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Eni Award 2015, tutti i vincitori

Eni Award

Nominati al Quirinale i vincitori dell’Eni Award, il premio istituito da Eni dedicato a un migliore utilizzo delle fonti energetiche. Le ricerche sono tutte da scoprire. 

Eni Awards, abbiamo i vincitori. Al Quirinale, giovedì 8 ottobre, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente Eni Emma Marcegaglia e dell’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi sono stati nominati i progetti dedicati a un migliore utilizzo delle fonti energetiche. Sei i premi consegnati, dedicati ai diversi settori in cui il Cane a Sei Zampe è impegnato: Upstream, Downstream, Energie rinnovabili, Ambiente e Ricerca.

Eni Award è diventato negli anni un punto di riferimento per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente. Con il premio, Eni intende sviluppare un migliore utilizzo delle fonti energetiche e stimolare le nuove generazioni di ricercatori, a testimonianza dell’importanza sempre maggiore che ricerca scientifica e sostenibilità ambientale rappresentano per il colosso italiano.

Il prestigio di Eni Award 

Istituito nel 2007, Eni Award ha richiamato negli anni migliaia di ricercatori e idee innovative provenienti da ogni angolo del mondo, coinvolgendo numerose personalità di alto profilo. Tra le fila della Commissione Scientifica si annoverano ben 25 premi Nobel. Quest’anno la Commissione Scientifica di Eni Award è stata presieduta dall’accademico francese Gérard Férey. Tra i 27 membri che la compongono spicca il nome del Premio Nobel Sir Harold Kroto che si aggiunge a rettori di università, ricercatori e scienziati dei più importanti centri di studio e ricerca a livello mondiale.

Eni award

Eni Award premi e i premiati

Ad aggiudicarsi il Premio “Nuove frontiere degli idrocarburi” dedicato alla sezione Upstream, è Johan Olof Anders Robertsson, dell’ETH di Zurigo per la recente ricerca, svolta insieme a Dirk-Jan van Manen, Ali Özbek, Massimillano Vassallo e Kemal Özdemir. La ricerca si focalizza sullo sviluppo di una tecnologia innovativa di acquisizione e modellazione dei dati di prospezione a mare con metodi acustici (sismici), capace di superare gli attuali limiti di visualizzazione e caratterizzazione delle caratteristiche del sottosuolo nel pieno rispetto dell’ambiente. Poiché la prospezione sismica è alla base di ogni moderna attività di esplorazione petrolifera, un miglioramento della tecnologia consente una più precisa ricostruzione delle strutture del sottosuolo rendendo più affidabile il riconoscimento di quelle ad alto potenziale petrolifero. Diretta conseguenza è il vantaggio nelle componenti tecniche ed economiche dei progetti Oil&Gas fin dalle prime fasi del loro sviluppo.

Helmut Schwarz della Technische Universität Berlin conquista il premio per la sezione Downstream. Il lavoro del prof. Schwarz si è incentrato su un problema fondamentale della ricerca moderna: l’attivazione di metano per la sua conversione in idrocarburi più pesanti (ad esempio etano/etilene) o ossigenati (ad esempio metanolo, formaldeide). Questa trasformazione diretta può rendere fattibile lo sfruttamento delle enormi riserve di gas naturale presenti in giacimenti remoti e il suo trasporto alle aree geografiche di utilizzo. La lunga attività di ricerca condotta dal prof. Schwarz con l’utilizzo combinato di tecniche sperimentali e approcci teorici avanzati, è fonte di conoscenze fondamentali su queste reazioni e i risultati ottenuti potranno portare a importanti ricadute tecnologiche in un futuro anche prossimo.

Il premio della sezione “Energie rinnovabili” è stato assegnato a Mercouri Kanatzidis, della Northwestern University di Evanston (Illinois, USA), uno dei leader internazionali della chimica allo stato solido. La sua ricerca concerne lo sviluppo di nuovi semiconduttori allo stato solido capaci di recuperare il calore disperso e convertirlo direttamente in energia elettrica. Più precisamente la novità risiede nell’aver “nanostrutturato” il materiale di questi semiconduttori termoelettrici, ovvero l’avervi aggiunto nanocristalli con determinate composizioni i quali, ad alte temperature, portano ad un incremento significativo delle prestazioni. In pratica è stato infranto il record, che resisteva da 40 anni, di efficienza nella conversione calore-elettricità e si sono fornite le basi di conoscenza per ulteriori sviluppi, fra cui la realizzazione di veri e propri generatori termoelettrici. E’ stato stimato che le tecnologie sviluppabili a valle del lavoro del prof. Kanatzidis potrebbero consentire il recupero di almeno 50 GW su scala globale.

Il Premio “Protezione dell’ambiente” va a Menachem Elimelech professore della Yale University. Il prof Elimelech è considerato un pioniere nell’applicazione del processo di “Forward Osmosis” per la desalinizzazione di acque ad alta salinità. Il processo innovativo messo a punto, che utilizza calore a basso grado come fonte di energia, viene utilizzato anche per il trattamento delle acque associate alle attività petrolifere, dimostrandosi più efficiente ed a basso consumo energetico rispetto alle tecnologie di desalinizzazione attuali, con una positiva impronta ecologica. Il prof. Elimelech è uno dei più importanti ricercatori al mondo, nonché figura di riferimento nel campo dell’ingegneria della qualità delle acque e della tecnologia a membrana per la desalinizzazione e il riutilizzo delle acque.

Spazio anche per i giovani con i premi dedicati al “Debutto nella ricerca”. Due donne, entrambe under 30 che hanno conseguito il dottorato di ricerca in una università italiana:  Daniela Meroni e Margherita Maiuri.

La tesi di Daniela Meroni affronta l’applicabilità nei processi di risanamento ambientale del biossido di titanio (TiO2), ritenuto molto promettente per i costi contenuti e per la sua atossicità e stabilità. Anche se alcune applicazioni commerciali sono già disponibili sul mercato, molte questioni rimangono da affrontare per ottenere materiali a maggiore efficienza e durata, che vengono approfondite nella tesi della dottoressa Meroni, affrontando brillantemente gli aspetti sia teorici sia applicativi sviluppati sempre nel quadro della protezione dell’ambiente e dei processi di bonifica.

La tesi di Margherita Maiuri studia i meccanismi primari che governano la raccolta di radiazione solare tramite l’osservazione spettroscopica di impulsi ottici ultracorti. L’eccezionale qualità scientifica del lavoro svolto è testimoniata dalla pubblicazione dei risultati ottenuti su riviste scientifiche internazionali di alto livello come Science, Journal of the American Chemical Society e Nature Materials.

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