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Sanzioni

Tutte le manovre della Russia per aggirare le sanzioni Usa

La Russia sta utilizzando modi creativi per aggirare le sanzioni americane e accaparrarsi la tecnologia occidentale. Washington ha risposto con un nuovo pacchetto che colpisce aziende turche, cinesi e non solo. Tutti i dettagli.

Microchip avanzati, attrezzature per la trasmissione dati e addirittura immagini satellitari messe a disposizione del gruppo Wagner per condurre le sue operazioni militari in Ucraina. Sono solo alcune delle operazioni commerciali proibite in cui sono state pizzicate 250 società turche, cinesi ed emiratine colpite ora da nuove sanzioni di un’amministrazione Biden intenzionata a chiudere ogni spiraglio sfruttato da Mosca per ottenere dall’Occidente ciò che le serve per portare avanti la guerra. Ecco cosa scrive il Financial Times sui modi creativi con cui il Cremlino è riuscito ad accaparrarsi anche la tecnologia prodotta da grandi compagnie occidentali come Hewlett Packard, Dell, Samsung e Fujitsu.

Il nuovo pacchetto di sanzioni Usa

Varato, come scrive il Ft, in tempo per coincidere col passaggio di Zelensky a Washington, il nuovo pacchetto di sanzioni del governo Usa colpisce ben 250 società turche, cinesi ed emiratine accusate di trasferire in Russia tecnologie sensibili che poi il Cremlino impiega per alimentare la sua macchina da guerra.

Il monito di Blinken

Annunciando il provvedimento, il segretario di Stato Antony Blinken ha dichiarato che “continueremo a usare gli strumenti a nostra disposizione per rendere responsabile dei crimini in Ucraina la Russia e coloro che finanziano e sostengono” il suo sforzo bellico.

Le preoccupazioni di Washington

L’America, i suoi alleati e naturalmente l’Ucraina avevano espresso la propria preoccupazione circa il comportamento scorretto di alcuni Paesi che la Russia sfrutta come fonte di componenti elettroniche avanzate che Mosca non è in grado di produrre internamente.

Turchia sorvegliata speciale

Washington in particolare è frustrata dal doppio gioco praticato da un membro della Nato come la Turchia dove alcune compagnie hanno acquistato da fornitori occidentali beni dual-use, che hanno dunque applicazioni sia commerciali che militari, per riesportarle sia direttamente che attraverso intermediari attivi in Asia centrale o nell’Europa orientale.

Mosca ringrazia

Le vitali forniture assicurate dalle compagnie ora sotto sanzione e che includevano anche microchip avanzati hanno permesso all’industria russa di mantenere il passo di una guerra che richiede una produzione massiccia di pezzi d’artiglieria, droni e missili.

Era stato la stessa testata finanziaria britannica a riportare a novembre il boom dell’export dalla Turchia alla Russia di componenti di tipo militare. Un problema cui ora gli Usa tentano di porre rimedio con nuove sanzioni che, secondo le intenzioni palesate dalla segretaria al Tesoro Janet Yellen “restringeranno la possibilità che volenterosi fornitori e reti di Paesi terzi possano offrire alla Russia i mezzi di cui ha disperatamente bisogno per consolidare e sostenere la sua base industrial-militare”.

Cosa ha fatto Kartal Exim

Una delle società turche colpite dalle nuove sanzioni, Kartal Exim, e che si descrive come “un fornitore multifunzionale di attrezzature tecnologiche” ha consegnato a una compagnia di San Pietroburgo chiamata Orlan LLC beni per un valore di 2,1 milioni di dollari composti in gran parte da attrezzature per la trasmissione di dati prodotte da importanti compagnie occidentali come Hewlett Packard, Dell, Samsung e Fujitsu.

Anche gli Emirati…

Sono dodici in totale le società degli emirati sanzionate, perché accusate di aver trasferito in Russia parti di aerei. Una di esse, Aspect DWC, avrebbe esportato parti dei jet Dassault.

… e la Cina

Quanto alla Cina, gli sforzi interdittivi degli Usa si sono concentrati su una rete di approvvigionamento gestita dall’uomo d’affari Hu Xiaoxun, che secondo i dati in mano al Tesoro Usa avrebbe esportato in Russia attrezzature per la manifattura di semiconduttori ma anche munizioni.

Tra le 17 entità cinesi sanzionate si segnala il caso di Beijing Yuntse e Chang Guang Satellite Technology, che avrebbero messo a disposizione dell’esercito russo e addirittura del gruppo Wagner immagini satellitari impiegate per condurre le operazioni militari in Ucraina.

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