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Come la Cina darà sollievo ai prezzi di gasolio e jet fuel

Dopo il blocco di marzo, la Cina riprenderà a esportare gasolio e jet fuel. Si tratta di una manovra politica pensata per "conquistare" l'Asia, ma aiuterà a distendere i prezzi anche in Europa. Fatti, numeri e commenti.

Da maggio la Cina riprenderà a esportare benzina, gasolio e jet fuel, il carburante per aerei la cui penuria sta preoccupando gli aeroporti d’Europa e – soprattutto – d’Asia.

IL PESO DELLA CINA NEL MERCATO DEI CARBURANTI

Stando alle fonti del Financial Times, infatti, le autorità cinesi hanno allentato il blocco alle esportazioni introdotto a marzo in risposta alla crisi energetica creata dalla guerra tra gli Stati Uniti e l’Iran: Pechino è esposta alle tensioni nel golfo Persico perché il 40 per cento delle sue importazioni petrolifere passano per lo stretto di Hormuz e all’incirca il 30 per cento delle sue importazioni di gas liquefatto arrivano dal Qatar e dagli Emirati Arabi Uniti. È riuscita finora a mitigare questa vulnerabilità grazie alle ampie riserve di greggio di cui dispone.

La Cina è la maggiore importatrice di greggio al mondo, ma è anche una grande esportatrice di derivati petroliferi, come il gasolio e il jet fuel, che spedisce soprattutto nell’Asia-Pacifico: Vietnam, Australia, Filippine, Bangladesh e Giappone sono tra i paesi che ne ricevono in maggiori quantità.

Prima che iniziasse la guerra all’Iran, Pechino esportava quasi 800.000 barili al giorno di carburanti. Ad aprile ha spedito qualche carico in Vietnam, in Malaysia e a Singapore.

UNA MOSSA GEOPOLITICA?

Secondo una fonte del Financial Times, la Cina ha deciso di riattivare le esportazioni per dare sollievo ai paesi asiatici, le cui scorte di jet fuel, in particolare, ma anche di gasolio e benzina, stanno scendendo a livelli preoccupanti. Si tratterebbe, quindi, di una mossa geopolitica, volta a guadagnare influenza nella regione attraverso il commercio.

Gianclaudio Torlizzi, analista di T-Commodity, ha scritto su X che “Pechino offre la sua disponibilità di materie prime per ampliare le sfera d’influenza. Le raffinerie cinesi in particolare riprenderanno le esportazioni di jet fuel, gasolio e benzina per alleviare le strozzature sull’offerta causate dal blocco di Hormuz. Obiettivo: estendere il controllo sull’Asia”.

E L’EUROPA?

Nonostante gli aumenti dei prezzi del jet fuel  e nonostante il rischio di cancellazioni di voli segnalato dalle compagnie aeree, come Lufthansa e Klm, negli aeroporti europei non si registra per ora una situazione di grave carenza di combustibile: non grave, perlomeno, come in alcuni paesi del Sud-est asiatico, che hanno dovuto procedere al razionamento.

La Commissione europea ha anticipato che a maggio introdurrà una mappatura della capacità di raffinazione petrolifera a livello dell’Unione e che adotterà delle misure per garantire che questa capacità venga utilizzata pienamente. Aumentare notevolmente la produzione di jet fuel potrebbe non essere possibile, però, dato che le raffinerie devono dedicarsi ad altri derivati del greggio e la riorganizzazione dei processi non è sempre tecnicamente fattibile.

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