Energia

Tutti gli scoppiettii Lega-M5S sul gasdotto EastMed di Edison benedetto da Usa e Israele

di

EastMed

Qual è la posizione dell’Italia sul progetto di gasdotto EastMed di Edison e Depa? I dubbi del Movimento 5 Stelle, le parole favorevoli di Salvini e Giorgetti, gli scenari geopolitici e il commento degli esperti

“E’ indispensabile che non si fermino le iniziative dirette a realizzare le infrastrutture di trasporto del gas che connettono i diversi paesi, mi riferisco in particolare a EastMed”

Lo ha detto, in un passaggio del suo intervento all’edizione 2019 di Omc in corso a Ravenna, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, esponente di spicco della Lega di Matteo Salvini.

Il progetto EastMed si riferisce a un gasdotto onshore/offshore che collegherà direttamente le risorse di gas dell’Est Mediterraneo con la rete Europea del gas naturale.

Il progetto è sviluppato dalla società IGI Poseidon S.A. (società di diritto greco), partecipata in modo paritetico da DEPA S.A. e da Edison International Holding (100% Edison controllata dal gruppo statale francese Edf).

Il gasdotto con una lunghezza di circa 1900 km, è progettato per trasportare 10 miliardi di metri cubi all’anno dalle riserve di gas recentemente scoperte nel bacino Levantino, fino alle rete nazionale greca e, attraverso il gasdotto Poseidon, fino in Italia, si legge sul sito di Edison.

CHE COSA HA DETTO GIORGETTI SU EASTMED E NON SOLO

Il Mediterraneo “è tornato strategico nella geopolitica internazionale” e quindi, essendo l’Italia centrale nel Mediterraneo, “riacquista un ruolo geopolitico che dobbiamo essere in grado di coltivare e gestire. Perché ciò accada è però indispensabile che non si fermino le iniziative dirette a realizzare le infrastrutture di trasporto del gas che connettono i diversi paesi, mi riferisco in particolare a Eastmed”, ha detto Giorgetti: “Purtroppo – ha proseguito – come si sta verificando troppo spesso, il rischio è che alcuni progetti fondamentali per il paese siano condizionati da pregiudizi quando invece dovrebbe prevalere un’accurata valutazione basata su elementi concreti e sui potenziali vantaggi economici al paese nel suo complesso”.

GLI SBUFFI DEI CINQUE STELLE

Il gasdotto è uno dei dossier che vede contrapposti Lega e Movimento 5 Stelle. Come hanno rivelato ieri Secolo XIX e La Stampa, dopo una lettera inviata da una trentina di associazioni ambientaliste al premier Giuseppe Conte, al Ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio e al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, l’esecutivo ha rinviato la firma, in attesa di una nuova valutazione di impatto ambientale.

LE INDISCREZIONI PENTASTELLATE RACCOLTE DALLA STAMPA

«Non firmeremo l’ accordo intergovernativo a fine marzo con Cipro, Grecia e Israele. La decisione è in capo a Di Maio», hanno detto nei giorni da M5S al quotidiano La Stampa. E il motivo della scelta risiederebbe nelle promesse tradite sul gasdotto Tap: «Non è conveniente, per noi, lanciarci in un’ altra avventura del gas come EastMed».

CHE COSA SI DICE AL MISE

«Tutto è fermo – ha confidato nei giorni scorsi a La Stampa una fonte di primo livello al ministero dello Sviluppo economico – e prima delle elezioni Europee difficilmente si arriverà a una decisione». Il dossier viene definito come «ancora da approfondire», «molto complesso», «oggetto di forti pressioni».

LA POSIZIONE PRO DELLA LEGA SU EASTMED

Le parole di Giorgetti confermano la posizione della Lega sul dossier. Infatti Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, come raccontato Start Magazine, ha promosso l’opera e chiesto alle aziende italiane di investirci in occasione della sua visita a Gerusalemme, durante la quale ha incontrato il primo ministro Benjamin Netanyahu.

LE RECENTI PAROLE DI SALVINI

“C’è l’ipotesi di un gasdotto che aiuterebbe l’Italia e che da Israele potrebbe arrivare fino al Sud Italia. Chiederò alle nostre aziende e imprenditori di cooperare e collaborare”, aveva affermato il leader della Lega. “Avere maggiori forniture di gas e una gas e bolletta più bassa è una priorità. Credo in questo progetto, conto che vada avanti con partnership e investimento italiani. Non c’è alcun tipo di impatto ambientale, non vedo perché debbano sorgere ostilità. Sono in corso i lavori per la Tap, questo gasdotto andrebbe ad aggiungersi”.

I PERCHE’ DELL’EVENTUALE NO

Fa notare un addetto ai lavori italiano: “Secondo alcuni osservatori Roma non ha un interesse smodato a pompare il gas israeliano nella pipeline, visto che ha già dato l’ok al Tap in cui sarà pompato anche gas russo, ha appena siglato con Algeri nuovi accordi e ha aperto la porta al rigassificatore per l’Lng statunitense. Inoltre Eni sta estraendo gas per l’Egitto con il quale ha in progetto di farne un vero hub anche come produttore di gas liquefatto”.

IL RUOLO DELL’EGITTO

Infatti, come ha scritto l’analista Emanuele Rossi, sull’opera è “contraria la Turchia, che vedrebbe il suo peso regionale e l’ambito ruolo di hub energetico smontarsi, e pure l’Egitto, che cerca spazi puntando a un accordo con Nicosia per trasferire nel Paese il gas cipriota” (qui l’approfondimento di Aurelio Giansiracusa per Start Mag sull’Egitto in chiave energetica e geopolitica).

L’ANALISI DEL SOLE 24 ORE

Nonostante, la posizione della Lega e le parole di Giorgetti, reduce da una recente missione negli Usa in cui ha raccolto tra l’altro l’auspicio dell’amministrazione sul gasdotto, secondo il Sole 24 Ore “il nostro Paese tuttavia si sta defilando, quanto meno dal progetto EastMed: un gasdotto forse utopico date le sfide tecniche, geopolitiche e commerciali, ma che sta guadagnando un crescente appoggio politico. Dopo le istituzioni europee, anche gli Stati Uniti si sono ora schierati a favore della pipeline, in chiave anti russa e forse anche in appoggio a ExxonMobil che a sua volta ha appena fatto una scoperta rilevante a Cipro e, secondo fonti Reuters, a giugno parteciperà alla prossima gara per licenze esplorative in Israele”.

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