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Saipem e non solo, cosa c’è nel decreto Fondone per la riconversione rinnovabile

Rinnovabili

Il decreto Fondone stanzia 70 milioni di euro a sostegno del progetto Agnes, al largo di Ravenna, per la creazione di un polo dell’energia rinnovabile e dell’idrogeno verde in mare. A sviluppare il progetto sono tre società: Agnes, Qint’x e Saipem

 

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto “decreto Fondone”, relativo al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il testo stanzia 30,6 miliardi di euro – provenienti dallo scostamento pluriennale di bilancio – dal 2021 al 2026 per il finanziamento di trenta progetti coerenti con l’indirizzo programmatico del PNRR: e quindi la doppia transizione digitale ed ecologica.

IL PROGETTO PER LA RICONVERSIONE DI RAVENNA

Fra tutti, il progetto più rilevante per il settore energetico è quello che riguarda Ravenna. Verranno infatti destinati 70 milioni di euro nel periodo 2022-2024 a sostegno di un progetto – chiamato Agnes – per la nascita di un polo dell’energia rinnovabile nel mare Adriatico, al largo delle coste della città, importante polo industriale e petrolchimico.

Il progetto prevede la riconversione delle piattaforme marine per lo sfruttamento degli idrocarburi in un distretto per la produzione di energia rinnovabile offshore, ossia in mare.

A sviluppare il progetto Agnes sono tre società: Agnes, Qint’x e Saipem (di cui Eni possiede circa il 30% e Cdp Industria il 12%). L’iniziativa, come ricostruito dal Resto del Carlino, necessita di investimenti stimati in un miliardo di euro.

CHE COS’È IL PROGETTO AGNES

Il progetto Agnes consiste in due parchi eolici e uno di solare fotovoltaico, entrambi in mare, distanti dalla costa. A questi si affiancheranno degli impianti per la produzione di idrogeno “verde”, ricavato cioè dall’elettricità generata da fonti rinnovabili attraverso un processo chiamato elettrolisi.

Agnes farà affidamento sulle infrastrutture per l’estrazione di idrocarburi (gas naturale) già esistenti nell’Adriatico, che non verranno smantellate ma riconvertite per il nuovo scopo.

LE TECNOLOGIE GALLEGGIANTI PER LE RINNOVABILI OFFSHORE

Ma, soprattutto, il progetto Agnes poggerà su nuove e potenzialmente rivoluzionarie tecnologie offshore chiamate galleggianti (floating). Installare impianti di energia rinnovabile in mare aperto consente di utilizzare dispositivi più grandi e potenti e contemporaneamente di minimizzare l’impatto visivo e paesaggistico (aspetto molto rilevante nelle località turistiche come Ravenna).

In Italia, però, lo sviluppo delle rinnovabili offshore è stato finora ostacolato dalle caratteristiche dei fondali del Mediterraneo, che sono profondi già a pochi chilometri dalla costa e non consentono quindi l’ancoraggio delle piattaforme per l’eolico e il solare.

Le piattaforme galleggianti, eliminando la necessità di installare impianti dalle fondamenta fisse, eliminano anche i vincoli geologici. Tanto più che l’Adriatico ha fondali meno profondi della media del Mediterraneo, oltre che una bassa ondosità.

La tecnologia galleggiante modulare impiegata nel progetto Agnes, scrive Il Fatto Quotidiano, è stata sviluppata da Moss Maritime, azienda norvegese controllata da Saipem e parte della divisione XSIGHT.

DUE PARCHI EOLICI OFFSHORE

Il progetto Agnes si compone di due zone per l’eolico, come spiega Il Resto del Carlino. La prima è chiamata “Romagna 1”, a 17 chilometri dalla costa di Punta Marina, vicino Ravenna: riguarda un’area di 17 chilometri quadrati nella quale saranno installate quindici turbine eoliche alte 130 metri. La seconda zona è “Romagna 2”: si svilupperà a 24 chilometri dalla costa di Porto Corsini, nel comune di Ravenna, con cinquanta turbine eoliche dalle stesse dimensioni.

UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO GALLEGGIANTE

Oltre ai due parchi eolici – dall’output combinato di 520 megawatt – ci sarà anche un’impianto fotovoltaico galleggiante, a 2,5 metri di altezza sul livello dell’acqua, che occuperà una superficie di 63 ettari. Avrà una capacità produttiva di 100 MW.

4MILA TONNELLATE DI IDROGENO VERDE ALL’ANNO

Una parte dell’energia eolica e solare ottenuta verrà stoccata in sistemi di accumulo a batterie; un’altra parte andrà invece a generare l’elettricità che, assieme all’acqua di mare, alimenterà il processo di elettrolisi per la produzione di idrogeno verde: si parla di quattromila tonnellate di idrogeno all’anno, ottenute sia da strutture a terra che da impianti in mare, su piattaforme dismesse.

L’idrogeno ottenuto in mare verrà trasportato sulla terraferma attraverso gasdotti, e potrebbe venire utilizzato per la decarbonizzazione delle industrie pesanti del polo di Ravenna, difficili da elettrificare.

I TEMPI

La costruzione del progetto Agnes dovrebbe – secondo le previsioni – iniziare nel 2024, una volta ottenute le autorizzazioni. Nel 2022 dovrebbe venire presentato lo studio di impatto ambientale.

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