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Cdp ricapitalizzerà Ansaldo Energia. Parola di Ansaldo Energia

Ansaldo Energia

Giuseppe Marino, amministratore delegato di Ansaldo Energia, ha dichiarato che Cdp (che controlla la società con l’88%) darà il suo appoggio alla manovra finanziaria di supporto, dopo i risultati negativi del primo semestre 2022. Tutti i dettagli

 

Intervistato dal Secolo XIX, l’amministratore delegato di Ansaldo Energia, Giuseppe Marino, ha anticipato che Cassa depositi e prestiti darà il suo appoggio a una manovra finanziaria che sostenga l’attuazione del nuovo piano industriale della società.

LA SITUAZIONE DI ANSALDO ENERGIA

Ansaldo Energia – azienda di impianti energetici controllata da Cassa depositi e prestiti (88 per cento) e partecipata dalla società elettrica cinese Shanghai Electric (12 per cento) – ha riportato un risultato economico negativo nel primo semestre del 2022 a causa della crisi del gas, suo segmento principale di business. Ha dunque fatto sapere di non riuscire a raggiungere gli obiettivi del bilancio 2022 e di non poter realizzare il suo vecchio piano industriale.

Il consiglio di amministrazione ha dato mandato a Marino di confrontarsi con i soci e gli azionisti della società per trovare un accordo su una manovra finanziaria che sostenga l’attuazione di un nuovo piano industriale.

LE PAROLE DI MARINO SU CDP

Marino ha detto al Secolo XIX che Cassa depositi e prestiti è “un azionista di straordinario rilievo istituzionale ed economico e ci ha dato fiducia nel proseguire quest’opera. Mi sento”, ha aggiunto, “di poter rassicurare i lavoratori, ma anche tutti i nostri interlocutori”.

Nei giorni scorsi Ansaldo Energia aveva informato i sindacati di una possibile riduzione delle ore di lavoro nel primo e nel secondo trimestre del 2023: il taglio stimato sarà di 45mila ore, il 20 per cento del totale, in ciascuno dei due periodi considerati. Nel secondo semestre dell’anno prossimo, poi, la riduzione potrebbe farsi anche maggiore, arrivando a 100mila ore.

Marino ha anche assicurato che Cassa depositi e prestiti verserà gli ultimi 50 milioni della precedente ricapitalizzazione “il prossimo ottobre. Non ci sono problemi da questo punto di vista”.

AUMENTO DI CAPITALE E TRATTATIVA CON LE BANCHE

Il dirigente ha inoltre dichiarato che “il miglioramento” dell’indebitamento netto (787 milioni di euro nello scorso semestre) “è un punto inderogabile del piano” e “la chiave per avere un’azienda con la dotazione finanziaria finalmente adeguata alle sfide presenti e future”.

Secondo Marino, questo adeguamento può essere raggiunto attraverso la rinegoziazione del debito con le banche (la società sta lavorando con Mediobanca) e l’aumento di capitale (come già nel 2020). “In appena tre anni”, ha detto, “siamo stati costretti a svalutazioni per oltre 600 milioni” riguardanti “investimenti in tecnologie sviluppati in passato”.

LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA SU ANSALDO ENERGIA

L’amministratore delegato ha spiegato al quotidiano che la guerra in Ucraina “ha creato tensioni sul mercato energetico” e aggravato l’aumento dell’inflazione. “Alcuni nostri clienti stanno ritardando investimenti che erano previsti nella prima metà dell’anno”, ha detto Marino. “Sono attualmente bloccati ordini per tre turbine di classe H, le più potenti, che avevamo sottoscritto con Enel”.

LE CRITICHE ALLE AMMINISTRAZIONI PRECEDENTI

Nell’intervista Marino – amministratore delegato dall’ottobre 2019 – critica implicitamente le precedenti amministrazioni della società, ricordando come, al momento del suo ingresso in azienda, Ansaldo Energia “doveva 1,5 miliardi a fronte di ricavi per 984 milioni: impressionante. Lo scorso 31 dicembre il debito era sceso a 855 milioni, con ricavi per un miliardo e 491 milioni”.

Giuseppe Zampini è stato amministratore delegato di Ansaldo Energia dal 2001 al 2017, e successivamente dal febbraio 2018. È stato anche presidente della società, sostituito lo scorso maggio da Lorenza Franca Franzino.

IL FUTURO

Nell’intervista, poi, Marino elenca alcuni ordini di turbine a gas siglati sotto la sua amministrazione (con Enel in Italia, Rupsha in Bangladesh, Elpedison in Grecia e altre), ricordando però come la crisi dei prezzi e delle forniture di gas abbia bloccato alcune commesse e i piani di riconversione delle centrali a carbone.

In risposta alla giornalista del Secolo XIX, che gli chiedeva un parere sui futuri spazi di mercato per le turbine a gas vista la transizione energetica, Marino ha detto che “per realizzare la crescita delle rinnovabili è fondamentale avere capacità energetica a gas perché garantisce la disponibilità di elettricità sempre, quando serve”. L’eolico e il solare sono invece intermittenti: producono energia solo in condizioni metereologiche favorevoli (presenza di vento e sole, rispettivamente); è possibile tuttavia immagazzinare l’elettricità che generano in eccesso in alcuni momenti della giornata tramite sistemi di stoccaggio a batterie (che dovranno però farsi più efficienti).

Ansaldo Energia prevede di realizzare una fabbrica di elettrolizzatori – dei macchinari necessari alla produzione di idrogeno da fonti rinnovabili – da 300 megawatt di capacità: dovrebbe entrare in attività nel 2026.

“La capacità di produzione delle turbine a gas, a vapore e dei generatori e di tutto ciò che produciamo attualmente rimane inalterata”, ha spiegato Marino.

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