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Cosa prevede il piano di Ansaldo Energia per l’aumento di capitale

Ansaldo Energia

Ansaldo Energia ha definito le linee guida dell’operazione di rafforzamento patrimoniale, che passa per un aumento di capitale da 550 milioni e per l’estensione delle linee di credito bancario. Tutti i dettagli

 

Il consiglio di amministrazione di Ansaldo Energia, società di impianti energetici controllata da Cassa depositi e prestiti con oltre l’80 per cento, ha stabilito le linee guida del piano di aumento di capitale, dal valore di circa 550 milioni di euro. L’altro azionista di riferimento è la compagnia elettrica cinese Shanghai Electric, che possiede una quota del 12 per cento.

COME È RIPARTITA L’OPERAZIONE

L’operazione di rafforzamento patrimoniale si compone della conversione in equity del prestito di CDP Equity (parte del gruppo Cassa depositi e prestiti), pari a circa 300 milioni; della quota capitale, da circa 200 milioni; e degli investimenti maturati, per 50 milioni.

LA SCADENZA DEL CREDITO BANCARIO

La manovra finanziaria di Ansaldo Energia prevede il posticipo al 2027 della data di scadenza delle linee di credito bancario per l’estinzione del debito entro il 2023. Viene estesa al 2028, dal 2024, anche la scadenza del prestito obbligazionario.

I PROSSIMI PASSI DI ANSALDO ENERGIA

La proposta verrà ora sottoposta agli azionisti (CDP e Shanghai Electric) e alle banche (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Carige, BPM e alcuni istituti esteri), con lo scopo di ottenerne l’approvazione e procedere al rilancio della società, aggravatasi con la crisi del gas che ha causato il blocco di alcune commesse per la riconversione delle centrali. Già mesi fa Ansaldo Energia fece sapere di non essere in grado di raggiungere gli obiettivi del bilancio 2022 e di non poter realizzare il suo vecchio piano industriale.

L’USCITA DEI MANAGER

Indiscrezioni raccolte recentemente dal Secolo XIX parlavano di “sei dirigenti in uscita” dal gruppo. Uno di questi – il più importante – è Claudio Nucci, amministratore di Ansaldo Nucleare, azienda focalizzata sull’impiantistica per l’energia nucleare, a seguito di contrasti con l’amministratore delegato della società madre, Giuseppe Marino, e con CDP.

Altri rumours interni ad Ansaldo Energia dicono che, se la ricapitalizzazione non dovesse concretizzarsi entro il 31 dicembre prossimo, Marino proseguirà con i licenziamenti dei dirigenti: “in tre anni, tra prepensionamenti, pensionamenti e licenziamenti, sono almeno una ventina i manager accompagnati alla porta”, ha dichiarato un manager della società.

LE CRITICHE DEI SINDACATI

In un recente comunicato firmato da FIM-CISL, FIOM e UILM, i sindacati hanno denunciato la “crisi di liquidità dovuta alla mancata ricapitalizzazione” che “sta facendo morire piano piano l’azienda: decine di fornitori, non pagati, si rifiutano di mandare il necessario per poter lavorare e si rifiutano di venire a fare la manutenzione”.

Per evitare la cassa integrazione, che potrebbe forse scattare nel 2023, Ansaldo Energia ha avviato delle trattative per nuove commesse con Autostrade per l’Italia per dei lavori stradali a Genova, con Elpedison per una turbina a gas in Grecia, con l’Azerbaigian per altre quattro turbine.

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