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Terre Rare

La tenaglia della Cina nelle nuove materie prime per l’energia

La Cina influenza e influenzerà i mercati delle materie prime per la transizione energetica. L'articolo di Giuseppe Gagliano.

Nel contesto di un’impellente transizione energetica globale, la Cina emerge come una figura preponderante, influenzando profondamente il panorama energetico e delle materie prime a livello mondiale.

IL PRIMATO NELL’INDUSTRIA SOLARE

La sua capacità di detenere il primato nella produzione di pannelli solari, batterie al litio e altri componenti essenziali per l’energia rinnovabile la pone in una posizione di rilievo, mentre l’Europa e altre potenze globali si affannano per ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili.

La Cina non solo detiene quasi il monopolio nella fabbricazione di pannelli solari, ma anche nella produzione dei wafer di silicio necessari per la loro costruzione, con aziende come la China Rare Earth Group che alimentano la sua predominanza industriale. L’investimento di Pechino di 50 miliardi di dollari nella crescente industria delle terre rare sottolinea questa tendenza, rendendo il paese un punto di riferimento inevitabile per qualsiasi economia che ambisca a una conversione verde.

LA DIPENDENZA DALLA CINA PER LE MATERIE PRIME “VERDI”

Il crescente bisogno globale di metalli critici per l’industria delle tecnologie pulite, come il litio, il cobalto e le terre rare, aumenta la dipendenza dalle catene di approvvigionamento dominate dalla Cina. La nazione asiatica si è dimostrata abilissima, estendendo il suo raggio d’azione all’Africa, dove controlla una porzione significativa delle miniere di questi metalli essenziali.

Questa influenza si estende oltre il semplice commercio, con implicazioni geopolitiche tangibili. La capacità della Cina di imporre restrizioni all’esportazione di risorse critiche, come dimostrato dalle recenti mosse riguardanti i wafer solari e le terre rare, rappresenta un’arma geopolitica potentissima che può modellare le dinamiche internazionali a suo favore.

LE CONSEGUENZE GEOPOLITICHE

L’Europa, nel frattempo, si trova in una posizione precaria, quasi completamente priva di risorse critiche, e dipende pesantemente dalle importazioni. Questa vulnerabilità si fa ancora più evidente di fronte a scenari di tensioni geopolitiche, come il conflitto in Ucraina, che hanno mostrato quanto rapidamente l’approvvigionamento energetico possa essere compromesso.

Con uno sguardo verso il futuro, secondo stime come quelle di Bloomberg, è previsto che la richiesta di metalli critici per il settore energetico pulito aumenterà esponenzialmente, ponendo ancora di più la Cina al centro di una complessa rete di interdipendenza economica e politica. La transizione verso un’energia più pulita e sostenibile, quindi, si trova intricatamente intrecciata con le strategie di potere della Cina, richiedendo agli altri attori globali di valutare con cautela i loro prossimi passi nel delicato equilibrio di questo nuovo ordine energetico mondiale.

In conclusione, mentre il mondo si muove verso la decarbonizzazione, la Cina consolida il suo ruolo di leader nelle materie prime essenziali per il futuro energetico. Per gli altri paesi, in particolare per l’Europa, ciò pone sfide significative e la necessità di strategie lungimiranti per garantire la sicurezza e l’autonomia energetica nell’era post-fossile che si sta delineando.

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