politico, il nuovo pacchetto di sanzioni dovrebbe concentrarsi sull’aggiunta di nuovi soggetti agli elenchi di sanzioni e ampliare il divieto di esportazione verso la Russia di beni a doppio uso e materiali militari. Un diplomatico dell’UE ha rivelato che, data la ristrettezza dei tempi, è improbabile che si vada oltre, preferendo garantire l’adozione del pacchetto in tempo per ribadire il sostegno dell’UE all’Ucraina.

Sebbene le sanzioni non siano state argomento del recente Consiglio europeo straordinario, discussioni future potrebbero essere utili a moderare le aspettative per il prossimo insieme di restrizioni, considerando anche il sostegno finanziario di 50 miliardi di euro promesso all’Ucraina, come riportato da Politico.

Back To Top