Mobilità elettrica

Come sfrecciano in Europa le auto elettriche. Numeri, problemi e scenari

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Tra auto e furgoni viaggiano sulle strade d’Europa 1 milione di veicoli elettrici: le vendite sono aumentate del 40% nella prima metà dell’anno. Articolo di Giusy Caretto


La mobilità sta cambiando. L’auto elettrica piace sempre più. Parlano i numeri: le vendite delle auto a batteria, in Europa, sono aumentate del 40% nella prima metà dell’anno. Ora ci sono oltre un milione di auto elettriche su strada: un traguardo positivo che traccia la strada di quello che è e che sarà, ma che arriva quasi un anno dopo la Cina (che ha un mercato automobilistico molto più grande). Siamo davanti gli Stati Uniti, che dovrebbero raggiungere l’obiettivo entro la fine del 2018.

LE VENDITE

Tra gennaio e giugno sono state vendute circa 195.000 auto plug-in in tutta UE, Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera: più 42% rispetto al periodo dello scorso anno. Attualmente in strada si contano 1 milione di veicoli elettrici (compresi anche furgoni elettrici e ibridi plug-in). Continuando così, secondo gli analisti di EV-Volumes, si potrebbe arrivare a raggiungere gli 1,35 milioni di veicoli entro il 2018.

“Uno stock di un milione di veicoli elettrici rappresenta un’importante pietra miliare sulla strada dell’elettrificazione e raggiunge gli obiettivi di emissione, ma ovviamente non è sufficiente”, ha commentato Viktor Irle, analista di mercato, al Guardian.

“La milionesima vendita di quest’anno è un chiaro segnale dell’intenzione dei consumatori. L’accesso a una ricarica a basso costo e ben localizzata da fonti di energia abbondanti è fondamentale per catturare questo slancio”, ha detto Matt Allen, ceo di Pivot Power, azienda che vuole costruire una rete ci ricarica nel Regno Unito.

LA NORVEGIA GUIDA LA CRESCITA

A fare meglio di tutti (ancora) è la Norvegia, con 36.500 vendite e una quota pari al 37% delle nuove registrazioni. Nel 2017, in Norvegia sono state vendute più auto elettriche e ibride (52%) che mezzi a benzina o diesel.

Numeri, certo, che non stupiscono più di tanto, vista la grande sinergia tra le politiche energetiche del governo norvegese e la lungimiranza dei privati. Concentrandoci sul fattore pubblico, le misure messe in campo per incentivare la scelta della batteria sono sia di tipo fiscale che di traffic management. In quelle di tipo fiscale rientrano l’esenzione dell’iva e delle tasse di registrazione e di acquisto della vettura e la riduzione della tassazione di possesso. La Norvegia ha anche previsto una tassazione ridotta per l’utilizzo privato di veicoli aziendali.

Tra le misure pratiche, invece, è previsto un aumento dell’indennità chilometrica, il parcheggio gratuito, l’accesso alle corsie riservate agli autobus, il transito gratuito sui road ferries, l’assenza di pedaggio sulle autostrade, l’identificazione della targa con le lettere EL che conferisce al proprietario uno status “socialmente positivo”, ed altro ancora. L’efficacia di queste misure è enormemente accresciuta dal fatto che sono in vigore, sia pure temporaneamente, in tutto il Paese, conferendo così all’auto elettrica, nella percezione della cittadinanza, una connotazione fortemente positiva.

BENE ANCHE LA GERMANIA

Anche in Germania, in realtà, qualcosa si smuove: sembrerebbe, addirittura, che il più grande mercato automobilistico europeo sia destinato a superare la Norvegia entro la fine dell’anno per le vendite totali.

Anche i Paesi Bassi e la Danimarca hanno registrato una buona crescita, mentre il Regno Unito resta indietro: sono state vendute 30.040 vetture, tra auto e furgoni plug-in nella prima metà dell’anno. Le vendite di auto completamente elettriche sono diminuite del 6% ma gli ibridi plug-in sono aumentati del 50%.

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