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Non solo Eni. Tutte le attività delle aziende italiane in Kazakistan

Kazakistan

I rapporti economici con il Kazakistan sono importanti per l’Italia, a cominciare da quelli di Eni ma non solo. Ecco i dettagli

 

“L’Italia segue con grande preoccupazione i gravi eventi che stanno avendo luogo in Kazakhstan, Paese al quale è legata da rapporti di amicizia e da un solido partenariato economico”, si legge nella nota diffusa dal ministero degli Esteri il 6 gennaio scorso, a seguito dello scoppio delle proteste in Kazakistan: rivolte innescate dall’aumento dei prezzi del GPL, ma espressione di uno scontento popolare più ampio nei confronti del regime autoritario di Kassym-Jomart Tokayev.

IL COMMERCIO ITALIA-KAZAKISTAN

Nel 2019, prima dello scoppio della pandemia, le esportazioni italiane verso il Kazakistan valevano 1088,3 milioni di euro, in crescita – seppur molto leggera – rispetto all’anno precedente (1086,3 milioni di euro). La crisi del coronavirus ha fatto però precipitare gli scambi commerciali: nel 2020 l’export italiano è ammontato a 565,4 milioni (il 48 per cento in meno rispetto al 2019), e nel periodo gennaio-settembre 2021 è arrivato a 362,3 milioni.

I comparti più redditizi sono quelli delle apparecchiature domestiche (391,6 milioni di euro nel 2019), dei macchinari (365,9 milioni), della metallurgia (104,6) e dell’abbigliamento (64,4).

Le importazioni italiane dal Kazakistan, invece, valevano 2110,5 milioni di euro nel 2019, prima di scendere a 1262,5 nel 2020 e a 838,9 nel periodo gennaio-settembre 2021. Dal Kazakistan l’Italia importa soprattutto prodotti minerari (per 1847,3 milioni di euro nel 2019) e metallurgici (209,1 milioni). Il Kazakistan possiede depositi importanti di zinco (si utilizza nella lavorazione dell’acciaio o per la formazione di leghe come l’ottone) e di uranio.

LE AZIENDE ITALIANE IN KAZAKISTAN

La Repubblica definisce l’Italia “il primo partner” del Kazakistan tra i paesi dell’Unione europea, menzionando la presenza di aziende come Technogym, che produce attrezzature sportive, e Il Vetro dei Dogi, società veneziana che realizza oggetti in vetro.

Secondo le statistiche del Kazakistan, dal 2018 l’Italia è la prima destinazione dell’export kazako ed è al terzo posto nella classifica sull’interscambio commerciale, dopo Russia e Cina. Secondo gli ultimi dati disponibili dell’ICE, nel 2019 gli investimenti italiani in Kazakistan sono ammontati a 671 milioni di euro: a trainarli è stato il comparto dell’oil & gas.

Tra le aziende italiane presenti in Kazakistan ci sono Ferrero, Iveco, Saipem, Maire Tecnimont e Valvitalia (tecnologie per gli impianti energetici), Tenaris (tubature per l’industria petrolifera), Medexport Italia (farmaci).

COSA FA ENI

In Kazakistan opera inoltre (dal 1992) Eni, sia nel settore degli idrocarburi che in quello delle energie rinnovabili. Nel 2020 ha prodotto 40 milioni di barili di petrolio e condensati e 2,9 miliardi di metri cubi di gas. Nello stesso anno la società disponeva in territorio kazako di 48 megawatt di capacità eolica installata e di 50 MW di capacità solare.

Per quanto riguarda le risorse fossili, Eni è attiva nel giacimento onshore di Karachaganak, che l’anno scorso ha prodotto 239mila barili al giorno di idrocarburi liquidi e 27 milioni di metri cubi al giorno di gas naturale. I liquidi estratti a Karachaganak vengono destinati principalmente alla vendita tramite il gasdotto Caspio e la condotta Atyrau-Samara, legata ai sistemi di export russi. La metà del gas prodotto, invece, viene venduto alla centrale di Orenburg in Russia.

Nel 2018 Eni è diventata operatrice anche del blocco offshore di Isatay, assieme alla compagnia energetica statale kazaka KazMunayGas. Nel 2019 le due società hanno firmato un accordo sull’esplorazione di risorse fossili nel blocco di Abay, nel mar Caspio.

Relativamente alle rinnovabili, in Kazakistan Eni possiede il parco eolico onshore di Badamsha, da 48 MW di capacità. Sono in fase di costruzione un secondo impianto a vento sempre nella regione di Badamsha e un parco solare fotovoltaico da 50 MW da Shaulder, nella parte sud del paese.

Lo scorso luglio Eni e KazMunayGas hanno siglato degli accordi per lo sviluppo di progetti sulle rinnovabili, l’idrogeno e i biocombustibili.

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