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Tutte le tribolazioni in Germania sui prezzi dell’energia

Germania

La crisi dei prezzi di elettricità e gas in Germania è un problema sia per le famiglie che per le imprese. Il governo sta valutando misure di sostegno, mentre porta avanti il piano per il taglio delle emissioni. Tutti i dettagli

 

I dati diffusi la settimana scorsa dicono che quest’anno 4,2 milioni di famiglie in Germania vedranno aumentare le bollette dell’elettricità del 63,7 per cento, e del 62,3 per cento quelle del gas. Le cause della crisi dei prezzi sono tante, ma la principale è la ridotta disponibilità in Europa di gas naturale (c’entra la Russia) che ha fatto crescere il costo del combustibile in questione e conseguentemente anche quello dell’energia elettrica.

COSA STA FACENDO IL GOVERNO SCHOLZ

Per attenuare l’impatto del caro bollette sulle fasce sociali più vulnerabili, il governo tedesco del cancelliere Olaf Scholz ha deciso di ridurre la tassa di sostegno alle energie rinnovabili (ha un costo annuo medio di 222 euro); dal 1° gennaio 2023 verrà eliminata del tutto.

Berlino sta inoltre valutando lo stanziamento di 130 milioni di euro per aiutare le famiglie in difficoltà economica a pagare le bollette per il riscaldamento domestico: la metà delle abitazioni tedesche utilizzano il gas naturale per il riscaldamento; un quarto di queste utilizzano invece l’olio combustibile.

Il governo potrebbe però avere difficoltà a elaborare una risposta più ampia alla crisi energetica per via della  sua composizione variegata: il cancelliere è un socialdemocratico dell’SPD, ma nella coalizione sono presenti anche i Verdi (ambientalisti e favorevoli alla spesa pubblica) e i liberali dell’FDP (più conservatori in materia fiscale).

GLI OBIETTIVI SULLE EMISSIONI

Il mix elettrico della Germania, nonostante la quota rilevante di fonti rinnovabili (27 per cento per l’eolico e 10 per cento per il solare fotovoltaico), dipende molto dal carbone (24 per cento). Il gas naturale ha una quota del 12 per cento circa, quasi uguale a quella del nucleare: ma entro quest’anno il paese vuole spegnere tutti e tre i reattori rimasti.

Il governo si è dato l’obiettivo di tagliare del 65 per cento le emissioni di anidride carbonica rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. È un target ambiziosissimo, addirittura superiore a quello fissato dall’Unione europea per la stessa data (-55 per cento). E che, secondo lo stesso ministero dell’Economia e del clima, sarà raggiungibile attraverso una riduzione del 20-25 per cento del consumo di energia.

IL RUOLO DEL GAS

Berlino intende potenziare le installazioni eoliche sul territorio nazionale e affiancarvi il gas naturale, per compensare l’intermittenza della fonte e “proteggere” la rete elettrica da periodi di assenza di vento. Il ministro dell’Economia e del clima, Robert Habeck, ha specificato che il gas è utile a sostituire la capacità a carbone, più inquinante, ma non è una soluzione di lungo termine.

Entro il 2030 l’80 per cento dell’energia elettrica dovrà essere generata da fonti rinnovabili. Nel frattempo, sta aumentando l’utilizzo di carbone.

COSA DICE LA CONFINDUSTRIA TEDESCA SUI PREZZI DELL’ENERGIA

La BDI, l’associazione dell’industria tedesca (la versione germanica di Confindustria), ha detto – come riportato dal Sole 24 Ore – che “tutte le aziende stanno soffrendo per il forte aumento dei costi dell’energia e dell’elettricità, che minacciano sempre più la loro esistenza. Il governo federale deve attuare il cofinanziamento pubblico delle tariffe elettriche”.

Le aziende più penalizzate sono quelle energivore, che consumano grandi quantità di energia: i settori della siderurgia, della ceramica e della vetraria, ad esempio.

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