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Piano gas, che cosa ha deciso il Consiglio europeo

Consumi Gas

Fatti, numeri e scenari sull’accordo raggiunto al Consiglio europeo per combattere la crisi delle forniture e i ricatti russi sul gas

Dopo la riduzione al 20% dei flussi del Nord Stream, al Consiglio europeo passa la proposta della Commissione, anche se con molte eccezioni, Italia compresa.

Il Consiglio europeo ha infatti approvato il documento con le misure contro l’emergenza gas. D’altronde, il contesto è critico da mesi e l’affidabilità di un corretto ripristino delle forniture russe è sempre più flebile. L’inverno si avvicina e gli Stati membri sono chiamati a mettere al sicuro le proprie riserve. Le strategie energetiche dei 27 entrano, dunque, nel vivo e cominciano a mettere in pratica il tanto atteso addio a Mosca.

Ecco tutti i dettagli.

L’UE COMBATTE IL TAGLIO DELLE FORNITURE RUSSE

Nel tentativo di aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell’UE, gli Stati membri hanno raggiunto oggi un accordo politico su una riduzione volontaria della domanda di gas naturale del 15% questo inverno. Il regolamento del Consiglio prevede inoltre la possibilità di attivare una “segnalazione dell’Unione” sulla sicurezza dell’approvvigionamento, nel qual caso la riduzione della domanda di gas diventerebbe obbligatoria. Lo scopo della riduzione della domanda di gas è quello di realizzare risparmi prima dell’inverno al fine di prepararsi a possibili interruzioni delle forniture di gas dalla Russia che utilizza continuamente le forniture energetiche come arma”.

CHE COSA PREVEDE IL PIANO EUROPEO PER IL GAS

E’ quanto si legge nel comunicato ufficiale del Consiglio europeo che annuncia il raggiungimento di un’intesa sulle riduzioni di domanda di gas per il prossimo inverno. La scorsa settimana, tanti stati, Italia compresa, avevano espresso dubbi sulla rigorosità di quanto discusso a Bruxelles in Commissione. “Gli Stati membri hanno convenuto di ridurre la loro domanda di gas del 15% rispetto al loro consumo medio negli ultimi cinque anni, tra il 1° agosto 2022 e il 31 marzo 2023, con misure a loro scelta. Mentre tutti i paesi dell’UE faranno del loro meglio per far fronte alle riduzioni, il Consiglio ha specificato alcune esenzioni e possibilità di chiedere una deroga all’obiettivo di riduzione obbligatorio, al fine di riflettere le situazioni particolari degli Stati membri e garantire che le riduzioni del gas siano efficaci per aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento nell’UE”, si legge ancora nella dichiarazione ufficiale del Consiglio Ue.

COME SARA’ APPLICATO IL PIANO UE SUL GAS

“Il regolamento è una misura eccezionale e straordinaria, prevista per un periodo di tempo limitato. Si applicherà pertanto per un anno e la Commissione effettuerà un riesame per valutarne la proroga alla luce della situazione generale dell’approvvigionamento di gas dell’UE entro maggio 2023″. L’Ungheria è l’unico Paese ad opporsi all’approvazione del piano Ue per il taglio del 15% i consumi di gas. “Questa non era una missione impossibile! I ministri hanno raggiunto un accordo politico sulla riduzione della domanda di gas prima del prossimo inverno”, ha scritto in un tweet il governo della Repubblica ceca, che detiene la presidenza di turno dell’Unione.

L’ITALIA CHIAMATA A RIDURRE DEL 7% I CONSUMI

Intanto, al Consiglio Affari Energia ha parlato anche il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani. Per il quale “è andato molto bene, sono stati giorni negoziali abbastanza spinti. Si tratta di un regolamento uguale per tutti sul risparmio di gas quantificato sul 15% su base volontaria ma in caso di emergenza può diventare obbligatorio dal 1 agosto al 31 marzo. La cosa importante è che il 15% è stato calcolato in base a quello che c’è, all’energy mix su come i paesi sono interconnessi”.

LE PAROLE DEL MINISTRO CINGOLANI

“Nel nostro caso l’Italia con le regole sviluppate un punto importante è capire quanto un paese come l’Italia sia interconnesso con gli altri paesi se è un paese di passaggio è chiaro che non è quello che passa. Con le regole che sono state stabilite, noi sostanzialmente dovremo risparmiare circa il 7% rispetto alla media annuale degli ultimi 5 anni”, ha detto Cingolani.

L’ADDIO AL GAS RUSSO SI AVVICINA?

“Quando abbiamo fatto il piano di differenziazione gas spostando i 30 miliardi di metri cubi russi su altri fornitori abbiamo già previsto un piano di risparmio uguale o superiore a questo numero per gli accordi di Parigi”, ha detto Cingolani. “Per cui già le nostre azioni sono compatibili con questo piano e ci riteniamo soddisfatti. Ora dovremo fare un po’ di comunicazione. Una volta che il gas sarà reso disponibile grazie al risparmio, il secondo passaggio sarà capire come distribuirlo per fare una solidarietà europea”.

“Vi posso garantire – ha proseguito il ministro – che è stato fatto un accordo per risparmiare il più possibile, compatibilmente con le esigenze locali. Il 15% viene calcolato su una base imponibile che dipende dalle situazioni energetiche di ogni singolo paese. Facendo un calcolo, c’è una forbice che va da 30 a 45 miliardi di metri cubi”. E ancora: “Utilizzeremo le nostre centrali a carbone ma l’impatto sarà compensato dalla crescita delle rinnovabili”.

IL LAVORO DEL MITE IN ORDINARIA AMMINISTRAZIONE

Infine ha detto Cingolani: “Noi esportiamo meno del 50% e questa condizione equivale a un abbassamento del 15%. Poi non si considera il gas che durante gli stoccaggi è in eccesso. Oggi siamo al 70,5% e stiamo procedendo molto bene”, ha evidenziato il ministro sulle deroghe. “Queste cose che stiamo facendo fanno parte dell’ordinaria amministrazione del governo. Oggi si è parlato anche del price cap. E ci stanno lavorando, ci ha confermato l’Unione europea”.

CINGOLANI RASSICURA: ITALIA OK SUGLI STOCCAGGI

Il riempimento degli stock di gas dell’Italia “ha superato il 70%, stiamo andando verso il 71%, quindi direi che stiamo bene”. Questo porta a dire che Il governo ritiene che l’Italia “entro l’inizio dell’inverno sarà quasi indipendente dalla fornitura” di gas naturale “dalla Russia ed entro l’anno prossimo la situazione sarà piuttosto sicura, senza alcuna dipendenza dalle forniture russe”, ha detto infine Cingolani.

(Estratto di un articolo pubblicato da Energia Oltre)

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