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Mobilità sostenibile, una super gara per rinnovare il parco autobus

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In Italia circolano 23 mila autobus vecchi e inquinanti. L’età media di servizio dei mezzi è la più alta in Europa. Consip pensa ad una maxi gara per rinnovare la mobilità 

Italia e mobilità: un rapporto difficile da sempre, che si complica negli ultimi anni. Basta provare a spostarsi da un punto ad un altro della Capitale o provare a prendere un autobus a Napoli o a Torino per comprendere la gravità della situazione. Non parliamo, questa volta, delle solite e infinite attese, dei ritardi e di un sistema che poco funziona. Parliamo di mezzi di trasporto vecchi, rotti e inquinanti che circolano per le maggiori città Italiane. Per avere un’idea, a Roma circola un solo   autobus elettrico e copre la linea 117: i fondi per la mobilità sostenibile spesso vengono diretti verso altre emergenze.

A provare a salvare la disastrosa situazione nazionale ci pensa Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione, che intende lanciare un’asta per l’acquisto di 1.800 nuovi mezzi. Partiamo dall’inizio.

Mobilità  Italia: 23mila autobus da rottamare

Dicevamo, l’Italia ha un parco autobus davvero vecchio. Tra le strade del Bel Paese circolano ben 23 mila autobus (il 46% del totale) che sarebbero da rottamare: vecchi (età media di servizio 18 anni), inquinanti e spesso fermi per manutenzioni costose che li riportano su strada per qualche mese o settimana e poi li ricostringono ad un nuovo controllo in officina. Di questi, oltre 8.000 sarebbero da classificare come Euro 0, 2.000 sono Euro 1 e 13 mila sono Euro 2.

Il Piemonte, proprio in queste ore, ha concesso una proroga di circolazione agli autobus più inquinanti: potranno trasportare persone fino al 31 dicembre 2017. Avrebbero dovuto fermarsi alla fine di giugno, ma mettere fuori servizio questi mezzi avrebbero voluto dire bloccare gran parte delle linee della Regione, che al momento non ha i fondi per la sostituzione.

Mobilità  sostenibile. A Roma resta un solo autobus elettrico

mobilitàIl 2009 si pensava che fosse un anno di svolta per la mobilità romana. Erano arrivati ben 30 bus elettrici che avrebbero circolato per la strade del centro della città Eterna. A maggio 2009, però, un grave incendio ha distrutto tutti i veicoli sostenibili. Solo un anno dopo Roma avrà 60 nuovi mezzi elettrici. E l’idea di rivoluzione era ancora più forte.

A distanza di 6 anni, a Roma è rimasto un solo autobus elettrico. Copre la linea 117 e dalle 12.00 alle 17.00 è fermo per ricaricare le batterie. La rivoluzione non era mai iniziata.

Forse qualcosa cambierà ora. La Regione Lazio ha sbloccato 54 milioni di euro di investimenti riservati a Roma. DI questi venti milioni di euro sono destinati all’acquisto di 65 nuovi autobus ecologici, elettrici o alimentati a metano.

Consip: una maxi gara per rinnovare il parco autobus italiano

Per svecchiare il parco autobus italiano Consip starebbe pensando ad una maxi gara del valore di oltre 500 milioni per sostituire, al più presto, 1.800 autobus (Consip sarebbe attore principale della commessa e le amministrazioni locali destinatarie del prodotto). I veicoli saranno tutti Euro 6, al netto di due lotti destinati ai bus elettrici e a metano. L’asta dovrebbe concludersi entro il prossimo mese di dicembre.

Ma non solo. Consip avrebbe in mente di acquistare anche 34 mila nuovi bus, con una spesa di 7,5 miliardi nell’arco di 10 anni. Un’operazione che rivoluzionerebbe il parco autobus italiano: l’età media di servizio scenderebbe di 5 anni, da 12,2 a 7,7. In due anni e mezzo, secondo il cronoprogramma dovranno essere rottamati tutti i bus Euro zero, per una spesa di 1,87 miliardi.

Consip pensa ad un noleggio nazionale

La centrale acquisti, però, si spinge oltre. Ha chiesto al Governo di valutare l’idea di avere una compagnia che diventi una specie di noleggiatore nazionale dei bus su tutto il territorio italiano. L’azienda noleggiatrice sarebbe soggetto titolare di acquisti, manutenzione motori, sostituzione gomme. Un ostacolo al progetto, però potrebbe essere rappresentato dagli enti locali, che diventerebbero soggetti secondari.

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