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Ecco chi gioirà (non solo gli utenti) con le mini bollette architettate dall’autorità Arera

Bollette

Arera ha comunicato l’aggiornamento delle tariffe delle bollette del gas che da ottobre sarà mensile e non trimestrale. Ecco ragioni, conseguenze e beneficiari della misura

 

Da ottobre l’aggiornamento tariffario delle bollette del gas sarà mensile e non più trimestrale.

La misura, stabilita da ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), riguarda circa 7,3 milioni di utenze domestiche in regime di tutela, su un totale di 20,4 milioni. Le tariffe non saranno più calcolate a partire dal prezzo del Title Transfer Facility (o TTF, il punto di scambio nei Paesi Bassi che funge da riferimento per il mercato europeo), ma dalla media dei prezzi sul Punto di scambio virtuale (PSV), il principale mercato italiano del gas.

A COSA SERVE LA MODIFICA

Come spiegato da ARERA, lo sganciamento dal TTF permetterà di “trasferire con tempestività ai clienti il beneficio di eventuali iniziative europee di contenimento dei prezzi delle commodity energetiche”, come il tetto al prezzo del gas (o price cap) in discussione da mesi.

SVENTATO L’AUMENTO DEL 200 PER CENTO

Davide Tabarelli, presidente della società di ricerca Nomisma Energia, ha detto all’ANSA che l’aggiornamento delle tariffe su base mensile è “una scelta azzeccata”, perché “se l’aggiornamento fosse stato fatto con il vecchio meccanismo a fine settembre avremmo avuto un aumento anche del 200 per cento” delle bollette del gas. Con il nuovo metodo mensile, invece, l’aumento sarà del 5 per cento circa.

UN COLPO DI FORTUNA?

Secondo Tabarelli, il tempismo dell’aggiornamento di ARERA “è stato anche un colpo di fortuna poiché il caso ha voluto che il nuovo meccanismo entra in vigore proprio mentre c’è il calo” dei prezzi europei del gas dovuto al caldo e al riempimento quasi totale degli stoccaggi.

Dopo aver raggiunto, lo scorso agosto, il valore record di 350 euro al megawattora (MWh), oggi il gas in Europa si scambia intorno ai 100 €/MWh.

COSA CAMBIA DAVVERO PER I CONSUMATORI?

Assoutenti, associazione che si occupa di tutela dei consumatori, ha definito l’aggiustamento su base mensile delle tariffe “una misura del tutto inutile ed inefficace” che “non apporterà alcun concreto beneficio alle famiglie italiane”.

“I cambiamenti decisi da ARERA sul fronte della frequenza delle bollette e del calcolo delle tariffe del gas rischiano di avere un effetto boomerang per gli italiani, portando a nuovi rincari a danno delle famiglie”, sostiene il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi.

“L’estrema volatilità dei prezzi rende un vero e proprio azzardo sia la scelta di basare il nuovo calcolo delle tariffe sul mercato PSV, dove le quotazioni sono in media più elevate rispetto al mercato TTF finora utilizzato per gli aggiornamenti trimestrali”, spiega, “sia quella di aggiornare mensilmente, e non più ogni tre mesi, le tariffe del gas, esponendo così le famiglie a nuovi rincari delle bollette”.

UN AIUTO AI FORNITORI?

Sul Sole 24 Ore l’economista Davide Tabarelli ha scritto che l’aggiornamento mensile è “una misura presa non tanto a difesa dei consumatori, quanto per le società di vendita al dettaglio”, cioè quelle aziende che comprano il gas al TTF (dove i prezzi erano in crescita, fino a qualche settimana fa) e lo rivendono “ad una tariffa trimestrale bloccata che risultava essere più bassa”.

La nuova tariffazione, secondo Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, “indirettamente è un aiuto ai clienti finali che così ridurranno il rischio di vedere fallire la società e di non avere più un fornitore” di energia. Ma l’economista fa notare come si tratti “di una partita a somma zero, perché, dovessero i prezzi [del gas, ndr] ricominciare a salire, allora ci troveremo a parlare di adeguamenti troppo repentini”.

RIDURRE I CONSUMI È NECESSARIO

Contribuire a ridurre la spesa energetica agli utenti domestici e alle aziende in difficoltà è necessario, ma Tabarelli fa notare come i sussidi abbiano l’effetto di “sostenere i consumi che, invece, devono diminuire” per favorire l’abbassamento dei prezzi del gas e per contenere il rischio di una carenza di energia in inverno.

Secondo l’analista, se le temperature miti lasceranno il posto al freddo intenso “e se la Russia azzera [le forniture di gas, ndr], cosa possibile visto che siamo in guerra, allora il razionamento è sicuro”. Gli stoccaggi, per quanto pieni, non sono sufficienti a soddisfare la domanda energetica e l’Europa non dispone della capacità impiantistica per importare grandi quantità di gas liquefatto.

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