Energia

Mozambico, il gas naturale dà prospettiva all’economia

di

Mozambico

Mozambico e idrocarburi, specialmente gas naturale, da quando si sono effettuate grandi scoperte, questo paese può aspirare a diventare un grande protagonista 

Fino a qualche anno fa era impensabile che Maputo potesse divenire il centro di un nuovo disegno energetico che vede l’Africa rafforzarsi sempre di più, soprattutto in relazione al vicino ed emergente mercato asiatico. I nuovi imponenti giacimenti di gas naturale al largo delle coste fanno ben sperare per uno sviluppo duraturo e significativo di tutto il Paese.

Il Mozambico è uno dei Paesi più promettenti dell’Africa nel settore dell’industria dell’Oil&Gas. Più nello specifico, è il gas naturale il comparto che presenta potenzialità di primo piano: secondo l’Eia, (Energy Information Administration), nel 2014, le riserve di gas naturale ammontano a 100 mila miliardi di metri cubici. Un dato questo, che fa sì che il Paese si posizioni al quattordicesimo posto nel ranking mondiale dei più grandi produttori di oro blu. Per rendere l’idea di questo balzo in avanti, basti prendere come riferimento il dato dell’anno precedente, in cui le riserve accertate di gas erano circa 4,5 miliardi di metri cubi (Oil & Gas Journal). Attualmente, nel Continente africano, Maputo è al terzo posto in qualità di Paese detentore di gas metano, dopo l’Algeria e la Nigeria.

Gas naturale, il lavoro di Anadarko ed Eni

La produzione di gas metano in Mozambico è ancora relativa. Nel 2012 si sono prodotti solo 154 miliardi di piedi cubi di gas naturale, provenienti principalmente dai giacimenti onshore di Pande e Temane. Solo una piccola parte di questo gas serve ai consumi interni (ai fini di produzione di energia elettrica), mentre la maggior parte viene esportato nel confinante Sud Africa. Importante e fondamentale nel Paese è il lavoro che stanno facendo alcune compagnie estere, tra cui l’americana Anadarko e l’italiana Eni.

piattaforma offshore

piattaforma offshore

Nel caso della statunitense Anadarko si tratta di ricerche in mare aperto in quella che è classificata come Area 1 – con i giacimenti di Prosperidade, Golfinho/Atum complessi – dove è stimata una presenza di risorse pari a 45-70 mila miliardi di metri cubici. Eni, invece, è presente, con le sue attività di esplorazione nell’Area 4, che detiene circa 80 mila miliardi di metri cubici, si tratta del giacimento denominato Mamba. All’interno di questo permesso di ricerca, nell’ottobre del 2011, Eni ha annunciato la scoperta di un giacimento “giant” (nell’area 4 – Mamba Sud 1) a 40 km dalla costa di Cabo Delgado, nell’offshore settentrionale del Mozambico. Solo l’area di Mamba Sud 1, secondo le stime di Eni, conterrebbe 15 mila miliardi di metri cubici. Recentemente Anadarko ed Eni hanno annunciato la unitizzazione delle 2 aree, in quanto Prosperidade e Mamba sono all’altezza dello stesso confine, pur continuando sia Eni che Anadarko a mantenere licenze singole, cosa che è prevista dalla legislazione mozambicana.

Sarà il Governo di Maputo ad avallare definitivamente questa decisione presa dalle 2 compagnie estere che operano in consorzio con altri operatori del settore. Cosa comporterà questo tipo di collaborazione? Sicuramente la possibilità, vista la vicinanza delle 2 aeree di prospezione, di progettare infrastrutture ad uso comune, come per esempio nel caso dei “straddling reservoirs”, ovvero i serbatoi transnazionali dedicati allo stoccaggio del Gnl. Anadarko ha anche annunciato di aver chiuso degli accordi per la vendita del gas, sotto forma di Gnl, a compratori asiatici, a partire dal 2019.

Energia elettrica, dall’idroelettrico al carbone

La produzione di energia elettrica del Paese si basa fondamentalmente sulle risorse idroelettriche ed in piccola parte sul gas naturale. L’idroelettrico ha un grande peso nella produzione di energia: storicamente, la produzione fu avviata alla fine del periodo coloniale con la realizzazione del complesso di Cabora Bassa sullo Zambesi, con uno sviluppo di 2000 MW. Da questa produzione il Mozambico può esportare energia sia al Sud Africa che allo Zimbawe. Stando ai dati della EIA, solo il 15% della popolazione del Mozambico ha accesso all’energia elettrica. Per la produzione di calore gran parte della popolazione si affida invece alle biomasse tradizionali, ai rifiuti (carbone, legno, letame). Ncondezi Energia ha annunciato di voler costruire una centrale a carbone per la produzione di energia elettrica vicino ad uno dei suoi campi, nella provincia di Tete. Il settore energetico del Paese contribuisce e contribuirà sempre più alla crescita dell’ex colonia portoghese, e secondo il Fondo Monetario Internazionale sarà fondato anche sulle importanti riserve di carbone presenti sul territorio. Il carbone, infatti, è molto presente nella provincia di Tete che stando ai dati della stessa Eia ha riserve non sfruttate per 25 miliardi di tonnellate.

Il carbone e il gas naturale potrebbero, da soli, contribuire, secondo il Fondo Monetario Internazionale, alla crescita del 2% all’anno sino al 2023, dato questo che si aggiunge ad una crescita economica significativa, che è arrivata sino al 7%, nel 2013. Da non dimenticare la ricchezza del sottosuolo legata alla presenza di oro, fluoro, grafite, alluminio, bauxite, titanio e bentonite.

 

questo articolo è stato pubblicato all’interno di Oil Book su Mozambico in www.abo.net

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