Energia

Coronavirus, che cosa succederà alle rinnovabili

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Fatti, numeri e previsioni sulle energie rinnovabili al tempo del Coronavirus secondo un approfondimento di Axios

 

La pandemia di coronavirus potrebbe ostacolare gli ambiziosi obiettivi dei paesi in materia di energie rinnovabili. Complice la crisi economica e i lockdown generalizzati, secondo Orion Rummler di Axios, tutte le linee guida e i target per politiche a basse emissioni di Co2 in Cina, India e Ue che sarebbero dovute partire quest’anno, potrebbero subire un grosso contraccolpo.

RINNOVABILI A LIVELLO DELLO SCORSO ANNO

Secondo la società di consulenza Rystad Energy, la crescita prevista per nuovi progetti solari ed eolici a livello mondiale dovrebbe limitarsi a numeri più o meno identici a quelli realizzati nel 2019. In base all’ultimo rapporto “Renewable Capacity Statistics” dell’International renewable energy agency (Irena), alla fine del 2019, la capacità rinnovabile ha raggiunto 2.537 gigawatt (GW) in tutto il mondo, registrando un aumento di 176 GW rispetto all’anno precedente.

NEL 2021 PREVISIONI PEGGIORI

Ma l’anno prossimo le cose potrebbero andare ancora peggio, considerando che le previsioni, riferisce Rummler, prevedono un taglio del 10% rispetto al 2020, per colpa di una contrazione degli investimenti. Di fronte a questo quadro, scrive Heymi Bahar, uno dei principali analisti dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, anche i tempi per le scadenze dei piani attualmente in corso si stanno sempre più assottigliando.

COSA SUCCEDE IN INDIA, CINA E UE

Solo per fare qualche esempio l’India deve accelerare la realizzazione di progetti rinnovabili quest’anno per raggiungere l’obiettivo di 175 gigawatt di capacità di generazione di energia rinnovabile entro marzo 2022, scrive Bahar. Lo stesso dicasi per la Cina: l’ultimo piano quinquennale sulle rinnovabili mira quest’anno a far sì che il 15% del consumo di energia primaria del Paese provenga da combustibili non fossili. Sulla stessa linea anche l’Unione europea che quest’anno prevede per ogni membro, il 20% di consumo da rinnovabili sul totale, obiettivo fissato addirittura nel 2009.

NEGLI USA A RISCHIO 35 MLD DI INVESTIMENTI EOLICI

Il discorso dovrebbe riguardare anche gli Stati Uniti: i crediti d’imposta solari federali dovrebbero diminuire del 4% alla fine dell’anno mentre quelli per l’eolico dovrebbero aumentare per i progetti avviati entro fine anno. Tuttavia, proprio a causa del coronavirus, ha avvertito recentemente l’American Wind Energy Association (AWEA), rischiano di andare in fumo progetti eolici per un valore di 35 miliardi di dollari.

LE RINNOVABILI SONO INVESTIMENTI A BASSO RISCHIO, PER QUESTO POTREBBERO AVERE UNA SPINTA FINANZIARIA

Non è da trascurare, tuttavia, il rovescio della medaglia di questa situazione: soprattutto rispetto a petrolio e gas naturale, gli impianti eolici e solari sono investimenti relativamente stabili e a basso rischio, il che “potrebbero dare loro una spinta finanziaria nei prossimi mesi e anni”, ha osservato il Wall Street Journal.

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