L’attacco al campo gas di South Pars e la risposta iraniana sugli impianti GNL in Qatar segnano l’inizio di una recrudescenza della guerra e delle sue conseguenze. A meno di una tregua, ora tutti gli obiettivi sono legittimi. I prezzi di petrolio e gas salgono, ma gli aspetti più preoccupanti sono due.
LA DIVERGENZA DI PREZZO TRA IL PETROLIO AMERICANO E GLI ALTRI
Il primo è che si sta creando una divergenza tra il petrolio USA, il WTI, e gli altri petroli. Lo sconto rispetto a Brent è oltre i 12 $/bbl, quello con gli altri greggi mediorientali è oltre i 50 $/bbl. Questo significa che localmente le conseguenze economiche sono peggiori che per gli USA.
CHE SUCCEDERÀ AI CARBURANTI?
Il secondo aspetto critico è relativo ai carburanti, per i quali cominciano i divieti di esportazione. Se tali divieti si diffondono, chi non ha raffinerie (e chi non ha le raffinerie giuste per le varietà di petrolio disponibili) potrebbe trovarsi molto presto senza benzina e gasolio.
IL RISCHIO DI UN BLOCCO AMERICANO DELLE ESPORTAZIONI DI BENZINA
Se anche gli Stati Uniti (maggior esportatore mondiale di benzina) dovessero applicare qualche divieto di esportazione, per calmierare i prezzi in patria e rimpinguare le scorte, sarebbero guai seri per il resto del mondo.







