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Germania

La Germania ha sbagliato tutto sull’uscita dal carbone?

La Germania vuole eliminare il carbone entro il 2030, ma ha sbagliato i conti: le rinnovabili non riescono infatti a soddisfare tutta la domanda, e il paese - che ha rinunciato al nucleare - potrebbe doversi appoggiare ancora di più ai combustibili fossili. Tutti i dettagli.

La Germania si è data l’obiettivo di eliminare completamente il carbone dal suo mix energetico entro il 2030, cioè ben otto anni prima della scadenza fissata per legge: l’anticipo si spiega con il fatto che il carbone è il combustibile fossile responsabile delle maggiori emissioni di CO2, e dunque il suo phase-out è utile al contenimento del riscaldamento globale. Il piano, però, potrebbe non essere realizzabile per mancanza di fonti di energia alternative; anzi, è possibile che il paese dovrà mantenere in attività – anziché chiudere – molte più centrali a combustibili fossili nei prossimi anni in modo da scongiurare i rischi di black-out.

ALLA GERMANIA SERVE PIÙ CAPACITÀ DI RISERVA

Secondo l’autorità tedesca di regolazione energetica, infatti, nell’inverno 2026-2027 la Germania avrà bisogno di una capacità energetica di riserva di 9,2 gigawatt per compensare le fluttuazioni nella generazione eolica e solare, dipendente dalle condizioni meteo. Si tratta di una quantità doppia rispetto a quella accumulata per la scorsa stagione fredda e addirittura superiore agli 8,3 GW (principalmente generati dal carbone) messi da parte nel 2022, quando la Russia ha limitato le esportazioni di gas naturale via tubo all’Europa.

In sostanza, al 2030 la Germania potrebbe non disporre di sufficiente capacità di riserva per procedere in sicurezza al phase-out del carbone. Oggi sono proprio le centrali a carbone e a gas a fornire la maggioranza del backup energetico alla rete, mentre le batterie – che permettono di accumulare il surplus di energia generato dai parchi eolici e solari in alcuni momenti della giornata – svolgono un ruolo marginale. L’anno scorso la Germania ha deciso di chiudere le sue ultime centrali nucleari, privandosi di una capacità di generazione non soltanto stabile ma anche a emissioni zero.

LE RINNOVABILI NON BASTANO

Attualmente le fonti rinnovabili valgono la metà della generazione energetica del paese, ma – come nota Bloomberg – non sono comunque sufficienti a soddisfare la domanda quando non c’è sole e non tira vento. La necessità di centrali “di riserva” è resa ancora più urgente dai ritardi nei lavori di espansione della rete elettrica: senza un’infrastruttura aggiornata e capillare, l’elettricità generata dagli impianti rinnovabili – più sparsi sul territorio rispetto alle centrali fossili o nucleari – non riesce a raggiungere quelle aree della Germania dove i consumi sono più alti.

NUOVE CENTRALI A GAS (DA CONVERTIRE, IN FUTURO, ALL’IDROGENO)

Per ridurre la dipendenza dal carbone, che nel 2022 valeva quasi il 33 per cento del mix elettrico, il governo tedesco ha intenzione di costruire nuove centrali a gas per 10 GW di capacità, da convertire successivamente all’idrogeno (un combustibile a zero emissioni che può essere prodotto dall’elettricità rinnovabile). Non è chiaro tuttavia se questi impianti saranno pronti a entrare in funzione entro il 2030, cioè la data prevista per il phase-out del carbone.

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