Energia

Come le sanzioni Usa stroncano la produzione di petrolio dell’Iran

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Petrolio

A dicembre la produzione di petrolio dell’Iran si è attestata a 1,1 milioni di barili al giorno, quasi il 60% in meno rispetto alla primavera scorsa

Le sanzioni americane all’Iran iniziano ad avere i primi effetti: la produzione petrolifera di Teheran scende, nonostante nei primi mesi di entrata in vigore Washington abbia concesso numerose deroghe ad alcuni dei maggiori acquirenti dell’Iran. Andiamo per gradi.

IL CROLLO DELLA PRODUZIONE

I numeri parlano chiaro: a dicembre, la produzione petrolifera dell’Iran si è attestata ad 1,1 milioni di barili al giorno, quasi il 60% in meno rispetto alla primavera scorsa. Un vero crollo che colpisce l’economia di Teheran e che influenza i mercati.

PREZZI ALTI PER TUTTO (QUASI) IL 2018

Proprio la minaccia di sanzioni all’Iran, infatti, ha sostenuto i prezzi per la maggior parte del 2018: la paura della mancanza di greggio sul mercato ha spinto il Brent e il Wti a cifre altissime. Qualcuno sosteneva che i prezzi avrebbero toccato anche i 100 dollari al barile, influenzati dal calo dell’offerta.

UNA FALSA PARTENZA

A novembre, però, quando le sanzioni sono diventate effettive, le previsioni del calo della produzione non si sono rivelate vere, grazie anche alla decisione di Washington di concedere deroghe ad alcuni dei maggiori acquirenti dell’Iran.

IL MOMENTO DELLA VERITA’

Solo due mesi dopo, però, il danno delle sanzioni è venuto alla luce in tutta la sua gravita: le cifre di dicembre (1,1 milioni di barili al giorno prodotti), erano in linea, infatti, con quelle previste dagli analisti di settore.

CRESCE PRODUZIONE USA

Di contro (ed anche questo influenza il mercato e il prezzo del greggio) cresce la produzione americana di scisto. Questa non è certa una buona notizia per l’Iran, ma tutto è ancora da decidere e bisogna vedere se le sanzioni Usa abbasseranno ulteriormente la produzione di Teheran.

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