Energia

Norvegia, perchè la decisione di disinvestire dal petrolio influenzerà economia mondiale

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petrolio

Il fondo norvegese di investimenti ha deciso di disinvestire dai titoli petroliferi. Una decisione, quella della Norvegia, che avrà grandi ripercussioni

 

“Uno sparo che si sente in tutto il mondo”, così Mindy Lubber, presidente di Ceres, organizzazione no profit che si occupa di investimenti sostenibili, ha commentato a Bloomberg la decisione dello Statens pensjonsfond utland, il Fondo di investimento Norvegese, di vendere le partecipazioni nei petroliferi.

Sì, il fondo che a settembre 2017 ha superato per la prima volta il valore di mille miliardi di dollari (è il più ricco), ha annunciato di voler disinvestire per una somma tra 35 e 37 miliardi di dollari da titoli di aziende attive nell’estrazione e vendita di petrolio e di gas. Il fondo detiene quote, per un totale del 4% del suo patrimonio, del fondo sovrano in Bp, Royal DUtch ed ExxonMobil.

norvegiaSi tratta di una importante svolta, scrive Bloomberg, con doppio valore, finanziario e politico (anche se si sottolinea che quella del Fondo non è una scelta ecologista). L’idea sembra essere partita dalla Banca Centrale Norvegese,  l’istituto d’emissione della corona, che in una lettera inviata al Fondo di investimento si è raccomandata di proseguire la politica del disinvestimento nei petroliferi.

“Questa raccomandazione dell’istituto d’emissione si basa esclusivamente su argomenti finanziari e sull´analisi dell´esposizione del governo nei confronti del petrolio e del gas. Non riflette in alcun modo una visione sui futuri andamenti dei prezzi del greggio, sulla redditività futura del settore degli idrocarburi o sulla sua sostenibilità”, avrebbe spiegato il vicedirettore dell’istuto finanziario Egil Matsen .

Per la Banca eliminare questi investimenti la renderà meno vulnerabile ad un calo permanente dei prezzi del petrolio. In questo modo, però,  “la gente, anche le grandi aziende e gli operatori mondiali, cominciano a capire quali rischi comportino gli investimenti nei combustibili fossili”, sottolinea Jason Disterhoft, esponente di Rainforest action network, una ngo che fa pressing sulle banche perché disinvestano da petrolio, gas, combustibili fossili in generale.

La decisione, comunicata nelle scorse ore, ha influenzato anche i mercati. I titoli dei big del comparto si sono deprezzati, in calo Shell B, Exxon e Bp.

 

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