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Ecco come Salvini e Starace (Enel) si elettrizzano su profitti e bollette

Enel

Salvini accusa Enel di aver incassato profitti “mostruosi” con la crisi dei prezzi dell’energia, Starace nega. Ecco dichiarazioni, fatti e analisi

 

Riferendosi all’aumento delle bollette di luce e gas anche nel primo trimestre del 2022, il segretario della Lega Matteo Salvini ha detto che “ci sono alcune grandi aziende di evidente interesse nazionale – non faccio nomi e cognomi: Enel – che stanno macinando utili mostruosi e che ci auguriamo sentano la responsabilità sociale di mettere la comunità italiana, imprese e famiglie, in bilancio in un periodo complicato come questo”.

LE RIPERCUSSIONI SU FAMIGLIE E IMPRESE

Gli aumenti delle bollette, infatti, si tradurranno in una spesa maggiore per i cittadini e peseranno inevitabilmente anche sulle attività economiche, in particolare – ma non solo – per quelle imprese che consumano grandi quantità di energia.

L’ATTACCO DI SALVINI

Salvini ha aggiunto che “c’è qualcuno che sta facendo margini pazzeschi, però è un momento in cui penso che tutti debbano mettersi una mano sulla coscienza e l’altro al portafoglio, che è ben gonfio: quindi se una parte di questi utili venisse restituita alle imprese e alle famiglie, non sarebbe male”.

LE PAROLE DI GIORGETTI (MiSE)

Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, e vicesegretario della Lega, ha usato parole più morbide di quelle di Salvini per esprimere un concetto, però, molto simile. “Credo che sia opinione condivisa all’interno del governo”, ha detto, “che gli extra-profitti di coloro che, in relazione a questa situazione del tutto particolare stanno registrando”, ovvero il contesto di forte aumento dei prezzi dell’energia all’ingrosso, “debbano in qualche modo contribuire alla fiscalità generale per permettere di intervenire nei confronti delle categorie più svantaggiate”.

Il governo ha stanziato 3,8 miliardi di dollari per contenere l’aumento delle bollette: i fondi sono destinati a 29 milioni di famiglie e 6 milioni di microimprese e consistono innanzitutto in una riduzione sostanziosa degli oneri di sistema presenti in bolletta.

TASSARE I PROFITTI EXTRA DELLE SOCIETÀ ELETTRICHE?

Giorgetti ha annunciato che la “direzione” è quella di una tassazione della marginalità extra delle società energetiche, ma non ha fornito dettagli sulla manovra. Ha dichiarato solo che “le modalità le sta studiando il ministero dell’Economia”.

Enel, la società elettrica tirata in ballo da Salvini, è partecipata dallo stato: il ministero dell’Economia ne possiede il 23,6 per cento. Ma, come fa notare Il Sole 24 Ore, il suo capitale è composto anche da investitori esteri difficilmente potranno apprezzare scelte come quelle proposte dal segretario della Lega e dal ministro Giorgetti.

LA RISPOSTA DI STARACE (ENEL)

Intervistato da Repubblica, l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, ha detto che “noi non abbiamo fatto extraprofitti” perché l’energia che la società vende ai suoi clienti sul mercato libero ha “prezzi fissati due o tre anni prima”. “Quindi anche ora”, ha proseguito Starace, “avendo già venduto la nostra energia, non abbiamo avuto extraprofitti e i nostri clienti, che hanno avuto i prezzi fissati tempo fa, sono al riparo da questa volatilità del gas. Non siamo tra quelli che hanno beneficiato della lotteria del gas”.

IL COMMENTO DI TABARELLI (NOMISMA)

La ricostruzione di Enel non convince però Davide Tabarelli, professore di economia all’Università di Bologna e presidente della società di ricerca energetica Nomisma Energia. “A quanto mi risulta”, ha spiegato a La Stampa, “le aziende contrattualizzano in anticipo solo l’energia elettrica prodotta con il gas, per proteggersi dalle oscillazioni, e non quella dalle rinnovabili. Dicono che non è così? Se hanno ragione, allora l’extra-profitto lo fa qualcun altro: le banche o altri trader del settore che comprano da loro per poi speculare”. “La politica deve prevalere sulla finanza”, aggiunge l’economista. Ma non è semplice.

Come spiegato da La Stampa, infatti, “è nella natura della finanza scommettere sulle oscillazioni dei prezzi per fare profitti. Insomma, chi ha comprato un anno fa a 70 euro e ora rivende a 250 ha semplicemente vinto una scommessa che, se avesse perso, nessuno ora rimborserebbe”. In che modo – si chiede il quotidiano – il governo potrà giustificare una misura punitiva nei confronti di chi fa profitti legittimi?

SCONTRO POLITICO LEGA-M5S?

Dietro la questione energetica – secondo la ricostruzione del quotidiano diretto da Massimo Giannini – si nasconde uno scontro politico tra Lega e Movimento 5 Stelle: la prima vuole tutelare A2A, società lombarda di distribuzione dell’energia partecipata dai comuni di Brescia e Milano; il secondo Enel.

Tra i due partiti è stato tuttavia raggiunto un accordo di principio, ricostruisce La Stampa: verrà imposto un prelievo alle aziende e agli intermediari energetici sulla base dei margini riportati nel 2020 e nel 2021.

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