Skip to content

cina

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Droni, difesa e terre rare: ecco le aziende americane sanzionate dalla Cina

Per ritorsione contro il Pentagono, la Cina ha sanzionato dieci aziende americane vicine alle forze armate degli Stati Uniti: la lista comprende costruttori di droni, produttori di componenti aerospaziali ed estrattori di terre rare. Tutti i dettagli.

La Cina ha sanzionato dieci aziende americane vicine alle forze armate degli Stati Uniti: è una risposta speculare alla recente decisione del Pentagono di inserire diverse società cinesi – tra cui i colossi tecnologici Alibaba, Baidu e Byd – in una lista di entità rischiose per la sicurezza nazionale americana.

LA VERSIONE DELLA CINA

Il ministero del Commercio di Pechino ha spiegato infatti che le imprese cinesi, per ragioni di sicurezza nazionale, non potranno esportare merci “a uso duale” – cioè utilizzabili sia in contesto civile che militare – alle dieci aziende americane sanzionate. Il divieto si applica, con effetto immediato, anche alle imprese e ai privati con sede in paesi terzi ma che commerciano prodotti made in China.

Il ministero delle Finanze cinese, poi, ha aggiunto che agli enti pubblici sarà vietato l’acquisto dei prodotti di quarantasei aziende americane, tra cui Lockheed Martin, Raytheon e General Dynamics, attive nel comparto della difesa.

E ORA?

Come la decisione del Pentagono, anche le sanzioni di Pechino hanno un valore principalmente simbolico, dato che le dieci aziende statunitensi – essendo inserite nel complesso militare-industriale di Washington – erano già scollegate dalla filiera cinese e non avevano contratti con le agenzie governative.

LE DIECI AZIENDE AMERICANE SANZIONATE

Le dieci aziende americane sottoposte a restrizioni commerciali dalla Cina sono:

  • Aveox, con sede in California: si occupa di componentistica per il settore aerospaziale;
  • Red Cat Holdings, nello Utah: droni per la difesa;
  • Teal Drones, nello Utah: droni per la difesa;
  • Imsar, nello Utah: tecnologie radar;
  • Jaia Robotics, nel Rhode Island: robot acquatici;
  • Bell Aerospace & Technologies, in Colorado: veicoli spaziali e componenti;
  • Oshkosh Defense, nel Wisconsin: veicoli militari;
  • L3Harris Maritime Services, nella Virginia: tecnologie per le imbarcazioni militari:
  • Mp Materials, in Nevada: estrazione e lavorazione di terre rare;
  • Usa Rare Earth, in Oklahoma: estrazione e lavorazione di terre rare.

IL RUOLO DELLE TERRE RARE NELLA COMPETIZIONE TRA AMERICA E CINA

Nell’elenco delle società sottoposte a controlli ce ne sono anche due – Mp Materials e Usa Rare Earth – che stanno contribuendo all’emancipazione degli Stati Uniti dalla Cina per le terre rare, un gruppo di diciassette elementi utilizzati in tanti settori critici, dalla difesa all’energia, dall’elettronica all’automotive.

Al momento la Cina controlla all’incirca il 60 per cento dell’estrazione di terre rare a livello globale, il 90 per cento della loro raffinazione e quasi il 95 per cento della loro trasformazione in magneti permanenti. Pechino ha sfruttato molte volte questa posizione di dominanza, applicando delle restrizioni alle esportazioni con l’obiettivo di ottenere concessioni politiche oppure per rispondere alle politiche commerciali dell’amministrazione di Donald Trump.

Mp Materials è un’azienda molto rilevante perché gestisce l’unica miniera attiva di terre rare negli Stati Uniti – quella di Mountain Pass in California – e sta lavorando per dotarsi di capacità di raffinazione. L’anno scorso ha ricevuto un investimento di 400 milioni di dollari dal dipartimento della Difesa americano, che ne è diventato il maggiore azionista con una quota del 15 per cento.

Il dipartimento del Commercio, invece, ha investito 1,6 miliardi in Usa Rare Earth, un produttore emergente di terre rare: sta sviluppando una miniera in Texas, intende aprire uno stabilimento produttivo di magneti in Oklahoma e ha acquisito il gruppo svizzero Serra Verde, garantendosi così l’accesso al complesso di Pela Ema in Brasile.

Torna su