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Cosa succederà ai vecchi vertici di Saipem?

Saipem Emirati

Le richieste di rinvio a giudizio da parte della procura di Milano per gli ex vertici Saipem. Tutti i dettagli

 

Turbamenti giudiziari in casa Saipem per vicende che riguardano i passati vertici

Richiesta di rinvio a giudizio per Saipem, il suo ex amministratore delegato Stefano Cao e l’ex direttore finanziario Alberto Chiarini. Secondo quanto scrive Reuters, ricordando che il prossimo 10 maggio si terrà l’avvio dell’udienza preliminare, le imputazioni sono falso in prospetto e aggiotaggio.

Al centro del caso c’è la vendita del 12,5% della società da parte di Eni a Cassa Depositi e prestiti. Tutti i dettagli.

LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO

La procura di Milano, scrive Reuters, “ha chiesto il rinvio a giudizio di Saipem, del suo ex ad Stefano Cao e dell’ex direttore finanziario Alberto Chiarini con le imputazioni di falso in bilancio, falso in prospetto e aggiotaggio in relazione all’operazione con cui nel gennaio 2016 Eni vendette il 12,5% della società a Cassa Depositi e Prestiti”.

L’UDIENZA PRELIMINARE

La richiesta di rinvio a giudizio emerge dai documenti in cui viene fissato, per il prossimo 10 maggio, l’avvio dell’udienza preliminare, come annunciato dalla stessa Saipem. A seguito di questa il giudice dovrà stabilire se mandare a processo o prosciogliere gli imputati.

LE ACCUSE

Quali le accuse? Secondo i pm Giordano Baggio, Piero Basilone e Paolo Filippini, che curano l’inchiesta, i vertici aziendali hanno ingannato “mercato, azionisti e risparmiatori nascondendo le reali condizioni di Saipem sovrastimando le previsioni economiche del piano strategico 2016-2019 nel bilancio consolidato del 2015 e nella relazione semestrale 2016”.

E non solo. Saipem avrebbe anche occultato “lo stato della società nel prospetto dell’aumento di capitale fino a 3,5 miliardi di euro approvato a fine ottobre 2015; traendo in inganno il mercato sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria attraverso sette diversi comunicati dall’ottobre 2015 al luglio 2016”.

LA VENDITA A CASSA DEPOSITI E PRESTITI

La vendita del 12,5% di Saipem da Eni a Cassa Depositi e prestiti venne fissata ad un prezzo fra i 7,40 e gli 8,80 euro per azione.

IL CROLLO DEL TITOLO DI SAIPEM

Dopo aver fissato il prezzo di acquisto e in attesa del closing dell’operazione a gennaio 2016, però, la società energetica annunciò ulteriori svalutazioni per 1,3 miliardi, con il titolo che crollò di oltre il 30%.

Secondo la procura “questi dati dovevano essere comunicati già nel 2015, ma le clausole del contratto su “material adverse change” e “material adverse effects” avrebbero potuto far saltare l’operazione di vendita da Eni a Cdp”, scrive Reuters.

LA DIFESA DI SAIPEM

Saipem, dl suo canto, giustifica il comportamento sottolineando che “i peggioramenti della prorogabilità erano ben noti al mercato”. E “il tutto – si legge nell’atto della difesa – si risolse con l’aumento di capitale di Saipem con l’emissione di nuove azioni per 3,2 miliardi, un finanziamento di 4,7 miliardi a Saipem da parte di un pool di banche, il rimborso del debito finanziario da parte di Saipem a Eni per 5,5 miliardi di euro”.

I VANTAGGI DI ENI

E proprio Eni, in tutta questa operazione, trasse i vantaggi maggiori secondo la Procura: “Poté deconsolidare, incassò 463 milioni e non dovette più iscrivere a bilancio il debito di Saipem”, scrive Reuters, aggiungendo che l’aumento di capitale danneggiò i piccoli azionisti, il consorzio di 11 banche e Cassa Depositi e Prestiti.

GLI ALTRI GUAI DI SAIPEM

I problemi legali non sono gli unici guai per la società energetica. Saipem ha chiuso il primo trimestre 2021 con ricavi pari a 1,618 miliardi di euro, in calo del 25,5%, mancando le attese degli analisti e registrando un risultato netto pari a -120 milioni.

Sul fronte energetico, invece, pesa il nodo Mozambico. Qui Total ha sospeso a tempo indefinito il progetto Mozambique Lng, considerando l’evoluzione della situazione di sicurezza nel nord della provincia di Cabo Delgado in Mozambico, dichiarando lo stato di “forza maggiore”.

 

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